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Albert Camus
| Lo straniero |
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| Lo straniero |
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ah ora capisco il perché della comparsa di "serve aiuto" :-))) fa niente, daimhin, sei sempre la benvenuta nella mia libreria, in tutte le forme anobiianamente possibili di visita !!! :-))))
Ebbene sì.!| Dai,che non è l 'età, è che abbiamo sempre centomila cose per la testa!
Ciao carissima :)
Ciao..... ma è a te che una certa Franca (un po' molto rinco) ha scritto per informazioni su un negozio di ottica? Scusa è l'età. Un bacio
l'ultima citazione è tratta da "Stato e rivoluzione" di Lenin.
Comunque brava!
'Ngiorn! ;)
"Se un libro che stiamo leggendo non ci sveglia come un pugno che ci martelli sul cranio, perche' dunque lo leggiamo? ...Un libro dev'essere una piccozza per rompere il mare di ghiaccio che e' dentro di noi" Frase attribuita a Kafka che la scrisse non so dove.continue)
Infine quel libro lo ho trovato.
Meurs ... (
"Se un libro che stiamo leggendo non ci sveglia come un pugno che ci martelli sul cranio, perche' dunque lo leggiamo? ...Un libro dev'essere una piccozza per rompere il mare di ghiaccio che e' dentro di noi" Frase attribuita a Kafka che la scrisse non so dove.
Infine quel libro lo ho trovato.
Meursault, ovvero "Lo straniero". Straniero a sè e al mondo perché vive una vita dove c'è poco spazio per il sentimento? Secondo il profilo tracciato da molti critici M. è una specie di autistico. Ma a me non sembra, dalla lettura si deduce che vive circondato da una fitta rete di relazioni, personali e di lavoro, non tutte di specchiata moralità, delle quali comunque parla poco, in modo asciutto e talvolta un po' cinico, sempre molto realistico e sincero oltre ogni consuetudine. Non è un tipo da abbandoni al sentimento, è un uomo assolutamente essenziale, la cui vita si esprime e si esaurisce nelle cose che fa. E' estremamente conseguente: la sua infanzia e adolescenza si indovinano difficili, per alcuni sparsi cenni, eppure M. non si abbandona a lamentele e reagisce nell'unico modo che si vuole concedere, ossia togliendo tutto ciò che non è strettamente necessario. Le cose indispensabili sono poche ma sono enormi: aria cielo sole odore del mare e libertà. Tolte queste, dietro le sbarre della vita si può a meno, sempre che non si voglia rimangiare tutto e accettare di chiamare vita quel simulacro che lo Stato sarebbe pure disposto a concedergli, se M. cedesse alle convenzioni, se si pentisse, magari per finta, almeno un po', se accettasse i conforti mollicci della religione. Ma non si può.
Tragedia di respiro classico, e comunque M. è un Titano.