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Agota Kristo…
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- L'analfabeta (907)
- Racconto autobiografico
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By Agota Kristof -
Finished 




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- La vendetta (1171)
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By Agota Kristof -
Finished in 2006 




Finished (re-read) in 2010 




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Homless, senza casa, perché abitare significa lasciare impronte -
Com’è cruda, com’è vera, agota-agorà, gli agorai arcaici, come gli arcani della psiche, dei sentimenti e incubazioni, dei mostri dell’inconscio. Il suo gelo non proviene dalla sua condizione di esule ma da una strutturazione del perturbante che avrebbe generato anche se fosse sempre rimasta a casa ... (continue ) -
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Jun 19, 2010 |
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L'analfabeta
Letto tempo fà poi lo rivedo da Maira dove mi vien da scrivere una cosa e cosi, quella stessa mi vien buona anche quà. Allora:
Alfabetizzarsi eh? Quante volte lo si fà per imparare nuovi alfabeti, lessici emotivi, sillabari d'un vivere che, a volte, par cosi sconosciuto, straniero. Terre amene d ... (continue)
Letto tempo fà poi lo rivedo da Maira dove mi vien da scrivere una cosa e cosi, quella stessa mi vien buona anche quà. Allora:
Alfabetizzarsi eh? Quante volte lo si fà per imparare nuovi alfabeti, lessici emotivi, sillabari d'un vivere che, a volte, par cosi sconosciuto, straniero. Terre amene dove persone con cui si son stretti vincoli e legami usano altri fonemi, suoni estranei e il nostro desiderio è incompreso, il bisogno negato.
Un'Ungheria interiore è abitata da ognuno, trova posto in noi, metafora di esili che gran parte, senza neppure uscir di casa, si trova ad abitare senza dover imparare il fransuà.
Non è tanto il dramma della fuga della Kristof, condizione a cui spesso milioni di persone "scelgono" di aderire, di migrare, di fuggire, per bisogno, per desiderio di "migliorare" il proprio status con simboli di futile verbo avere...non è tanto questo, almeno per me che mi vien ora scrivendo questa angolatura: quell'analfabetismo come metafora quotidiana di relazioni, interazioni, affetti, amori, emozioni, linguaggi e via discorrendo in cui alla Kristof ci si sente un po compagni di viaggio. Non sò se si capisce quel che intendo?
Mi piace un sacco la Kristof e questo non so pure se l'ho messo nella mia libreria, dopo controllo e se non c'è lo metto.
La sensazione di lei che ho è che sia anaffettiva anche se con un ricco mondo interiore però gelido, distaccato, crudele, lontano dalla costruzione di quell'alfabeto. Se cosi non fosse è comunque un suo tratto piu o meno inconscio che nella scrittura trova il modo di sviscerare e riemergere. In fondo la adoro per questo, per quell'essenzialità cristallina e luccicante come lama di condensare i suoi pensieri in fulminanti storie. Magari è stata quella fuga dalla dittatura "comunista" il suo destino di scrittrice e drammaturga, quel francese che l'ha costretta alla semplice essenzialità, senza ridondanza, nuda e cruda et voilà.