Niccolò non delude, si ritrovano in questo libro tutti i suoi personaggi fatti da un mix di mostruosità e nobiltà. Abbondona in questo romanzo l'atmosfera cupa e priva di speranza di "Come Dio comanda" per tornare a raccontare una storia surreale e divertente. E' bello poi leggere la sua descrizion
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Niccolò non delude, si ritrovano in questo libro tutti i suoi personaggi fatti da un mix di mostruosità e nobiltà. Abbondona in questo romanzo l'atmosfera cupa e priva di speranza di "Come Dio comanda" per tornare a raccontare una storia surreale e divertente. E' bello poi leggere la sua descrizione di Villa Ada e il suo modo di dare vita a una fantasia che ho sentito anche mia. Da romana posso dire infatti che anche io qualche volta, passeggiando tra quegli spazi - descritti selvaggi per non dire abbandonati - mi sono ritrovata a pensarla come un'area in cui la natura era lasciata padrona e piano piano si stava riprendendo quello che era suo. Ce ne sono altri di posti così a Roma che mi hanno sempre fatto la stessa impressione: la "valle dell'inferno", il parco dell'insugherata e il parco De Amicis a Monte Mario. E' fantastico immaginare che lì dentro, in posti a noi inaccessibili ormai, ci sia un mondo lontano e diverso dalla città a cui siamo abituati, eppure così vicino da poter essere esplorato.
Per una curiosa come me, questo libro è stato una manna! E' stato davvero interessante e coinvolgente scoprire le motivazioni sociali e antropologiche che stanno dietro le abitudini alimentari dei vari popoli: perchè, ad esempio, noi occidentali non mangiamo insetti mentre altrove sono considerati p
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Per una curiosa come me, questo libro è stato una manna! E' stato davvero interessante e coinvolgente scoprire le motivazioni sociali e antropologiche che stanno dietro le abitudini alimentari dei vari popoli: perchè, ad esempio, noi occidentali non mangiamo insetti mentre altrove sono considerati prelibatezze; perchè in India le mucche sono animali sacri o perchè il corano vieta di mangiare maiale e così via. Domande che mi ero sempre posta e che, con questo libro, hanno trovato un'esauriente risposta!
Assolutamente non all'altezza de "L'eleganza del riccio". E' pur vero che in Italia questo libro è uscito dopo, ma in realtà è stato scritto prima, però l'effetto straniante di leggerlo dopo aver amato l'altro credo gli sia stato fatale. Ritroviamo il personaggio del critico gastronomico, che qui è
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Assolutamente non all'altezza de "L'eleganza del riccio". E' pur vero che in Italia questo libro è uscito dopo, ma in realtà è stato scritto prima, però l'effetto straniante di leggerlo dopo aver amato l'altro credo gli sia stato fatale. Ritroviamo il personaggio del critico gastronomico, che qui è il protagonista, e in embrione un po' tutti i personaggi de "L'eleganza del riccio", ma non c'è nulla di tutto quello che ha reso quello un romanzo veramente straordinario.
La Yourcenar mi risulta indigesta. Ora lo so con certezza. Dopo qualche anno che avevo abbandonato questo libro, ad appena 50 pagine dalla fine, mi ero domandata se magari non l'avessi letto in un momento della vita sbagliato (ero un'adolescente e l'avevo scelto come lettura estiva da portare al mar
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La Yourcenar mi risulta indigesta. Ora lo so con certezza. Dopo qualche anno che avevo abbandonato questo libro, ad appena 50 pagine dalla fine, mi ero domandata se magari non l'avessi letto in un momento della vita sbagliato (ero un'adolescente e l'avevo scelto come lettura estiva da portare al mare...). Così mi sono persuasa che potevo dare una seconda occasione alla signora, orientando la mia scelta su un libretto sottile sottile "Alexis o il trattato della lotta vana". Ebbene, la brevità di quel libro è l'unico motivo per cui questa volta sono riuscita ad arrivare fino in fondo. Non credo ci sarà un terzo tentativo!
Visto il soggetto particolare, il mio amore per la lettura e per il mondo animale, mi aspettavo molto di più da questo libro. La storia ha degli spunti interessanti, in alcuni momenti veramente commuovente, però non mi ha convinto fino in fondo.
