Premetto che ho letto "niente di vero tranne gli occhi" perchè "Io uccido" mi era piaciuto molto. Anche quest'ultimo libro non è che sia brutto, ma... Sorvolando sulla trama, vi dico solo le mie impressioni. Faletti ha voluto esagerare, del tipo "volevamo stupirvi con effetti speciali".
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Premetto che ho letto "niente di vero tranne gli occhi" perchè "Io uccido" mi era piaciuto molto. Anche quest'ultimo libro non è che sia brutto, ma... Sorvolando sulla trama, vi dico solo le mie impressioni. Faletti ha voluto esagerare, del tipo "volevamo stupirvi con effetti speciali". Troppa carne al fuoco, come si dice. Uno stile di scrittura che, per alcuni potrà sembrare sublime, ma che a volte stanca. Non può, per ogni descrizione di persona, luogo, sensazioni, affiancargli sempre una similitudine che deve sfociare per forza in un lirismo a volte assurdo. La storia, che all'inizio potrebbe sembrare una normale e discreta storia thriller, si esaspera fino a portare a sviluppi impensabili e improbabili. Mi permetto di raccontare, a grandi linee, il particolare di una scena: una donna bellissima, SOLA IN CASA, nel bagno, nuda dopo avere fatto una doccia, sente aprirsi la porta del suddetto bagno. Riflesso nello specchio che ha di fronte vede un uomo, un perfetto sconosciuto, che la guarda. Lui ha il volto coperto di sangue, oltretutto..Questa cosa fa? Grida? No. Tranquillamente gli chiede: "Devo ritenere la sua presenza nel mio bagno un pericolo?" "No" risponde lui "Allora le dispiace chiudere la porta e attendere fuori intanto che mi vesto?" (forse, ogni tanto, Faletti ha reminiscenze da "Drive-in")
Non è facile inquadrare questo libro in un genere specifico. Che colore si ottiene mescolando un giallo, un rosa, un grigio scuro? Non saprei, ma questi sono i colori predominanti nelle pagine di mondoserpente. Un giallo, seppur ironico e sarcastico quanto vogl
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MONDOSERPENTE
Non è facile inquadrare questo libro in un genere specifico. Che colore si ottiene mescolando un giallo, un rosa, un grigio scuro? Non saprei, ma questi sono i colori predominanti nelle pagine di mondoserpente. Un giallo, seppur ironico e sarcastico quanto vogliamo, ma il giallo c’è. Un rosa, non certo un rosa confetto, ma un rosa sfumato di tristezza, per una storia d’amore patita e controversa. Un grigio scuro di una Milano inquietante, cattiva, permeata di violenza. All’inizio si fatica un attimo a capire ed apprezzare questo modo di narrare serrato, senza un attimo di respiro, questa scrittura che sembra fatta di lampi colorati che schizzano da tutte le parti, con frasi e parole che sembrano impazzite, che sembra vogliano bucare il foglio e ti si piantano nella mente. Mi sono abituata subito, invece, alle parti scritte tipo sceneggiatura, perché già provate in un altro libro. Infatti anche il grande Re, King, aveva già sperimentato questo metodo in un suo libro, La tempesta del secolo. Tralascio la parte gialla e mi concentro sulla parte rosa. Una storia tipica, senza lieto fine, che attraverso la sofferenza, spreme dal suo protagonista, pagine di una bellezza struggente . Gli intervalli di poesia mi hanno fatto raggiungere l’apice del piacere in questa lettura. Questa storia d’amore a senso unico, che ti prende in un modo particolare perché, chi non ha mai provato sulla propria pelle quelle sensazioni di abbandono, di vuoto, di dolore, di rabbia, che solo un amore non ricambiato sanno darti? Solo che qui Grugni te le ripresenta come un pugno dello stomaco facendotele rivivere in prima persona. Dopo la prova di Let it Be (non dispero di ritrovare Tommaso Matera in un altro romanzo), con questo Mondoserpente, Paolo Grugni si conferma un grandissimo talento letterario, dando prova di quanto sia bravo a giocare con le parole, a giostrarle in modo da tirarvi fuori brani indimenticabili.
