In questa raccolta composta da ventuno racconti, la Oates esplora le misteriose vite private di donne e uomini con vivida, crudele precisione e commiserazione. Alternando interlocutore e interprete, magia e realtà, esamina minuziosamente la psiche di persone ordinarie e la loro capacità di votarsi a
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In questa raccolta composta da ventuno racconti, la Oates esplora le misteriose vite private di donne e uomini con vivida, crudele precisione e commiserazione. Alternando interlocutore e interprete, magia e realtà, esamina minuziosamente la psiche di persone ordinarie e la loro capacità di votarsi al bene e al male senza alcuna possibilità di ritorno. Una delle migliori raccolte noir lette recentemente.
Franzen riesce a far divertire e a stimolare, a far piangere i suoi lettori sulle tragedie della vita e intanto è capace di illuminare il cammino accidentato che percorre oggi la società occidentale: con le sue avidità, i suoi vizi e i suoi drammi morali. La sua scrittura ironica fa parlare gli ogge
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Franzen riesce a far divertire e a stimolare, a far piangere i suoi lettori sulle tragedie della vita e intanto è capace di illuminare il cammino accidentato che percorre oggi la società occidentale: con le sue avidità, i suoi vizi e i suoi drammi morali. La sua scrittura ironica fa parlare gli oggetti quotidiani, dà voce all’infelicità che ammanta le province e le grandi città, e protegge dalle nuove paure del mondo, esorcizzandole (l’Alzheimer, l’inquinamento o la guerra), come nel suo precedente capolavoro, "Le correzioni".I suoi temi forti però sono due, forse anzi due sono i suoi unici temi in assoluto: la depressione e la famiglia. Attorno a questi nuclei ricama storie americane, affreschi della storia recente, e costruisce per i lettori luoghi tiepidi e personaggi indimenticabili. Sono passati nove anni da quando è uscito "Le correzioni". L’America è cambiata. Al posto di Bush c’è Obama. Freedom è un ambizioso volumone di seicento pagine che racconta la middle class americana: ancora la storia di una famiglia di provincia. La storia di una famiglia infelice. La vicenda è ambientata nel 2004 durante la presidenza Bush (è proprio per riappropriarsi della parola libertà che Franzen ha scelto questo titolo). La coppia protagonista, Walter e Patty Berglund, che vota per i democratici, litiga sempre con i vicini di casa repubblicani (anche se Joey Berglund lavora per i repubblicani e ha inventato falsità sulla guerra in Iraq). La coppia modello, benestante, che pare salda e invincibile mostra tutta la sua fragilità quando avviene un imprevisto nella casa. Il lato oscuro degli individui e dell’America, la meschinità e la mediocrità borghese vengono fuori disegnando ancora una parabola di decadenza.
La deriva della vita di un uomo non è mai un argomento su cui si disquisisce volentieri. La storia di Rico è una storia quasi banale: uomo d'affari un tempo, perde tutto: moglie, casa, figlio, lavoro. Buttatosi nell' alcolismo diviene presto un barbone, uno fra i tanti che popolano le vie di Parigi.
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La deriva della vita di un uomo non è mai un argomento su cui si disquisisce volentieri. La storia di Rico è una storia quasi banale: uomo d'affari un tempo, perde tutto: moglie, casa, figlio, lavoro. Buttatosi nell' alcolismo diviene presto un barbone, uno fra i tanti che popolano le vie di Parigi. La sua vita si intreccia con quella di Titì, emarginato anche lui, suo grandissimo amico e compagno di avventure. Titì muore. Di freddo. Da solo. La morte dell'amico porta Rico a voler andare via da Parigi, per dirigersi verso sud, verso la sua amata Marsiglia, tanto “crepare per crepare, meglio crepare al sole”. Gli incontri sono tanti, fondamentale quello con una donna, Marjana, la quale gli ricorderà il suo primo grande amore, Lea, e la sua vita passata: quella vita neutra ma gradevole che conduceva una volta, quando ancora era "qualcosa" e non l' abnegazione vivente di se stesso. Le giornate passano, i ricordi spaziano da un piano temporale all'altro: il tempo è una variabile ormai relativa nella vita di Rico. Tutto si intreccia, diventa confuso, oscuro ed impenetrabile, tranne la chiarezza della sua misera condizione. Testimone della sua vita, dei suoi ricordi, della sua stessa persona diviene Abdoul, un giovane ragazzino arabo, su cui la vita ha inferto solo dolore. I due, divenuti inseparabili, si nutrono dello stesso alimento: la nostalgia per una felicità perduta e mai più raggiungibile. La scrittura di Izzo e, in particolar modo, il suo realismo sono impareggiabili. Difficilmente voci così neutre ed imparziali riescono ad arrivare, come calci, tanto a fondo nelle anime di chi legge.
...Nemmeno la mia perché troppo lunghi, ricci ed indisciplinati. Solitamente odio a pari merito sia questo genere di titoli sia le saghe al femminile. Non volendo fare però la solita testona decisi, alla epoca, di tentare. Mai più. Mai. Una tale povertà di "carattere" e banalità di contenuti davvero
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...Nemmeno la mia perché troppo lunghi, ricci ed indisciplinati. Solitamente odio a pari merito sia questo genere di titoli sia le saghe al femminile. Non volendo fare però la solita testona decisi, alla epoca, di tentare. Mai più. Mai. Una tale povertà di "carattere" e banalità di contenuti davvero difficilmente riscontrabili.
One Day
Il Fabio Volo anglofono proprio no!!!!!
