Ho avuto per parecchio tempo una copia de "Il giocatore" in libreria ma senza mai aprirla, o forse l'ho fatto solo un paio di volte. All'inizio Dostoevskij lo trovo pesante, è difficile per me entrare nei suoi romanzi, li ho abbandonati sempre dopo qualche pagina. Stavolta invece ho cominciato dalla
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Ho avuto per parecchio tempo una copia de "Il giocatore" in libreria ma senza mai aprirla, o forse l'ho fatto solo un paio di volte. All'inizio Dostoevskij lo trovo pesante, è difficile per me entrare nei suoi romanzi, li ho abbandonati sempre dopo qualche pagina. Stavolta invece ho cominciato dalla prefazione di Pennacchi. è stata talmente divertente e capace di essere funzionale al suo scopo che mi ha permesso di correre subito dietro al nostro giocatore e alla sua Polina e di incantarmi finalmente davanti ai bellissimi personaggi e alla malattia del giocatore descritti dal maestro russo. L'appercezione pura l'ho avuta davanti alla nonna, mi ha ricordato tanto il Numero 1, il famoso capo del gruppo TNT di Alan Ford!
Nella seconda parte del libro Tunda è ospite a casa del fratello. Lì incontra un industriale che gli parla di una legge che vige negli ambienti della borghesia di quel tempo: costruirsi e mantenere dei ruoli che hanno poco a che fare con la propria personalità. L'ho trovato molto bello, e, soprattut
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Nella seconda parte del libro Tunda è ospite a casa del fratello. Lì incontra un industriale che gli parla di una legge che vige negli ambienti della borghesia di quel tempo: costruirsi e mantenere dei ruoli che hanno poco a che fare con la propria personalità. L'ho trovato molto bello, e, soprattutto, molto attuale. Bello.
Il giocatore
Ho avuto per parecchio tempo una copia de "Il giocatore" in libreria ma senza mai aprirla, o forse l'ho fatto solo un paio di volte. All'inizio Dostoevskij lo trovo pesante, è difficile per me entrare nei suoi romanzi, li ho abbandonati sempre dopo qualche pagina. Stavolta invece ho cominciato dalla ... (continue)
Ho avuto per parecchio tempo una copia de "Il giocatore" in libreria ma senza mai aprirla, o forse l'ho fatto solo un paio di volte. All'inizio Dostoevskij lo trovo pesante, è difficile per me entrare nei suoi romanzi, li ho abbandonati sempre dopo qualche pagina. Stavolta invece ho cominciato dalla prefazione di Pennacchi. è stata talmente divertente e capace di essere funzionale al suo scopo che mi ha permesso di correre subito dietro al nostro giocatore e alla sua Polina e di incantarmi finalmente davanti ai bellissimi personaggi e alla malattia del giocatore descritti dal maestro russo. L'appercezione pura l'ho avuta davanti alla nonna, mi ha ricordato tanto il Numero 1, il famoso capo del gruppo TNT di Alan Ford!
Fuga senza fine
Nella seconda parte del libro Tunda è ospite a casa del fratello. Lì incontra un industriale che gli parla di una legge che vige negli ambienti della borghesia di quel tempo: costruirsi e mantenere dei ruoli che hanno poco a che fare con la propria personalità. L'ho trovato molto bello, e, soprattut ... (continue)
Nella seconda parte del libro Tunda è ospite a casa del fratello. Lì incontra un industriale che gli parla di una legge che vige negli ambienti della borghesia di quel tempo: costruirsi e mantenere dei ruoli che hanno poco a che fare con la propria personalità. L'ho trovato molto bello, e, soprattutto, molto attuale. Bello.