Grazie per le emozioni che le tue poesie mi hanno regalato
Qui non ci sono viaggi nel tempo, ma viaggi in mondi paralleli, anche questi caratterizzati, alla maniera di Simak, da un'accurata descrizione della natura e del paesaggio, che, come forse si è capito, è la cosa che apprezzo di più in questo scrittore...la sua poeticità (si potrà dire? ... ) e la s
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Qui non ci sono viaggi nel tempo, ma viaggi in mondi paralleli, anche questi caratterizzati, alla maniera di Simak, da un'accurata descrizione della natura e del paesaggio, che, come forse si è capito, è la cosa che apprezzo di più in questo scrittore...la sua poeticità (si potrà dire? ... ) e la sua prosa delicata
Anche in questo libro Simak propone i suoi paesaggi bucolici, le campagne, le montagne e i boschi del Wisconsin, gli immancabili meli fioriti. E poi i salti temporali...bello Solite località, ma viste con milioni di anni di anticipo... gli animali, la natura, la casa che il protago
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Anche in questo libro Simak propone i suoi paesaggi bucolici, le campagne, le montagne e i boschi del Wisconsin, gli immancabili meli fioriti. E poi i salti temporali...bello Solite località, ma viste con milioni di anni di anticipo... gli animali, la natura, la casa che il protagonista e la sua compagna si costruiscono nel passato. Che sogno! Un cottage sulle alture che dominano il fiume, fra la natura incontaminata, circondati da pacifici mastodonti
Mah.. A me il tanto osannato L'ombra del vento non aveva detto un granchè, questo Marina, idem. Per prima cosa dico che, se fossi l'Ente turistico spagnolo denuncerei Zafon e gli proibirei di pubblicare altri libri ambientati a Barcellona ;P Una Barcellona sempre triste, tetra, piovosa, piena
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Mah.. A me il tanto osannato L'ombra del vento non aveva detto un granchè, questo Marina, idem. Per prima cosa dico che, se fossi l'Ente turistico spagnolo denuncerei Zafon e gli proibirei di pubblicare altri libri ambientati a Barcellona ;P Una Barcellona sempre triste, tetra, piovosa, piena di nebbia... più che a Barcellona pare di essere nella bassa padana, oibò. Tutti questi palazzi bui, decrepiti, puzzolenti. E poi cimiteri nascosti, con le lapidi che spuntano dalla nebbia fluttuante. E la trama... degna dei migliori Piccoli Brividi E il protagonista... un quindicenne con i pensieri di un vecchio filosofo saggio (mi veniva spontaneo il paragone con i miei figli, più o meno della sua età e mi chiedevo se erano loro ad essere ritardati o altro...) Insomma, si capisce che Zafon non rientra tra i miei scrittori preferiti?
Niente di vero tranne gli occhi
Premetto che ho letto "niente di vero tranne gli occhi" perchè "Io uccido" mi era piaciuto molto. Anche quest'ultimo libro non è che sia brutto, ma...continue)
Sorvolando sulla trama, vi dico solo le mie impressioni.
Faletti ha voluto esagerare, del tipo "volevamo stupirvi con effetti speciali". ... (
Premetto che ho letto "niente di vero tranne gli occhi" perchè "Io uccido" mi era piaciuto molto. Anche quest'ultimo libro non è che sia brutto, ma...
Sorvolando sulla trama, vi dico solo le mie impressioni.
Faletti ha voluto esagerare, del tipo "volevamo stupirvi con effetti speciali". Troppa carne al fuoco, come si dice.
Uno stile di scrittura che, per alcuni potrà sembrare sublime, ma che a volte stanca.
Non può, per ogni descrizione di persona, luogo, sensazioni, affiancargli sempre una similitudine che deve sfociare per forza in un lirismo a volte assurdo.
La storia, che all'inizio potrebbe sembrare una normale e discreta storia thriller, si esaspera fino a portare a sviluppi impensabili e improbabili.
Mi permetto di raccontare, a grandi linee, il particolare di una scena: una donna bellissima, SOLA IN CASA, nel bagno, nuda dopo avere fatto una doccia, sente aprirsi la porta del suddetto bagno. Riflesso nello specchio che ha di fronte vede un uomo, un perfetto sconosciuto, che la guarda. Lui ha il volto coperto di sangue, oltretutto..Questa cosa fa? Grida? No. Tranquillamente gli chiede: "Devo ritenere la sua presenza nel mio bagno un pericolo?"
"No" risponde lui
"Allora le dispiace chiudere la porta e attendere fuori intanto che mi vesto?"
(forse, ogni tanto, Faletti ha reminiscenze da "Drive-in")
Mondoserpente
MONDOSERPENTE
Non è facile inquadrare questo libro in un genere specifico.continue)
Che colore si ottiene mescolando un giallo, un rosa, un grigio scuro?
Non saprei, ma questi sono i colori predominanti nelle pagine di mondoserpente.
Un giallo, seppur ironico e sarcastico quanto vogl ... (
MONDOSERPENTE
Non è facile inquadrare questo libro in un genere specifico.
Che colore si ottiene mescolando un giallo, un rosa, un grigio scuro?
Non saprei, ma questi sono i colori predominanti nelle pagine di mondoserpente.