Misfatti
In questa raccolta composta da ventuno racconti, la Oates esplora le misteriose vite private di donne e uomini con vivida, crudele precisione e commiserazione.continue)
Alternando interlocutore e interprete, magia e realtà, esamina minuziosamente la psiche di persone ordinarie e la loro capacità di votarsi a ... (
In questa raccolta composta da ventuno racconti, la Oates esplora le misteriose vite private di donne e uomini con vivida, crudele precisione e commiserazione.
Alternando interlocutore e interprete, magia e realtà, esamina minuziosamente la psiche di persone ordinarie e la loro capacità di votarsi al bene e al male senza alcuna possibilità di ritorno.
Una delle migliori raccolte noir lette recentemente.
Libertà
Franzen riesce a far divertire e a stimolare, a far piangere i suoi lettori sulle tragedie della vita e intanto è capace di illuminare il cammino accidentato che percorre oggi la società occidentale: con le sue avidità, i suoi vizi e i suoi drammi morali. La sua scrittura ironica fa parlare gli ogge ... (continue)
Franzen riesce a far divertire e a stimolare, a far piangere i suoi lettori sulle tragedie della vita e intanto è capace di illuminare il cammino accidentato che percorre oggi la società occidentale: con le sue avidità, i suoi vizi e i suoi drammi morali. La sua scrittura ironica fa parlare gli oggetti quotidiani, dà voce all’infelicità che ammanta le province e le grandi città, e protegge dalle nuove paure del mondo, esorcizzandole (l’Alzheimer, l’inquinamento o la guerra), come nel suo precedente capolavoro, "Le correzioni".I suoi temi forti però sono due, forse anzi due sono i suoi unici temi in assoluto: la depressione e la famiglia. Attorno a questi nuclei ricama storie americane, affreschi della storia recente, e costruisce per i lettori luoghi tiepidi e personaggi indimenticabili.
Sono passati nove anni da quando è uscito "Le correzioni". L’America è cambiata. Al posto di Bush c’è Obama. Freedom è un ambizioso volumone di seicento pagine che racconta la middle class americana: ancora la storia di una famiglia di provincia. La storia di una famiglia infelice.
La vicenda è ambientata nel 2004 durante la presidenza Bush (è proprio per riappropriarsi della parola libertà che Franzen ha scelto questo titolo). La coppia protagonista, Walter e Patty Berglund, che vota per i democratici, litiga sempre con i vicini di casa repubblicani (anche se Joey Berglund lavora per i repubblicani e ha inventato falsità sulla guerra in Iraq).
La coppia modello, benestante, che pare salda e invincibile mostra tutta la sua fragilità quando avviene un imprevisto nella casa. Il lato oscuro degli individui e dell’America, la meschinità e la mediocrità borghese vengono fuori disegnando ancora una parabola di decadenza.
Il sole dei morenti
La deriva della vita di un uomo non è mai un argomento su cui si disquisisce volentieri.continue)
La storia di Rico è una storia quasi banale: uomo d'affari un tempo, perde tutto: moglie, casa, figlio, lavoro.
Buttatosi nell' alcolismo diviene presto un barbone, uno fra i tanti che popolano le vie di Parigi. ... (
La deriva della vita di un uomo non è mai un argomento su cui si disquisisce volentieri.
La storia di Rico è una storia quasi banale: uomo d'affari un tempo, perde tutto: moglie, casa, figlio, lavoro.
Buttatosi nell' alcolismo diviene presto un barbone, uno fra i tanti che popolano le vie di Parigi.
La sua vita si intreccia con quella di Titì, emarginato anche lui, suo grandissimo amico e compagno di avventure.
Titì muore. Di freddo. Da solo.
La morte dell'amico porta Rico a voler andare via da Parigi, per dirigersi verso sud, verso la sua amata Marsiglia, tanto “crepare per crepare, meglio crepare al sole”.
Gli incontri sono tanti, fondamentale quello con una donna, Marjana, la quale gli ricorderà il suo primo grande amore, Lea, e la sua vita passata: quella vita neutra ma gradevole che conduceva una volta, quando ancora era "qualcosa" e non l' abnegazione vivente di se stesso.
Le giornate passano, i ricordi spaziano da un piano temporale all'altro: il tempo è una variabile ormai relativa nella vita di Rico.
Tutto si intreccia, diventa confuso, oscuro ed impenetrabile, tranne la chiarezza della sua misera condizione.
Testimone della sua vita, dei suoi ricordi, della sua stessa persona diviene Abdoul, un giovane ragazzino arabo, su cui la vita ha inferto solo dolore.
I due, divenuti inseparabili, si nutrono dello stesso alimento: la nostalgia per una felicità perduta e mai più raggiungibile.
La scrittura di Izzo e, in particolar modo, il suo realismo sono impareggiabili.
Difficilmente voci così neutre ed imparziali riescono ad arrivare, come calci, tanto a fondo nelle anime di chi legge.
Mia madre non mi ha mai spazzolato i capelli
...Nemmeno la mia perché troppo lunghi, ricci ed indisciplinati.continue)
Solitamente odio a pari merito sia questo genere di titoli sia le saghe al femminile.
Non volendo fare però la solita testona decisi, alla epoca, di tentare.
Mai più.
Mai.
Una tale povertà di "carattere" e banalità di contenuti davvero ... (
...Nemmeno la mia perché troppo lunghi, ricci ed indisciplinati.
Solitamente odio a pari merito sia questo genere di titoli sia le saghe al femminile.
Non volendo fare però la solita testona decisi, alla epoca, di tentare.
Mai più.
Mai.
Una tale povertà di "carattere" e banalità di contenuti davvero difficilmente riscontrabili.