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All books
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- I sommersi e i salvati (3388)
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By Primo Levi -
Finished on Mar 11, 2013 




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- La "regina d'Africa" (149)
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By C. S. Forester -
Finished in 1965 




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10 people find this helpful 



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Letto e riletto fino a quando il tascabile minacciò di polverizzarsi e allora lo riposi come un cimelio. Un libro del cuore che non sai perchè: maschilista allo spasimo e con una lei frigidissima e bacchettona ma il cui risveglio dei sensi era una speranza per tutte le signorine ante rivoluzione ses ... (
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Feb 3, 2013 |
5 feedbacks
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- Cristo si è fermato a Eboli (7519)
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By Carlo Levi -
Finished in 1968 




Finished (re-read) in Jan 2013 




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6 people find this helpful 



L'incanto animalesco -
Al di la dell'incanto animalesco per un mondo magico e antico, stesso incanto che colse il giovanissimo Levi antifascista mandato al confino, la prima cosa che mi viene in mente mentre leggo questo ritornare con la memoria di Carlo Levi alla Lucania di quel suo tempo, è Chateaubriand.
Non ... (continue ) -
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Feb 2, 2013 |
6 feedbacks
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- Romanzi e racconti - vol. I (1361)
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By Italo Calvino -
Finished in 1968 




Finished (re-read) on Nov 26, 2012 




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14 people find this helpful 



non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo -
Il visconte dimezzato
La maggior parte delle mie letture sono riletture e spesso dopo decenni. Così dopo quarantacinque anni mi sono imbattuta nel Visconte Dimezzato, proprio qua su anobii e come il solito, senza ancora rileggerlo, le impressioni degli anobini non si incastravano con l ... (
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Nov 27, 2012 |
9 feedbacks
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- Il principe (6236)
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By Niccolò Machiavelli -
Finished in 1969 




Finished (re-read) on Nov 29, 2012 




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9 people find this helpful 



Il consigliori -
Ho bleffato. Lo confesso. Questa odierna non è una rilettura, ma una vera, prima lettura. Perché quando me lo propinavano al liceo, col cavolo che lo leggevo! E quando mi chiesero per iscritto- un tema insomma- cosa ne pensassi della trasposizione del “Il fine giustifica i mezzi” nei “Mezzi gius ... (
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Nov 30, 2012 |
7 feedbacks
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- Buio a mezzogiorno (1158)
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By Arthur Koestler -
Finished on Dec 3, 2012 




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9 people find this helpful 



L'anomalia grammaticale e il senso oceanico -
Il tema è di quelli che hanno sconvolto la Storia e di cui la Storia non può non interrogarsi. Anche perché si parla di storia recente e non quella dei Gracchi, i Gioielli di Cornelia. E' storia tanto recente che tutta la sinistra occidentale si è consacrata, anima e corpo, a inseguire il perdono pe ... (
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Nov 11, 2012 |
2 feedbacks
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- La morte di Ivan Il'ic - Tre morti e altri racconti (272)
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By Lev Nikolaevič Tolstoj -
Finished on Nov 16, 2012 




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La morte di Ivan Il'ic - Tre morti e altri racconti
15 people find this helpful 



Senza titolo -
Mi chiedo se la mia non sia l’ultima generazione che rimane attonita e senza parole da questo viaggio allucinante nella psiche umana, quest’autobiografia di un morto. È passato più di un secolo dalla sua stesura, ma il tempo trascorso sembra brevissimo se confrontato a quello infinito che mi separa ... (
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Nov 16, 2012 |
6 feedbacks
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- La storia (7480)
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By Elsa Morante -
Finished in Jul 1989 




Re-reading since Nov 1, 2012 




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- Medea (1357)
- Voci
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By Christa Wolf -
Finished on Nov 10, 2012 




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18 people find this helpful 



Quousque tandem abutere mulieribus? -
Medea è ribelle perché grida se è arrabbiata e ride forte se è allegra. Medea è selvaggia perché fa a modo suo. Medea è sfrontata perché cammina a testa alta e lascia scoperti sulle spalle i suoi ricci neri, non come le brave mogli di Corinto che li nascondono agli occhi dei maschi che non siano i ... (
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Nov 11, 2012 |
8 feedbacks
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- Q (11572)
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By Luther Blissett -
Finished on Oct 16, 2012 




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17 people find this helpful 



"Non dire che oggi è uguale a domani": o sì? -
Q è un classico che ho riletto in questi giorni, dopo averlo lasciato intonso sullo scaffale dal 2007, quando decisi di comprarlo visto che ne parlavano tutti da quasi un decennio.
Q è un romanzo di genere, anzi un romanzo di generi, ma non è un esercizio di stile pur imitando diversi stili ... (continue ) -
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Oct 17, 2012 |
12 feedbacks
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- Iliade (5250)
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By Omero -
Finished in 1962 




