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Adalbert Sti…
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Tra l'altro in questi giorni c'è proprio un Sole che abbaglia...
...in questo seguitare una muraglia...
sì. anche perché, almeno per come l'ho vissuta io, l'università, quando sei al liceo, ti appare come il mondo libero in cui fluttuare e andare da una corso che ti interessa all'altro, solo perché il nome di un cdl ti ha attratta e pensi "oh, ma è quello che voglio studiare per tutta la vita!" - e, ciò che ti interessa a liceo e in generale ciò che ti appassiona, non viene offerto così su di un piatto di argento, diversamente da come sembra. io scelsi lettere classiche perché mi piaceva tantissimo il greco antico con la sua civiltà e letteratura, ma nessuno venne a dirmi che in realtà avrei studiato solo in minima parte questo. secondo me, manca proprio il contatto con qualcuno che possa dirti le cose come stanno: i ragazzi dovrebbero avere, a liceo, la possibilità di confrontarsi con chi sta già dentro ciò che vogliono fare, e può raccontare l'esperienza diretta, senza illusioni, elencando pro e contro e mostrando la realtà delle cose: invece ti arrivano a scuola opuscoli e/o professori che ti presentano e vendono il curriculum, farcendo i discorsi di retorica e quant'altro, poi al settembre successivo vai a scontrarti contro un muro. non mi dimenticherò mai quanto sono stata sperduta per tutto il primo anno... fortunatamente le mie crisi mi mostrarono che ero sulla strada sbagliata (anche perché, penso sia una costante che il mondo di lettere classiche è un circolo chiuso e rigido, a volte anche bigotto e senz'aria e stimoli - quindi il mio è stato un impatto un po' prevedibile rispetto ad altri), mi chiedo che ne sarebbe di me se non avessi cambiato strada, probabilmente ora sarei infelice, qui dove sto ora c'è aria fresca e libertà di movimento (che detta così sembra un parco giochi, però mi sa che ci siamo capite) (:
nessuna invadenza (: ora sono a mediazione interculturale, che è un curriculum della facoltà di Lingue e letterature straniere, e studio russo polacco e francese. concordo pienamente con quanto dici: il periodo post-maturità è stato uno dei più traumatici della mia vita (per me come per molti altri miei coetanei), perché da un circolo chiuso e ben definito ti ritrovi gettato in un ambiente confusionario e indefinito, a cui non eri stato educato né preparato: com'è possibile che una persona di 18 anni debba scegliere l'università senza guide, andando alla cieca fra tanti percorsi possibili e tante offerte allettanti? io mi sentivo una randagia senza casa né meta, anche perché avevo chiare un paio di strade che mi sarebbero piaciute, però non ero sicura di niente né conoscevo qualcuno di maturo che già vi si era approcciato. è fin troppo facile sbagliare così, non penso sia un caso se più di metà della gente che conosco dopo un anno in una facoltà ha cambiato, spesso anche facendo salti ampi tra una scelta e l'altra (per dire, da biologia a storia)... è un mondo davvero disordinato
uh, allora era una giusta associazione :) ti capisco bene nel cambio di rotta e nella "scoperta" della strada giusta ("giusta"), io anche ho passato un anno tra le aule di lettere classiche per poi passare ad altro... pare sia molto comune in questo mondo confuso di oggi :)