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All books
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- Stoner (1774)
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By John Williams -
Finished on Oct 29, 2012 




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- Navigando a vista (106)
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By Gore Vidal -
Not Started
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- Noi vivi (56)
- We the living
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By Ayn Rand -
Finished in 1967
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Mi è ritornato in mente leggendo la recensione accorata e appassionata di un anobino di "Vita e destino".
Diciamo che questa non è una recensione ma una confessione. Il mondo era già in subbuglio, in quel lontano 1967. Io ero in subbuglio, ma mi capitò tra le mani questo libro, riposto nella polver ... (continue ) -
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Sep 16, 2012 |
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- I duellanti (925)
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By Joseph Conrad -
Finished on Sep 18, 2012 




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Fight Club -
È inutile cercare nella cacciata dall’Eden un significato recondito, un rimandare all’indicibile nascosto dietro l’incomprensibile peccatuccio di disubbidienza che, nella sua venialità, ha scatenato l’ira su tutto il genere umano avvenire. Rassegniamoci perché solo di questo si è trattato.
Così ... (
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Sep 20, 2012 |
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- Le avventure di Tom Sawyer (6426)
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By Mark Twain -
Finished in 1989 




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- Le avventure di Huckleberry Finn (4079)
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By Mark Twain -
Finished in 1996 




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- Ogni mattina a Jenin (803)
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By Susan Abulhawa -
Finished on Aug 23, 2012 




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Proprio perchè ho sempre saputo...odio il politicamente corretto -
L’ho finito.
L’argomento è troppo serio e il libro risente della committenza, come ci racconta la Abulhawa nella post-fazione, della professoressa Ashrawui che dopo aver letto un saggio sui suoi ricordi di infanzia a Gerusalemme, l’aveva incoraggiata a scrivere quel tipo di storia di cui si sentiva ... (continue ) -
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Aug 24, 2012 |
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- Opere / Tipi psicologici (1042)
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By Carl G. Jung -
Finished in 1976
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- Antigone (451)
- Variazioni sul mito
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By Sofocle, Jean Anouilh, Bertolt Brecht -
Finished on Aug 13, 2012 




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Nel 442 a.c. Sofocle mette in scena Antigone. Sofocle non è un artista maledetto. E’ ammanicato con il potere. È amico personale di Pericle e esercita anche cariche pubbliche. E sa “di che lacrime grondi e di che sangue” anche il potere illuminato con le sue leggi che normano la comunità per evitar ... (
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Aug 16, 2012 |
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- Le affinità elettive (11501)
- La Biblioteca di Repubblica. Ottocento, 10
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By Goethe -
Finished on Aug 11, 2012 




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Gatta morta ci cova! -
Primo : ho letto un libro che davo per letto, tanto il suo titolo fa ormai parte delle “frasi fatte”con cui , virgolettate o no, infioriamo i nostri discorsi specie se privi di vera sostanza.
Poi: leggendolo mi sono accorta che in realtà l’avevo letto tante altre volte (tanta alta e b ... (continue ) -
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Aug 12, 2012 |
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- Accabadora (7669)
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By Michela Murgia -
Finished on Aug 8, 2012 




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…non dire mai di quest’acqua io non ne bevo -
Come tutte le parole di una lingua straniera “Accabadora” ne ha il mistero e il fascino. Le parole che non nascono a caso raccontano, a chi ne sa il senso la storia di un popolo, e a chi ignaro si imbatte in esse il lato buio e fascinoso di una cultura arcaica.
Accabadora ti aggredisce con il suo ... (continue ) -
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Aug 9, 2012 |
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- Vita di Galileo (4389)
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By Bertolt Brecht -
Finished on Aug 2, 2012 




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La cultura non si mangia (Giulio Tremonti,ministro della repubblica del Burlesque) -
Ho appena finito il primo capitolo. Dopo "Perturbamento" mi sembra di essere tornata a casa. I miei pensieri hanno la stessa lunghezza d'onda di quelli di Brecht e mi sento ristorata.
6 Agosto, lunedì ore 10.40. Gibilmanna
Ho un particolar modo di etichettare i libri in anobii. Il top è “ ... (
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Jul 30, 2012 |
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- Cielo nero (288)
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By Arnaldur Indriðason -
Finished 




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Tutto può essere uno sbirro: un delinquente,uno psicopatico, un depresso, al limite un intellettuale fallito...un fighetto no!.
E che la finanza allegra possa cadere su una buccia di banana, è solo un pio desiderio travestito da debole trama a solo scopo commerciale (il libro costa 18 euro!). ... (continue ) -
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Jul 25, 2012 |
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- Diario di un killer sentimentale (7258)
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By Luis Sepulveda -
Finished 




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Diario di un killer sentimentale
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Un pò di Simenon,un pizzico di Graham Greene, una spolverata di Friedrich Dürrenmatt che scorrono nella mente sulle sequenze della "La conversazione" del mitico Coppola... e l'attesa, all'aeroporto di Bologna, della coincidenza che mi avrebbe riportato a casa è volata in un soffio.
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Jul 25, 2012 |
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- Ognuno muore solo (792)
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By Hans Fallada -
Finished in Jun 2012 