Che la festa cominci
Niccolò non delude, si ritrovano in questo libro tutti i suoi personaggi fatti da un mix di mostruosità e nobiltà. Abbondona in questo romanzo l'atmosfera cupa e priva di speranza di "Come Dio comanda" per tornare a raccontare una storia surreale e divertente.continue)
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Niccolò non delude, si ritrovano in questo libro tutti i suoi personaggi fatti da un mix di mostruosità e nobiltà. Abbondona in questo romanzo l'atmosfera cupa e priva di speranza di "Come Dio comanda" per tornare a raccontare una storia surreale e divertente.
E' bello poi leggere la sua descrizione di Villa Ada e il suo modo di dare vita a una fantasia che ho sentito anche mia. Da romana posso dire infatti che anche io qualche volta, passeggiando tra quegli spazi - descritti selvaggi per non dire abbandonati - mi sono ritrovata a pensarla come un'area in cui la natura era lasciata padrona e piano piano si stava riprendendo quello che era suo.
Ce ne sono altri di posti così a Roma che mi hanno sempre fatto la stessa impressione: la "valle dell'inferno", il parco dell'insugherata e il parco De Amicis a Monte Mario. E' fantastico immaginare che lì dentro, in posti a noi inaccessibili ormai, ci sia un mondo lontano e diverso dalla città a cui siamo abituati, eppure così vicino da poter essere esplorato.
Buono da mangiare
Per una curiosa come me, questo libro è stato una manna! E' stato davvero interessante e coinvolgente scoprire le motivazioni sociali e antropologiche che stanno dietro le abitudini alimentari dei vari popoli: perchè, ad esempio, noi occidentali non mangiamo insetti mentre altrove sono considerati p ... (continue)
Per una curiosa come me, questo libro è stato una manna! E' stato davvero interessante e coinvolgente scoprire le motivazioni sociali e antropologiche che stanno dietro le abitudini alimentari dei vari popoli: perchè, ad esempio, noi occidentali non mangiamo insetti mentre altrove sono considerati prelibatezze; perchè in India le mucche sono animali sacri o perchè il corano vieta di mangiare maiale e così via.
Domande che mi ero sempre posta e che, con questo libro, hanno trovato un'esauriente risposta!
Estasi culinarie
Assolutamente non all'altezza de "L'eleganza del riccio". E' pur vero che in Italia questo libro è uscito dopo, ma in realtà è stato scritto prima, però l'effetto straniante di leggerlo dopo aver amato l'altro credo gli sia stato fatale. Ritroviamo il personaggio del critico gastronomico, che qui è ... (continue)
Assolutamente non all'altezza de "L'eleganza del riccio". E' pur vero che in Italia questo libro è uscito dopo, ma in realtà è stato scritto prima, però l'effetto straniante di leggerlo dopo aver amato l'altro credo gli sia stato fatale. Ritroviamo il personaggio del critico gastronomico, che qui è il protagonista, e in embrione un po' tutti i personaggi de "L'eleganza del riccio", ma non c'è nulla di tutto quello che ha reso quello un romanzo veramente straordinario.
L'opera al nero
La Yourcenar mi risulta indigesta. Ora lo so con certezza. Dopo qualche anno che avevo abbandonato questo libro, ad appena 50 pagine dalla fine, mi ero domandata se magari non l'avessi letto in un momento della vita sbagliato (ero un'adolescente e l'avevo scelto come lettura estiva da portare al mar ... (continue)
La Yourcenar mi risulta indigesta. Ora lo so con certezza. Dopo qualche anno che avevo abbandonato questo libro, ad appena 50 pagine dalla fine, mi ero domandata se magari non l'avessi letto in un momento della vita sbagliato (ero un'adolescente e l'avevo scelto come lettura estiva da portare al mare...). Così mi sono persuasa che potevo dare una seconda occasione alla signora, orientando la mia scelta su un libretto sottile sottile "Alexis o il trattato della lotta vana". Ebbene, la brevità di quel libro è l'unico motivo per cui questa volta sono riuscita ad arrivare fino in fondo. Non credo ci sarà un terzo tentativo!
Firmino
Visto il soggetto particolare, il mio amore per la lettura e per il mondo animale, mi aspettavo molto di più da questo libro. La storia ha degli spunti interessanti, in alcuni momenti veramente commuovente, però non mi ha convinto fino in fondo.