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- Cròniche epafániche (1404)
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By Francesco Guccini -
Finished on Jul 8, 2012 




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- Tennis, TV, trigonometria, tornado (1217)
- e altre cose divertenti che non farò mai più
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By David Foster Wallace -
Finished on May 6, 2012 




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- Fai bei sogni (8426)
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By Massimo Gramellini -
Finished on May 5, 2012 




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- Vita e morte di un ingegnere (134)
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By Edoardo Albinati -
Finished on Apr 13, 2012 




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- Il silenzio dei chiostri (2712)
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By Alicia Giménez-Bartlett -
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- Il conte di Montecristo (9864)
- Ediz. integrale
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By Alexandre Dumas (padre) -
Finished on Jul 28, 2012 




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Quando leggo libri come questi capisco perché un classico è un classico. Non ci sono versi. Vale la pena si stare 3 mesi a leggere un classico. In realtà io ci ho messo 2 mesi a leggere le prime 100 pagine, perché la trama un po' la sapevo e mi dispiaceva troppo per quello che di lì a poche righe sa ... (
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Jul 28, 2012 |
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- I dolori del giovane Werther (15677)
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By Goethe -
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- Aspettando Godot (4638)
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By Samuel Beckett -
Finished on Apr 8, 2012 




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- L'uomo che sorrideva (1634)
- Le inchieste del commissario Kurt Wallander
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By Henning Mankell -
Finished on Apr 4, 2012 




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- L'uomo di neve (1528)
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By Jo Nesbø -
Finished on Mar 23, 2012 




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Secondo me Anobii dovrebbe ripensare al suo sistema di giudizio dei libri. A me le stelline vanno strette. Mi spiego meglio, a questo libro, un onesto thriller che la sera avevo voglia di leggere, non potevo dare due stelline (a fianco peraltro ti ci viene scritto "deludente", come monito, come dire ... (
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Mar 24, 2012 |
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- Mani calde (388)
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By Giovanna Zucca -
Finished on Feb 13, 2012 




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- L'ombra del vento (37819)
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By Carlos Ruiz Zafón -
Finished on Feb 24, 2012 




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Questo è un libro importante.
Alcuni dei momenti più piacevoli che ricordo sono quelli che ho passato a parlare di libri tanto amati. Mi viene in mente, alle superiori, la passione comune che ci colse quando leggemmo “La coscienza di Zeno”, le discussioni appassionate, scaturite anche durante le i ... (
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Mar 18, 2012 |
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- Il gioco dell'angelo (15807)
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By Carlos Ruiz Zafón -
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- Tre cavalli (2806)
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By Erri De Luca -
Finished on Mar 28, 2012 




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- L'inverno di Frankie Machine (1932)
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By Don Winslow -
Finished on Feb 10, 2012 




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Tennis, TV, trigonometria, tornado
Poniamo che io oggi abbia letto DFW per mezz’ora. Nel senso che me ne sono stata mezz’ora stesa sul divano stringendo il preziosissimo librino tra le braccia e dedicandomi esclusivamente a Lui. Sotto queste ipotesi un osservatore esterno potrebbe effettivamente accorgersi che io in realtà ho passato ... (continue)
Poniamo che io oggi abbia letto DFW per mezz’ora. Nel senso che me ne sono stata mezz’ora stesa sul divano stringendo il preziosissimo librino tra le braccia e dedicandomi esclusivamente a Lui. Sotto queste ipotesi un osservatore esterno potrebbe effettivamente accorgersi che io in realtà ho passato solo un misero 50% della suddetta mezzora a leggere. Per l’altro 50% l’osservatore esterno, perplesso, può aver rilevato:
•me che ridacchio in modo ebete, sguardo tra il divertito e l’ammirato
•denti stretti, mi è appena stata somministrata un’importante dose di penetrante cinismo
•il mio sguardo fisso nel vuoto, guardando con attenzione percepirebbe tristezza e scarsa fiducia nel mondo e nel genere umano
•sana, sobria e onesta depressione, il lutto di chi ha perduto qualcosa di lontano, ma importante.
Ammetterò che i punti 2 3 e 4 sono strettamente legati tra di loro e che con le sovrascritte voci non ho sicuramente esaurito la gamma delle mie reazioni a DFW, però così posso in qualche modo sintetizzare il mio rapporto con quest’uomo.
Perché di solito io nei libri mi perdo, perdo cognizione di tempo, rumori, voci e posizioni (nel senso che mi è capitato talvolta di aver letto per ore in posizioni fuori dal mondo e di aver chiuso finalemente il libro affetta da torcicolli fulminanti e altri malanni di simile natura) mentre con Lui mi fermo, rileggo, ci penso, mi diverto, mi dispero e mi indispettisco. Così può capitare che in rapida successione io cominci a pensare, ma porca miseria, ma cosa avevano le sue sinapsi per riuscire a distillare la realtà captandone i tratti più grotteschi e ridicoli, come ha fatto a trasferirli su pagina, come è possibile che io sia qui a leggere quest’uomo e il solo fatto di essere in qualche modo in contatto con quello che la sua mente ha prodotto, un tempo, prima che lui si togliesse da solo la possibilitò di raccontarci ancora quanto siamo pessimi, non mi renda migliore, più critica, più acuta, come avrebbe potuto, Lui che tutto riusciva a scrivere, far coesistere la sua intelligenza incontenibile e le sue paranoie soffocanti, ancora un altro pochino, e un po’ e ancora un po’, perché non è possibile, dove è perso ora tanto genio, e allora forse lui lo vedeva, col suo sguardo caustico, che speranze non ce n’erano e che senso poteva avere continuare a riempire pagine da far leggere a qualcuno senza speranze rendendo lui stesso senza speranza? E noi che del cervello non sappiamo proprio nulla, come potremmo mai riuscire a capire se DFW era malato perché era così intelligente, se il fatto di perderlo senza averne goduto quanto desideravamo era il prezzo da pagare perché nessuna di quelle frasi avrebbe potuto essere la stessa se lui non fosse stato così tristemente malato, e ancora se tutte queste sono stronzate, è stato solo un caso che tanto genio e tanta follia fossero indissolubilmente abbracciate nella sua testa, e infine, che persona orribile sono io che me ne sto su questo divano con lo sguardo perso nel vuoto rimpiangendo parole non scritte, sottratte al mio egoistico piacere, mentre me ne dovrei stare zitta in un angolino, con un sottofondo di gratitudine per quello che da lui ho preso, ed essere triste solo per il dolore che può aver portato un uomo, e non lo scrittore che più rimpiango al mondo, ma un uomo, a decidere che non ce n’era più per nessuno, tanto meno per lui.