Finished (re-read) in 1992 




Finished (re-read) in 2006 




Finished (re-read) 




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- Cassandra (2333)
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By Christa Wolf -
Finished on Oct 10, 2012 




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12 people find this helpful 



Tra uccidere e morire c'è una terza via: vivere -
Dice Calvino in "Perché leggere i classici" che un libro è un classico quando è presente nella memoria, collettiva o individuale: che si sia letto o no.
Non lo avevo letto fino all’altro ieri ma era come fosse impresso nella mia memoria. Perché “rileggerlo”?
Viene in aiuto sempre Calvino: O ... (continue ) -
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Oct 10, 2012 |
4 feedbacks
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- Bartleby lo scrivano (3064)
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By Herman Melville -
Finished in 1988 




Finished (re-read) on Oct 21, 2012 




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11 people find this helpful 



e anche...no -
Che avrei scritto di Bartleby se non si fosse tanto scritto di lui?
Celati, nella cui traduzione ho letto il celebre racconto, nella gustosa appendice su “ dicono di Bartleby” dal 1928 al 1990 riporta il libro di Dan Mac Call in cui parla di Bartleby Industy, cioè la produzione a ritmo industrial ... (continue ) -
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Oct 23, 2012 |
6 feedbacks
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- Le avventure di Tom Sawyer (6427)
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By Mark Twain -
Finished in 1989 




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- Le avventure di Huckleberry Finn (4078)
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By Mark Twain -
Finished in 1996 




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I sommersi e i salvati
Mi dispiace ma dovrò necessariamente rimandare e ancora rimandare a chi meglio di me può aver parole per definire l’indefinibile che Levi, pur portandolo impresso sulla sua pelle con quel numero 174.517, per quasi cinquant’anni ha tentato di spiegarsi e spiegare, trasmettendoci l’orrore da cui alla ... (continue)
Mi dispiace ma dovrò necessariamente rimandare e ancora rimandare a chi meglio di me può aver parole per definire l’indefinibile che Levi, pur portandolo impresso sulla sua pelle con quel numero 174.517, per quasi cinquant’anni ha tentato di spiegarsi e spiegare, trasmettendoci l’orrore da cui alla fine, lui che si era salvato, è stato sommerso.
Mi veniva da pensare mentre leggevo, ( e leggevo ciò che in “Se questo è un uomo “Levi aveva già raccontato), che Kant non sarebbe più potuto essere Kant dopo la Shoah.
Günther Grass in un'intervista per la Süddeutsche Zeitung, poi tradotta sul Corriere della Sera dell'11 aprile 2001 riguardo a “Minima Moralia” di Adorno disse: …quella famosa frase "scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro" mi ha impressionato… Era una specie di segno premonitore e un criterio, ed era corretto in quanto uno scritto dopo Auschwitz doveva sempre includere la conoscenza degli eventi di Auschwitz e le loro conseguenze.
Ciò che mi è rimasto della lettura di "Minima Moralia" degli anni della giovinezza è la banalizzazione del suo pensiero, che ”La ragione non esiste” dopo Auschwitz, almeno quella ragione illuministica che eravamo abituati ad adorare.
C’era un vero motivo che reggesse al vaglio della ragione nel “dolore inutile”, quel dolore inflitto ai prigionieri perché il <<nemico non doveva soltanto morire, ma morire nel tormento>>?
E c’è un motivo ragionevole che a portare la croce della vergogna di quegli immondi delitti siano “i salvati”, cioè i “peggiori” tra i prigionieri perché più furbi, più vigliacchi, tra cui Levi stesso si annovera, nonostante il fatto che tali furono ridotti dai loro aguzzini, mentre i sommersi furono i migliori?
C’è una ragione alle domande che Levi si è sentito rivolgere per tutta una vita “ Perché non vi siete ribellati, perché non siete fuggiti, perché non avete capito che aria tirava e non siete espatriati?
C’è una ragione perché “la testimonianza per non dimenticare” non sia bastata a Levi e che alla fine si sia lanciato dalla tromba delle scale?
C’è una ragione o almeno un dolore utile, in tutto quello che è successo nella Germania di quegli anni? Una ragione che possa giustificare il comportamento della zona grigia, quelli che non videro né sentirono il bisogno di dare una mano?
E’ questa assoluta mancanza di “ragione” che deve però tenerci in allerta e farci osservare se in tutte le “piccole” cose quotidiane si nascondano i germi del male assoluto, a cominciare dal non avere parole per descriverli.