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Aguilera Jua…
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- Il sonno della ragione (40)
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By Aguilera Juan M. -
Finished on Jan 31, 2012 




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p.s. E grazie per i feed!!!
Ciao Lord, come stai? Io tutto bene, con tante cose e meno letture... per ora. Ma cominciano le vacanze estive anche qui :-) un abbraccio e buone giornata
Mmm...ora che sto curiosando meglio fra i tuoi scaffali, mi accorgo che oltre a Faletti, hai stroncato pure Bach, Calvino, Buzzati, Tamaro, ecc.....mmmm, diciamo che sono parecchio in discaccordo su molte recensioni lette, però ogni opinione è sacra...e forse la tua è condizionata anche dal genere? Ciao e buone letture!
Ciao Lord e grazie per la visita e per i feedback :). Che dire, ciò che ho letto finora di Faletti a me è piaciuto e penso che su di lui ci siano i soliti pregiudizi dell'italiano medio, dato che, se anche può non piacere, non lo trovo pessimo come tante altre americanate che vengono pubblicate quotidianamente. Comunque, toglimi la curiosità: Faletti non fa per te, le storie di bambini/ragazzini neppure, mi dici cosa fa per te a parte i romanzi di fantascienza? :D (provocazione! ;) Ps: grazie per il consiglio sul romanzo di Anatole, ma sbaglio o è difficile da reperire?
mmm... dovrei rimanere, stavolta XD! Anche se sto leggendo poco e niente quest'anno ma va bene così dato che: ho trovato lavoro yahoo :-P! Appena finirò il libro di Gaiman pubblicherò una recensione di sicuro ma pe adesso ti poso dire che mi sta piacendo molto. E sì, qualche pollicione l'ho messo io ;-)!
Il sonno della ragione
Celeste, giovane strega cresciuta ed istruita da Meg, anch’essa strega ma più anziana ed esperta, viene spedita in giro per l’Europa poiché deve compiere una missione della quale non conosce né i dettagli né il fine. Luis Vives è un umanista spagnolo, grande amico di Erasmo da Rotterdam, in esilio v ... (continue)
Celeste, giovane strega cresciuta ed istruita da Meg, anch’essa strega ma più anziana ed esperta, viene spedita in giro per l’Europa poiché deve compiere una missione della quale non conosce né i dettagli né il fine. Luis Vives è un umanista spagnolo, grande amico di Erasmo da Rotterdam, in esilio volontario a Lovanio dove esercita la professione di insegnante. Le vite di queste due persone saranno destinate ad incrociarsi ed a mutare a causa di Carlo Quinto (ovvero Carlo I di Spagna). Questi, figlio di Filippo “il bello” d’Asburgo e Giovanna di Castiglia detta “la pazza”, deve recarsi dal Belgio, ove è cresciuto, sino in Spagna per prendere possesso del regno (alla morte di Filippo, Giovanna, legittima erede, era stata rinchiusa in un palazzo a Tordesillas a causa della sua presunta pazzia). Il lungo viaggio, prima per mare, poi via terra, sarà molto accidentato poiché alcune forza oscure covano nell’ombra un progetto maligno; l’inesperta Celeste e il pragmatico Juan Vives veglieranno sul giovane Carlo durante questo percorso..
Questo romanzo storico-fantastico (ambientato nel 1500) aveva ottime premesse: le commistioni tra storia ed avventura, tra elemento magico e religione e tra ragione e fantasia promettevano delizie. Infatti nel volume troviamo riti magici, dimensioni parallele (l’Annwn), demoni, assassini spietati, streghe, lo spauracchio dell’inquisizione e sanguinose battaglie; oltre a Celeste e Luis, incontreremo un manipolo di personaggi affascinanti realmente esistiti e non: Ignazio da Loyola (Inigo), Guglilemo di Croy, padre Bernardo, Meg, Hieronymus Bosch, il nuberu Xoan Cabritu, Giovanna la pazza.. Questo in potenza, in concreto il romanzo non decolla, non avvince, non fa calare il lettore nel sacro fuoco della curiosità, fuoco che aiuta sì a bruciare velocemente le pagine ma nella vana speranza di trovare qualcosa che rimanga impresso, degno d’esser raccontato; le quattrocento pagine volano, formalmente è ineccepibile, ma non v’è alcun guizzo, nulla che tenga vivo l’interesse, niente che impedisca alla noia di farsi strada. L’elemento magia dovrebbe donare quel senso di mistero meraviglioso, di inquietante nebulosità, invece non è sfruttato a dovere, confluisce nel piattume generale senza regalare alcun picco narrativo ed emotivo. Diverse situazioni non sono pienamente convincenti, i due personaggi principali mancano di carisma (Celeste che interpreta la donna disinibita è piuttosto fastidiosa nel suo cavarsela sempre fortunosamente ed in più non si capisce perché ogni 100 pagine si debba mostrare completamente nuda a chi le sta vicino; Luis è troppo tranquillo, spettatore involontario della vicenda più che attore protagonista, turbato solo dai suoi problemi di coscienza), colui che l’avrebbe, Inigo, entra in scena troppo avanti nella storia. Gli intrighi politici (e magici) del periodo sono spiegati facendo mille nomi e ragionamenti, se non si è attenti alla trama o/e avvezzi al periodo storico ci si può perdere. Non ha un finale sorprendente né definito, o meglio, la storia è quella con la S maiuscola e fa il suo corso ma i protagonisti principali sono stati lasciati in sospeso in attesa di un possibile (probabile?) seguito.. Note positive: i luoghi dove si svolgono le vicende, ovvero Bruxelles, Colonia, le cittadine nel golfo di Biscaglia, sono intriganti e ben descritti; non c’è alcuna fastidiosa storia d’amore; i riferimenti storici sono accurati ed interessanti. L’incontro tra razionalità (Luis) e magica irrazionalità (Celeste), a mio avviso, non ha sortito l’effetto sperato, di scintille non se ne sono viste. Anche se l’autore mi pare avere numeri, il romanzo rimane sempre in un alveo di mediocrità. Ho letto sia stato un successo in Spagna e Francia.
Dimenticavo, le pagine sono colme di refusi, al ventesimo che ho trovato ho smesso di contarli!
VOTO 5,5
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