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i classici
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- Furore (5726)
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By John Steinbeck -
Finished in Mar 2012 




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- Tutte le opere
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- Tutte le opere (333)
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By William Shakespeare -
Finished 




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non ho idea se il volume in mio possesso sia effettivamente questo: il mio contiene tutte le opere, ha la copertina di pelle bordeaux, edizione Sansoni, ovviamente niente codice isbn ed è fra le cose che ho tenuto della vecchia libreria di mio papà...
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Feb 13, 2012 |
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- Il Maestro e Margherita (24081)
- con All'amico segreto e Lettera al governo dell'URSS
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By Michail A. Bulgakov -
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- Il giro del mondo in 80 giorni (7480)
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By Jules Verne -
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- I promessi sposi (15392)
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By Alessandro Manzoni -
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- I pirati della Malesia (1580)
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By Emilio Salgari -
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- I ragazzi della via Pál (6805)
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By Ferenc Molnár -
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- Le tigri di Mompracem (2220)
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By Emilio Salgari -
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- I misteri della Jungla Nera (1813)
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By Emilio Salgari -
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- Ivanhoe (5791)
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By Walter Scott -
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- I Malavoglia (18627)
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By Giovanni Verga -
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- Il placido Don (226)
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By Michail Sciolochov -
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- L'idiota (10855)
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By Fedor M. Dostoevskij -
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- I fratelli Karamazov (7759)
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By Fedor M. Dostoevskij -
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- Oblomov (2811)
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By Ivan Goncharov -
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Furore
Avevano ragione gli amici di “Americana Contemporanea” che non ci si deve limitare a tener d’occhio le novità, fosse anche l’ultima opera di autori accreditati e amati, ma occorre dedicare almeno altrettanto impegno al recupero dei classici che per qualche motivo ci sono sfuggiti all’epoca della nos ... (continue)
Avevano ragione gli amici di “Americana Contemporanea” che non ci si deve limitare a tener d’occhio le novità, fosse anche l’ultima opera di autori accreditati e amati, ma occorre dedicare almeno altrettanto impegno al recupero dei classici che per qualche motivo ci sono sfuggiti all’epoca della nostra formazione culturale.
Questo “The Grapes of Wrath” (Furore) ad esempio è davvero un gran libro, solenne e compatto, denso di impegno civile e di passioni ed emozioni che i narratori odierni sembrano avere una specie di pudore ad esprimere e che qui vengono esposti al lettore nella loro piena moralità e universalità.
L’epopea e la tragedia della “Grande Depressione” vengono sviscerate dal racconto dandoci il senso e lo spessore dell’epoca con nitidezza superiore a quella di decine di saggi e provocando a volte sinistre risonanze con alcune esplosive contraddizioni contemporanee, anche se sarebbe vergognoso paragonare la nostra attuale condizione alla catastrofe delle centinaia di migliaia di famiglie in fila sulla Highway 66.
Alcuni aspetti tuttavia rimangono abbastanza immutati, come il ruolo delle potenze finanziarie nella rovina dei lavoratori, in particolare agricoli, il circondarsi da parte del potere economico, impersonale nella sua disumanità, di guardie ed esattori che, nel migliore dei casi, giustificano il loro senso di colpa e l’essere strumento del male col “vi capisco ma dobbiamo pur mangiare anche noi”.
Tanto ancora ci sarebbe da dire sulle dinamiche sociali e umane affrontate da questo romanzo, in particolare sul significato della Solidarietà; ma poiché di letteratura soprattutto si tratta, non si può tralasciare la stupefacente soluzione narrativa dell’alternanza dei capitoli che scandiscono il calvario della famiglia Joad, con capitoli “d’ambiente”, più brevi ma densi di significato e spesso di poesia.
Le tempeste di polvere sul grano che innescano l’esodo di massa, l’addensarsi dei nubifragi finali, l’improvvisa focalizzazione di altri punti di vista (i gestori di un bar lungo la Highway, un venditore di auto usate privo di scrupoli) che danno rilievo alla storia, addirittura un (breve) capitolo dedicato interamente alla fatica di una tartaruga che attraversa la strada…
Infine un inciso: avevo ritenuto un po’ snob l’invito (tassativo!) a leggere questo romanzo in originale criticandone aspramente la traduzione italiana. Io purtroppo non sono in grado di farlo ma riconosco che l’unico neo di questo bel libro è l’italiano assurdamente arcaico che, specie nei dialoghi, nuoce all’equilibrio del racconto.