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Scrive gattalucy nella sua recensione:
"Rudolf Ditzen, in arte Hans Fallada, trasforma due coraggiosi coniugi tedeschi realmente giustiziati per alto tradimento “in nome del popolo”, nei personaggi di questo romanzo, con l'intento forse di giustificare l'impossibilità del popolo tedesco a ribe ... (continue ) -
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Aug 18, 2012 |
10 feedbacks
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Stoner
***This comment contains spoilers! ***
E’ talmente umano Stoner, l’anonimo Stoner, uno qualsiasi dei tre miliardi di uomini che si aggiravano negli anni sessanta sulla terra su cui ha transitato col solo burocratico cognome stampato sul registro a scuola, sul cartellino al lavoro e infine sulla lapide.continue)
Di lui si sa solo questo perché ... (
E’ talmente umano Stoner, l’anonimo Stoner, uno qualsiasi dei tre miliardi di uomini che si aggiravano negli anni sessanta sulla terra su cui ha transitato col solo burocratico cognome stampato sul registro a scuola, sul cartellino al lavoro e infine sulla lapide.
Di lui si sa solo questo perché solo questo ha fatto: studiare, lavorare e morire. Nel mezzo alcuni tentativi di vivere: un matrimonio subito fallito, due amici soltanto di cui uno solo un ricordo, un amore passionale di mezza età, una paternità negata, una lotta all’ultimo sangue con il suo capo dipartimento.
Eppure su questa esile traccia è tessuta una vita struggente, le cui sconfitte annunciate ti coinvolgono quasi allo spasimo. E se Stoner si arrende perché non sa reggere un conflitto che sente inutile e da cui può uscire solo sconfitto, siamo noi a fremere contro la perfida e disturbata Edith, contro lo storpio e livoroso Lomax. Siamo noi che tifiamo perchè la storia con Katherine Driscoll abbia un lieto fine.
La vita banale, quella in cui sembra che nulla debba accadere, è lastricata di tali e tanti ostacoli da trasformarsi in vita eroica solo se si avesse voglia di raccontarla. Come ha fatto Williams, scrittore sconosciuto e sfortunato per essere nato in un momento in cui le vite banali non potevano e non dovevano essere raccontate con empatia, ma scrutate, sezionate e abbandonate al nulla. Senza lasciare al lettore di giudicare “quel nulla”.
Poco prima della storia con Katherine Driscoll, e subito dopo il duro scontro con Lomax, che per vendetta lo declassa affidandogli dei corsi d’inglese per matricole, Williams ci dice di lui: - Era arrivato a un’età in cui…Si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata…Provava un piacere triste e ironico al pensiero che quel poco di conoscenza che si era conquistato l’avesse condotto a tale consapevolezza e che alla lunga tutte le cose- perfino ciò che aveva imparato e che gli consentiva quelle riflessioni – erano futili e vuote e svanivano in un nulla che non riuscivano ad alterare.
William, a questo punto, ci chiede se anche noi siamo d’accordo su quel nulla su cui sembra giurare Stoner che, invece, da lì a poco inizierà la sua bella storia d’amore e per la prima volta sarà Bill.
Ma come nelle favole nere, l’orco cattivo si mette alla caccia del fragile Stoner e se lo mangia in un boccone. Il professore non ha la forza di abbandonare tutto anche se quel tutto è un divano in veranda, lezioni banali che non lo soddisfano più, una moglie che non sopporta la sua vista e una figlia che si è richiusa in se stessa: una vita distrutta. Probabilmente ormai il suo corpo si è arreso e l’orco cattivo non è più Lomax ma un cancro all’intestino.
Da quel momento in poi Stoner non è più lui ma Ivan Illic, forse perché tutti gli uomini a quel punto lo diventano, a cui Tolstoj dà letteralmente voce negli ultimi suoi momenti, perché è noto che un morto non può raccontare la morte.
Dice TolstoJ degli ultimi momenti di Ivan Illic:
«Dov'è andato? Dove sei, dolore?» Si mise in ascolto. «Ah sì, eccolo. Non importa, resta pure lì!» «E la morte? Dov'è?» Cercò la sua solita paura della morte e non la trovò. Dov'era? Ma quale morte? Non c'era nessuna paura, perché non c'era neanche la morte. Invece della morte c'era la luce.
Dice Williams degli ultimi momenti si Stoner :
Qualcosa di pesante gli premeva sulle palpebre…Era la luce che sentiva, la luce brillante del pomeriggio….Non provava dolore…Ecco come dev’essere… Una specie di gioia lo colse, come portata dalla brezza estiva… Una morbidezza lo avvolse e un languore gli attraversò le membra. La coscienza della sua identità lo colse con una forza improvvisa e ne avvertì la potenza, Era se stesso e sapeva cosa era stato.
P.S.
A metà lettura, quando ancora Williams non si era fatto la fatal domanda a cui nemmeno il nostro immenso Leopardi aveva potuto dare una risposta che non fosse "sociale", a metà lettura, dicevo, mi ero incantata sulla passione che Stoner metteva nell'insegnare, non i massimi sitemi, ma le regole grammaticali medioevali che avevano influenzato nientemeno che Shakespeare.
Questo suo procedere dentro la letteratura con un telescopio a massima risoluzione fa si che il particolare venga estrapolato dal contesto del firmamento, assumendo vita propria e allo stesso tempo ne contestualizza i legami con ciò che non ha bisogno di essere illuminato in quel momento ma che il senso comune ha sussunto.
Per dire che, nella visione di Stoner, nessuno è slegato dal proprio passato e la vita del singolo è un anello di una catena infinita: compito dell'insegnante, in ogni tempo, è insegnare a venirne a capo o almeno tentare di farlo. E poi morire tranquillo sapendo chi si è.