Un giallo, seppur ironico e sarcastico quanto vogliamo, ma il giallo c’è.
Un rosa, non certo un rosa confetto, ma un rosa sfumato di tristezza, per una storia d’amore patita e controversa.
Un grigio scuro di una Milano inquietante, cattiva, permeata di violenza.
All’inizio si fatica un attimo a capire ed apprezzare questo modo di narrare serrato, senza un attimo di respiro, questa scrittura che sembra fatta di lampi colorati che schizzano da tutte le parti, con frasi e parole che sembrano impazzite, che sembra vogliano bucare il foglio e ti si piantano nella mente.
Mi sono abituata subito, invece, alle parti scritte tipo sceneggiatura, perché già provate in un altro libro.
Infatti anche il grande Re, King, aveva già sperimentato questo metodo in un suo libro, La tempesta del secolo.
Tralascio la parte gialla e mi concentro sulla parte rosa.
Una storia tipica, senza lieto fine, che attraverso la sofferenza, spreme dal suo protagonista, pagine di una bellezza struggente .
Gli intervalli di poesia mi hanno fatto raggiungere l’apice del piacere in questa lettura.
Questa storia d’amore a senso unico, che ti prende in un modo particolare perché, chi non ha mai provato sulla propria pelle quelle sensazioni di abbandono, di vuoto, di dolore, di rabbia, che solo un amore non ricambiato sanno darti?
Solo che qui Grugni te le ripresenta come un pugno dello stomaco facendotele rivivere in prima persona.
Dopo la prova di Let it Be (non dispero di ritrovare Tommaso Matera in un altro romanzo), con questo Mondoserpente, Paolo Grugni si conferma un grandissimo talento letterario, dando prova di quanto sia bravo a giocare con le parole, a giostrarle in modo da tirarvi fuori brani indimenticabili.
Grazie per le emozioni che le tue poesie mi hanno regalato
Mondi senza fine
Qui non ci sono viaggi nel tempo, ma viaggi in mondi paralleli, anche questi caratterizzati, alla maniera di Simak, da un'accurata descrizione della natura e del paesaggio, che, come forse si è capito, è la cosa che apprezzo di più in questo scrittore...la sua poeticità (si potrà dire? ... ) e la s ... (continue)
Qui non ci sono viaggi nel tempo, ma viaggi in mondi paralleli, anche questi caratterizzati, alla maniera di Simak, da un'accurata descrizione della natura e del paesaggio, che, come forse si è capito, è la cosa che apprezzo di più in questo scrittore...la sua poeticità (si potrà dire? ... ) e la sua prosa delicata
Mastodonia
Anche in questo libro Simak propone i suoi paesaggi bucolici, le campagne, le montagne e i boschi del Wisconsin, gli immancabili meli fioriti.continue)
E poi i salti temporali...bello
Solite località, ma viste con milioni di anni di anticipo...
gli animali, la natura, la casa che il protago ... (
Anche in questo libro Simak propone i suoi paesaggi bucolici, le campagne, le montagne e i boschi del Wisconsin, gli immancabili meli fioriti.
E poi i salti temporali...bello
Solite località, ma viste con milioni di anni di anticipo...
gli animali, la natura, la casa che il protagonista e la sua compagna si costruiscono nel passato.
Che sogno! Un cottage sulle alture che dominano il fiume, fra la natura incontaminata, circondati da pacifici mastodonti
Marina
Mah..continue)
A me il tanto osannato L'ombra del vento non aveva detto un granchè, questo Marina, idem.
Per prima cosa dico che, se fossi l'Ente turistico spagnolo denuncerei Zafon e gli proibirei di pubblicare altri libri ambientati a Barcellona ;P
Una Barcellona sempre triste, tetra, piovosa, piena ... (
Mah..
A me il tanto osannato L'ombra del vento non aveva detto un granchè, questo Marina, idem.
Per prima cosa dico che, se fossi l'Ente turistico spagnolo denuncerei Zafon e gli proibirei di pubblicare altri libri ambientati a Barcellona ;P
Una Barcellona sempre triste, tetra, piovosa, piena di nebbia...
più che a Barcellona pare di essere nella bassa padana, oibò.
Tutti questi palazzi bui, decrepiti, puzzolenti.
E poi cimiteri nascosti, con le lapidi che spuntano dalla nebbia fluttuante.
E la trama... degna dei migliori Piccoli Brividi
E il protagonista... un quindicenne con i pensieri di un vecchio filosofo saggio (mi veniva spontaneo il paragone con i miei figli, più o meno della sua età e mi chiedevo se erano loro ad essere ritardati o altro...)
Insomma, si capisce che Zafon non rientra tra i miei scrittori preferiti?