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Ci sono molti libri che raccontano la Sardegna. E la Sardegna, a sua volta, è un "soggetto" che merita di essere raccontato per le sue mutevoli facce. La immagini come una vecchietta di un paesino dell'entroterra, piegata da una vita di stenti e frustata dal maestrale. La immagini come una donna sin ... (
continue ) -
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May 12, 2013 |
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Togliamo il disturbo
Ho sempre avuto un debole per i libri che parlano di scuola. Pur non avendone letto tanti, ogni volta che mi immergo nella lettura di un saggio che racconta una delle maggiori "agenzie educative" (mi si perdoni l'espressione!) lo faccio con curiosità e voglia di apprendere un punto di vista "altro" ... (continue)
Ho sempre avuto un debole per i libri che parlano di scuola. Pur non avendone letto tanti, ogni volta che mi immergo nella lettura di un saggio che racconta una delle maggiori "agenzie educative" (mi si perdoni l'espressione!) lo faccio con curiosità e voglia di apprendere un punto di vista "altro" rispetto alla vulgata dominante.
Togliamo il disturbo è come un pugno nello stomaco. Dice esattamente ciò che penso della scuola italiana. Una scuola inutile e fallimentare. Una scuola appiattita verso il basso, letteralmente distrutta dai vari ministri dell'istruzione (pubblica, benché molto spesso al servizio della privata) di ogni orientamento politico. Al diavolo il buonismo, ma io credo che poi non ci siano molte differenze tra ciò che ha fatto Berlinguer (Luigi, non Enrico!) e Gelmini. Uno "spacchettamento"; una formula da supermercato (il famoso 3+2 all'Università!); una "licealizzazione" dell'istruzione che ha portato sulla scena solo masse di ignoranti; una scuola di massa che dio solo sa che significa entrarci quotidianamente.
Paola Mastrocola affronta il tutto dal punto di vista degli studenti. Di questa gioventù "persa" in un presente senza futuro, un presente omologante e alienante dove non c'è spazio per aspirazioni di alcun genere. Ci sarebbe da scrivere altrettanto (se non di più) sugli insegnanti. Su questa categoria di lavoratori bistrattata, mal pagata, demotivata e frustrata. Come si può trasmettere il sapere se la tua tranquillità è minacciata dalla prossima graduatoria e dall'incertezza di continuare a svolgere questo che - ritengo - sia il lavoro più bello del mondo?
Ma torniamo agli studenti. A questi ragazzi cui viene offerto il nulla e ai quali, soprattutto, viene smorzato ogni anelito di libertà.
Mastrocola afferma giustamente che lo studio non è per tutti. Non tutti hanno l'inclinazione a dedicare tempo all'apprendimento e allo studio. Eppure la mentalità dominante, il modello cui attenersi prevede che tutti, in qualche modo, debbano avere un "pezzo di carta". Stiamo allevando servi, viene detto con un'efficacia straordinaria. Persone mediocri che non hanno alcuno spirito critico. Persone che non padroneggiano il linguaggio e la conoscenza e alle quali viene proposta (rectius, imposta) una scolarizzazione finalizzata a fare e non a sapere.
Questo libro dovrebbe essere letto da tutti gli insegnanti, dagli studenti e, soprattutto, dalle famiglie che considerano la scuola un parcheggio a tempo. Questo libro potrebbe essere indubbiamente un programma politico, un manifesto per una scuola ideale. E chi se ne importa se Mastrocola si rifà - lo ammette lei stessa con estrema sincerità - al Rinascimento? Riteniamo davvero che non ci sia bisogno di un nuovo Rinascimento in questo paese disseminato di macerie?