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- 1984 (36169)
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By George Orwell
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- L'invenzione di Palermo (62)
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By Giuseppe Rizzo
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- Cristo si è fermato a Eboli (7556)
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By Carlo Levi





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- Gara di resistenza (112)
- Racconti, poesie ed interventi dalle periferie metropolitane
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By Emidio Clementi
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“Il bar all’angolo trattiene ancora qualche cliente a quell’ora, la serranda già abbassata per metà, la sua ombra nera sul nero del marciapiede e le poche persone all’interno, i loro gesti meccanici sotto un’unica macchia di luce fanno pensare a degli insetti intorno a una lampadina elettrica. E co ... (
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Mar 29, 2013 |
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- Vento forte tra Lacedonia e Candela (193)
- Esercizi di paesologia
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By Franco Arminio
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Vento forte tra Lacedonia e Candela
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“La paesologia è una forma d’attenzione. E’ uno sguardo lento, dilatato, verso queste creature che per secoli sono rimaste identiche a se stesse e ora sono in fuga dalla loro forma.”
Arminio non rivela. Accenna, abbozza, eppure colpisce. Almeno nell’autenticità delle sue intezioni, della sua idea d ... (
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Mar 27, 2013 |
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- Il rosso e il nero (9708)
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By Stendhal
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- L'uva puttanella - Contadini del Sud (150)
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By Rocco Scotellaro





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- Napoli '44 (252)
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By Norman Lewis





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- Un bellissimo novembre (277)
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By Ercole Patti





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- Vino e pane (1509)
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By Ignazio Silone
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“Non posso mica sacrificare al partito i motivi per cui vi ho aderito”.
Pietro Spina, esausto per lo sterile vagabondaggio in territorio straniero , soffocato dalla macchina burocratica che ha ormai fagocitato l’organizzazione del partito politico (paradossalmente lo stesso ingranaggio del nemico s ... (continue ) -
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Nov 8, 2012 |
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- Il segreto di Luca (3294)
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By Ignazio Silone





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- L'origine (287)
- Un accenno
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By Thomas Bernhard
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“La polvere della distruzione era ancora nell’aria”.
La stessa polvere sedimentata nel cuore, nella mente, nell’anima. Polvere che diventa macerie.
Macerie che diventano fossili.
Parole urlate ossessivamente.
Urla di strazio la cui eco ritorna all’infinito.Questa l’origine, questo l’inizio ed anch ... (continue ) -
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Sep 30, 2012 |
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- Confessioni di un oppiomane (781)
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By Thomas De Quincey
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Confesso che m'è piaciuto, confesso che ho patito. -
“ Non l’oppiomane bensì l’oppio è da ritenersi protagonista di questa storia. Lo scopo è di mostrare gli effetti stupefacenti indotti da questa prodigiosa droga, piacevoli o sconvenienti che siano: così, se sono riusciuto nel mio intento, non c’è altro da aggiungere”
Ed, a mio parere, Thomas De Qui ... (
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Sep 25, 2012 |
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- La signora Dalloway (5219)
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By Virginia Woolf





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- Argo il cieco (526)
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By Gesualdo Bufalino
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Caro Gesualdo,
se miglior “cura geriatrica” è per te questa scrittura, la tua facondia blandisce noi lettori, veri e non “travestiti plauditores” (checché tu ne dica!) come salvifico “esorcisma”, miracolosa “manteca”.“O non era forse, la felicità, il sentimento d’un tempo immobile e d’oro? L’inga ... (
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Sep 8, 2012 |
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- La vita agra (2560)
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By Luciano Bianciardi
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- Il Gattopardo (17289)
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By Giuseppe Tomasi di Lampedusa





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- Il vecchio con gli stivali (67)
- e i racconti
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By Vitaliano Brancati





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- La commedia della vanità (35)
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By Elias Canetti
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Affacciarsi negli occhi dell’altro, non per il “romantico” desiderio di penetrarne l’interiorità attraverso il filtro più veritiero, depurato da camuffanti espressioni o gestualità (le stesse che compongono la “leziosa maschera” preparatoria alla fotografia: indispensabile feticcio che permette di c ... (
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Feb 16, 2012 |
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- I sotterranei del Vaticano (1267)
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By Andre Gide
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Vicende e personaggi, apparentemente disgiunti fra loro, gradualmente, si incontrano, scontrano, compenetrano, incastrano tessendo una trama dall'intrigo perfetto e geniale, coordinata dal leitmotiv del rapimento (presunto!) del papa. Su tale trama, potente magnete per l'attenzione del lettore, si i ... (
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Feb 7, 2012 |
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1984
Winston rifletteva: “Il libro lo affascinava o, per dir meglio, lo rassicurava. In un certro senso non gli raccontava nulla di nuovo, ma proprio questo costituiva parte della sua attrattiva (…) I libri migliori, pensò, sono quelli che vi dicono ciò che sapete già”continue)
Leggendo “1984”si resta pervasi ... (
Winston rifletteva: “Il libro lo affascinava o, per dir meglio, lo rassicurava. In un certro senso non gli raccontava nulla di nuovo, ma proprio questo costituiva parte della sua attrattiva (…) I libri migliori, pensò, sono quelli che vi dicono ciò che sapete già”
Leggendo “1984”si resta pervasi da una sensazione simile (ma tutt’altro che rassicurante!): man mano che le pagine scorrono s’insinua, sempre più nitido, il presentimento di aver già vissuto, o meglio, di star vivendo gran parte di ciò che v’è scritto.
“Per la prima volta si rese conto che chi vuole tenere un segreto deve celarlo innanzitutto a se stesso. Deve sempre sapere ch’è lì, finchè non sia indispensabile, non deve farlo affiorare alla coscienza in una forma alla quale sia possibile di conferire un nome”
Finchè non sia indispensabile…
Nonostante il desiderio di respingerel’opprimente presentimento, che da latente dubbio si tramuta in inquietante certezza, esso resta lì, ostinatamente ancorato ai profondi recessi della coscienza , così come permane, potente,la lucida e disarmante analisi che trasuda da ogni singola frase ed, impietosa, smaschera l’inganno insito in ogni forma di totalitarismo.
Nell’atemporale presente orwelliano il germe infetto del nostro presente, il nostro tempo arreso, scarnificato nel linguaggio (di gran rilievo la profetica esegesi della neolingua in appendice del romanzo) e quindi nel pensiero, che corrivamente nutre l’insaziabile Grande Fratello con il sacrificio della propria libertà.
L’imperscrutabile sguardo dell’indiscusso capo trapassa gli inespressivi volti di cera, i loro sterili dialoghi, le impeccabili uniformi, i nomi conferiti e non (riecheggia la frase “finché non sia indispensabile”, è l’ora di dar nomi ai segreti), trapassa il libro stesso e ci resta attaccato addosso: impertubabile eppur sempre vigile, onnipresente, omnisciente.
Sarà solo l’effetto di una mera suggestione generata dall’ ingegnosa architettura del romanzo?
Nel ghigno celato sotto i baffi del Grande Fratello, la risposta.
“ Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”: nel frantumarsi della sfera custode di quel frammento di corallo, ultimo pezzo di storia che hanno dimenticato di correggere, la vittoria definitiva del Partito.
In quel trionfo su se stesso uno dei finali più desolanti e memorabili.
Fine del romanzo e di ogni utopia.
“And two and two always makes a five
It's the devil's way now
There is no way out
You can scream and you can shout
It is too late now”
http://www.youtube.com/watch?v=U0wwAPOJErA