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fondamentale
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- I sommersi e i salvati (3388)
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By Primo Levi -
Finished on Mar 11, 2013 




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- Romanzi e racconti - vol. I (1361)
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By Italo Calvino -
Finished in 1968 




Finished (re-read) on Nov 26, 2012 




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non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo -
Il visconte dimezzato
La maggior parte delle mie letture sono riletture e spesso dopo decenni. Così dopo quarantacinque anni mi sono imbattuta nel Visconte Dimezzato, proprio qua su anobii e come il solito, senza ancora rileggerlo, le impressioni degli anobini non si incastravano con l ... (
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Nov 27, 2012 |
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- Il principe (6236)
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By Niccolò Machiavelli -
Finished in 1969 




Finished (re-read) on Nov 29, 2012 




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9 people find this helpful 



Il consigliori -
Ho bleffato. Lo confesso. Questa odierna non è una rilettura, ma una vera, prima lettura. Perché quando me lo propinavano al liceo, col cavolo che lo leggevo! E quando mi chiesero per iscritto- un tema insomma- cosa ne pensassi della trasposizione del “Il fine giustifica i mezzi” nei “Mezzi gius ... (
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Nov 30, 2012 |
7 feedbacks
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- Buio a mezzogiorno (1158)
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By Arthur Koestler -
Finished on Dec 3, 2012 




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9 people find this helpful 



L'anomalia grammaticale e il senso oceanico -
Il tema è di quelli che hanno sconvolto la Storia e di cui la Storia non può non interrogarsi. Anche perché si parla di storia recente e non quella dei Gracchi, i Gioielli di Cornelia. E' storia tanto recente che tutta la sinistra occidentale si è consacrata, anima e corpo, a inseguire il perdono pe ... (
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Nov 11, 2012 |
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- La morte di Ivan Il'ic - Tre morti e altri racconti (272)
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By Lev Nikolaevič Tolstoj -
Finished on Nov 16, 2012 




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La morte di Ivan Il'ic - Tre morti e altri racconti
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Senza titolo -
Mi chiedo se la mia non sia l’ultima generazione che rimane attonita e senza parole da questo viaggio allucinante nella psiche umana, quest’autobiografia di un morto. È passato più di un secolo dalla sua stesura, ma il tempo trascorso sembra brevissimo se confrontato a quello infinito che mi separa ... (
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Nov 16, 2012 |
6 feedbacks
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- Iliade (5250)
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By Omero -
Finished in 1962 




Finished (re-read) in 1992 




Finished (re-read) in 2006 




Finished (re-read) 




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- Giulio Cesare (2227)
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By William Shakespeare -
Finished in Apr 1977 




Finished (re-read) in Apr 2012 




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11 people find this helpful 



ché Bruto è uomo d'onore -
E’ da giorni che penso al Giulio Cesare, se sia una condanna del potere assoluto, se uno svelamento delle debolezze umane o entrambe le cose.
Sicuramente Shakespeare fa una riflessione sul potere e nello stesso tempo ce ne mostra la fragilità, al limite del ridicolo. Nella tragedia, Cesare, il tira ... (continue ) -
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Apr 6, 2012 |
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- La signora Bovary (18757)
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By Gustave Flaubert -
Finished in 1984 




Finished (re-read) in Mar 2012 




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16 people find this helpful 



<b>Madame Bovary c'est moi</b> -
Trent’anni fa, era l’’84, lo lessi per colmare una lacuna, approfittando della traduzione della Ginzburg che io amavo. Mi lasciai andare all’onda emotiva creata dalla storia, dall’intreccio, dai personaggi, come in un film in cui il testo mi si mostrava come una grande e bella sequenza di un fil ... (
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Mar 16, 2012 |
4 feedbacks
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- Aut-aut (1040)
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By Søren Kierkegaard -
Finished in 1970 




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11 people find this helpful 



Memento -
Ferruccio De Ceresa, attore televisivo degli anni 50, mi aveva suggestionato con la definizione di "Disperazione" di Søren Kierkegaard. Credo di aver avuto undici anni e stavo entrando nell'adolescenza. Già sentivo che avrei avuto come compagna proprio la disperazione che sempre più spesso faceva ca ... (
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Oct 26, 2011 |
3 feedbacks
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- I miserabili (5175)
- Tomo I e Tomo II
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By Victor Hugo -
Finished in 1965 




Finished (re-read) in 2011 




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6 people find this helpful 



Un salto in un mondo in cui la bontà era un valore e la cattiveria non ancora un disturbo di personalità! -
Il romanzo, iniziato negli anni 20 dell’ottocento, poi ripreso e interrotto a ridosso dell’uscita del Manifesto del partito comunista e infine pubblicato nella versione definitiva all’inizio degli anni ’60, testimonia delle” rivoluzioni” parigine seguite alla disfatta di Napoleone a Waterloo e alla ... (
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Jun 26, 2012 |
4 feedbacks
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- Antigone (1002)
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By Sofocle -
Finished in 1968 




