Freud parlava di "perturbante". Inquietante, sinistro, ambiguo? Golijadkin che ripete "Non sono io, ma qualcun altro sorprendentemente simile a me... non sono io, non sono affatto io, non sono io e basta!" per sfuggire alla paura di se stesso... Magari, la traduzione andrebbe però un po' aggiornata
Chi furono i veri committenti della strage di Capaci? A distanza di 20 anni, non hanno ancora un volto e siamo in attesa di una sentenza che, come dice il giudice Tescaroli, forse non arriverà mai. Perché non fu solo vendetta, della mafia contro il magistrato che più di tutti le si oppose, ma fu anc
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Chi furono i veri committenti della strage di Capaci? A distanza di 20 anni, non hanno ancora un volto e siamo in attesa di una sentenza che, come dice il giudice Tescaroli, forse non arriverà mai. Perché non fu solo vendetta, della mafia contro il magistrato che più di tutti le si oppose, ma fu anche delitto di strage politica. Ci fu davvero una saldatura di interessi tra Cosa Nostra e uomini dello Stato e Tescaroli svela il filo che unisce l'uccisione di Giovanni Falcone alla storia della DC e del PSI, alla politica degli appalti in Sicilia e alle ambizioni di politici emergenti. Una nota sull'edizione: qualche limatura e attenzione in più, avrebbe sicuramente reso più agevole la lettura della seconda parte del testo.
La censura di regime e il cancro tolsero a Grossman la speranza di vedere pubblicato il suo lavoro e in effetti il romanzo ha qualcosa di incompiuto, la struttura è debole e la voce del protagonista a un tratto scompare. Ma ci sono tante buone ragioni per leggerlo e una è che Vasilij Grossman è uno
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La censura di regime e il cancro tolsero a Grossman la speranza di vedere pubblicato il suo lavoro e in effetti il romanzo ha qualcosa di incompiuto, la struttura è debole e la voce del protagonista a un tratto scompare. Ma ci sono tante buone ragioni per leggerlo e una è che Vasilij Grossman è uno scrittore straordinario. “Tutto scorre” non è un saggio, come ha scritto qualcuno, perché un saggio non riesce a rendere l’esperienza della lettura così intensa e dolorosa. Vengono narrati gli orrori della Russia di Stalin, dai campi di concentramento in Siberia alle carestie di fame create artificialmente per uccidere migliaia di contadini ucraini, ma ciò di cui Vasilij Grossman parla realmente è di libertà, la “legge sacra della vita”, la sola che Stalin temesse e che il protagonista del romanzo, Ivan Grigor’evic, non è riuscito a dimenticare nemmeno dopo 30 anni di lager. “Per grandiosi che siano i grattacieli e potenti i cannoni, per illimitato che sia il potere dello Stato e possenti gli imperi, tutto ciò non è che fumo e nebbia, destinato a scomparire. Rimane, si sviluppa e vive soltanto la vera forza, che consiste in una sola cosa - nella libertà. Vivere significa essere un uomo libero. Non tutto ciò che è reale è razionale. Tutto ciò che è disumano è assurdo e inutile”.
Non so dire se mi sia veramente piaciuto... triste racconto della tragica Tess... troppo triste per me! Ogni felicità è negata, alla fine, dal destino o dal dio-Presidente degli immortali, ma il modo in cui Thomas Hardy mette in scena la tragedia di Tess provoca una stretta al cuore...
Il sosia
Freud parlava di "perturbante". Inquietante, sinistro, ambiguo? Golijadkin che ripete "Non sono io, ma qualcun altro sorprendentemente simile a me... non sono io, non sono affatto io, non sono io e basta!" per sfuggire alla paura di se stesso...
Magari, la traduzione andrebbe però un po' aggiornata
Obiettivo Falcone. Dall'Addaura a Capaci misteri e storia di un delitto annunciato
Chi furono i veri committenti della strage di Capaci? A distanza di 20 anni, non hanno ancora un volto e siamo in attesa di una sentenza che, come dice il giudice Tescaroli, forse non arriverà mai. Perché non fu solo vendetta, della mafia contro il magistrato che più di tutti le si oppose, ma fu anc ... (continue)
Chi furono i veri committenti della strage di Capaci? A distanza di 20 anni, non hanno ancora un volto e siamo in attesa di una sentenza che, come dice il giudice Tescaroli, forse non arriverà mai. Perché non fu solo vendetta, della mafia contro il magistrato che più di tutti le si oppose, ma fu anche delitto di strage politica. Ci fu davvero una saldatura di interessi tra Cosa Nostra e uomini dello Stato e Tescaroli svela il filo che unisce l'uccisione di Giovanni Falcone alla storia della DC e del PSI, alla politica degli appalti in Sicilia e alle ambizioni di politici emergenti.
Una nota sull'edizione: qualche limatura e attenzione in più, avrebbe sicuramente reso più agevole la lettura della seconda parte del testo.
Odio gli indifferenti
Edizione pessima...a salvarla solo il pensiero di Gramsci.
Tutto scorre...
La censura di regime e il cancro tolsero a Grossman la speranza di vedere pubblicato il suo lavoro e in effetti il romanzo ha qualcosa di incompiuto, la struttura è debole e la voce del protagonista a un tratto scompare. Ma ci sono tante buone ragioni per leggerlo e una è che Vasilij Grossman è uno ... (continue)
La censura di regime e il cancro tolsero a Grossman la speranza di vedere pubblicato il suo lavoro e in effetti il romanzo ha qualcosa di incompiuto, la struttura è debole e la voce del protagonista a un tratto scompare. Ma ci sono tante buone ragioni per leggerlo e una è che Vasilij Grossman è uno scrittore straordinario.
“Tutto scorre” non è un saggio, come ha scritto qualcuno, perché un saggio non riesce a rendere l’esperienza della lettura così intensa e dolorosa. Vengono narrati gli orrori della Russia di Stalin, dai campi di concentramento in Siberia alle carestie di fame create artificialmente per uccidere migliaia di contadini ucraini, ma ciò di cui Vasilij Grossman parla realmente è di libertà, la “legge sacra della vita”, la sola che Stalin temesse e che il protagonista del romanzo, Ivan Grigor’evic, non è riuscito a dimenticare nemmeno dopo 30 anni di lager.
“Per grandiosi che siano i grattacieli e potenti i cannoni, per illimitato che sia il potere dello Stato e possenti gli imperi, tutto ciò non è che fumo e nebbia, destinato a scomparire. Rimane, si sviluppa e vive soltanto la vera forza, che consiste in una sola cosa - nella libertà. Vivere significa essere un uomo libero. Non tutto ciò che è reale è razionale. Tutto ciò che è disumano è assurdo e inutile”.
Tess dei D'Urbeville
Non so dire se mi sia veramente piaciuto... triste racconto della tragica Tess... troppo triste per me! Ogni felicità è negata, alla fine, dal destino o dal dio-Presidente degli immortali, ma il modo in cui Thomas Hardy mette in scena la tragedia di Tess provoca una stretta al cuore...