Finished (re-read) in 2011 




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4 people find this helpful 



Perché una manciata di miti greci antichi continua a dare la sua forma vitale alla nostra percezione di noi stessi e del mondo?( George Steiner ) -
“Ma perché, e da dove continuiamo, o riprendiamo, a interrogare il mito della figlia di Edipo murata viva dal tiranno di Tebe Creonte per aver dato sepoltura al fratello Polinice, morto in battaglia, reo di avere cercato di spodestare il tiranno e perciò condannato a non ricevere l'onore delle esequ ... (
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Jun 23, 2011 |
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- Opere scelte - Vol. I (55)
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By Herman Melville -
Finished 




Finished (re-read) in 2011 




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- Critica della ragion pura (1237)
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By Immanuel Kant -
Reference
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Non è il caso di dare stellette2 people find this helpful -
Dopo kant, il diluvio.
E' ignoranza la mia? -
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Jan 11, 2011 |
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- Buio a mezzogiorno (1158)
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By Arthur Koestler -
Finished in Mar 1966 




Finished (re-read) in Nov 2010 




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7 people find this helpful 



Non è anticomunista -
Se qualcuno volesse usare questo libro come una denuncia del comunismo è fuori strada. Rubasciov fino all'ultimo rimane un funzionario credente. Lo dice anche la Arendt nel suo "Le origini del totalitarismo": mai Rubasciov critica il comunismo, piuttosto ne critica i metodi che comprometteranno, com ... (
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Dec 5, 2010 |
2 feedbacks
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- Se questo è un uomo - La tregua (8394)
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By Primo Levi -
Finished in 1968 




Finished (re-read) in 1992 




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I sommersi e i salvati
Mi dispiace ma dovrò necessariamente rimandare e ancora rimandare a chi meglio di me può aver parole per definire l’indefinibile che Levi, pur portandolo impresso sulla sua pelle con quel numero 174.517, per quasi cinquant’anni ha tentato di spiegarsi e spiegare, trasmettendoci l’orrore da cui alla ... (continue)
Mi dispiace ma dovrò necessariamente rimandare e ancora rimandare a chi meglio di me può aver parole per definire l’indefinibile che Levi, pur portandolo impresso sulla sua pelle con quel numero 174.517, per quasi cinquant’anni ha tentato di spiegarsi e spiegare, trasmettendoci l’orrore da cui alla fine, lui che si era salvato, è stato sommerso.
Mi veniva da pensare mentre leggevo, ( e leggevo ciò che in “Se questo è un uomo “Levi aveva già raccontato), che Kant non sarebbe più potuto essere Kant dopo la Shoah.
Günther Grass in un'intervista per la Süddeutsche Zeitung, poi tradotta sul Corriere della Sera dell'11 aprile 2001 riguardo a “Minima Moralia” di Adorno disse: …quella famosa frase "scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro" mi ha impressionato… Era una specie di segno premonitore e un criterio, ed era corretto in quanto uno scritto dopo Auschwitz doveva sempre includere la conoscenza degli eventi di Auschwitz e le loro conseguenze.
Ciò che mi è rimasto della lettura di "Minima Moralia" degli anni della giovinezza è la banalizzazione del suo pensiero, che ”La ragione non esiste” dopo Auschwitz, almeno quella ragione illuministica che eravamo abituati ad adorare.
C’era un vero motivo che reggesse al vaglio della ragione nel “dolore inutile”, quel dolore inflitto ai prigionieri perché il <<nemico non doveva soltanto morire, ma morire nel tormento>>?
E c’è un motivo ragionevole che a portare la croce della vergogna di quegli immondi delitti siano “i salvati”, cioè i “peggiori” tra i prigionieri perché più furbi, più vigliacchi, tra cui Levi stesso si annovera, nonostante il fatto che tali furono ridotti dai loro aguzzini, mentre i sommersi furono i migliori?
C’è una ragione alle domande che Levi si è sentito rivolgere per tutta una vita “ Perché non vi siete ribellati, perché non siete fuggiti, perché non avete capito che aria tirava e non siete espatriati?
C’è una ragione perché “la testimonianza per non dimenticare” non sia bastata a Levi e che alla fine si sia lanciato dalla tromba delle scale?
C’è una ragione o almeno un dolore utile, in tutto quello che è successo nella Germania di quegli anni? Una ragione che possa giustificare il comportamento della zona grigia, quelli che non videro né sentirono il bisogno di dare una mano?
E’ questa assoluta mancanza di “ragione” che deve però tenerci in allerta e farci osservare se in tutte le “piccole” cose quotidiane si nascondano i germi del male assoluto, a cominciare dal non avere parole per descriverli.