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Invisible Man By Ralph Ellison
  • 1 person find this helpful

    Essenziale per comprendere l'esperienza africana in USA

    E' una sorta di "Ulisse" afro-americano, un libro essenziale per comprendere l'esperienza da cui nasce il jazz e il jazz stesso con le sue autocensure e i suoi linguaggi cifrati. L'introduzione ritmata da Black and Blue eseguito da Louis Armstrong dà la chiave di un romanzo esistenziale commentato d ... (continue)

    E' una sorta di "Ulisse" afro-americano, un libro essenziale per comprendere l'esperienza da cui nasce il jazz e il jazz stesso con le sue autocensure e i suoi linguaggi cifrati. L'introduzione ritmata da Black and Blue eseguito da Louis Armstrong dà la chiave di un romanzo esistenziale commentato da tutte le forme della musica nera di cui Ellison, che voleva fare il musicista, aveva esperienza diretta. Memorabile l'incontro con Peetie Wheatstraw, the Devil's Son in Law. Dato che l'edizione italiana nella ottima traduzione Einaudi non è reperibile, val la pena di far lo sforzo e leggerlo nell'originale.

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    Posted on Dec 28, 2008 | Add your feedback

Subversive Sounds: Race and the Birth of Jazz in New Orleans By Charles Hersch
Turkish: (Teach Yourself) By Asuman Celen Pollard, David Pollard
The Jazz Composer: Moving Music Off the Paper
  • 1 person find this helpful

    Una visione molto personale della composizione jazz

    Graham Collier è un bastian contrario, ha delle idee molto personali e si diverte a esprimerle con una certa ruvidità (chi altri parla male delle composizioni di Monk e George Russell in un libro sul jazz)?
    Scritto a volte in maniera provocatoria, e basato su gusti personali in maniera tale da ... (continue)

    Graham Collier è un bastian contrario, ha delle idee molto personali e si diverte a esprimerle con una certa ruvidità (chi altri parla male delle composizioni di Monk e George Russell in un libro sul jazz)?
    Scritto a volte in maniera provocatoria, e basato su gusti personali in maniera tale da essere squilibrato e difficilmente digeribile, il libro è a tratti illuminante quando Collier parla della sua musica o di musicisti che gli piacciono (soprattutto Ellington, Mingus e Gil Evans). Praticamente dei musicisti europei più noti che hanno fatto esperimenti paralleli ai suoi non gli piace nessuno, ma è entusiasta di alcune sue scoperte come Mark Harvey, Paul Cram, Geir Lysne e il nostro Roberto Bonati che così riceve un po' di strameritata attenzione per la sua orchestra. Si tratta di un libro piuttosto costoso e non facilmente reperibile, in cui le pagine migliori stanno nella critica al neotradizionalismo di Marsalis e soci e nella definizione di un jazz orchestrale fortemente orientato in direzione dei musicisti che lo eseguono.

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    Posted on Nov 29, 2009 | Add your feedback

African music: a people's art By Francis Bebey
  • 1 person find this helpful

    La migliore introduzione alla musica africana

    Francis Bebey, intellettuale africano scomparso nel 2001, ha inciso oltre 20 dischi e pubblicato molti romanzi di successo. Il suo contributo più importante per me resta però questa vibrante introduzione alla musica africana, di piacevolissima lettura e allo stesso tempo ricca di osservazioni profon ... (continue)

    Francis Bebey, intellettuale africano scomparso nel 2001, ha inciso oltre 20 dischi e pubblicato molti romanzi di successo. Il suo contributo più importante per me resta però questa vibrante introduzione alla musica africana, di piacevolissima lettura e allo stesso tempo ricca di osservazioni profonde che illuminano non solo la musica dell'Africa ma quella della diaspora. Confrontata ad esempio con la arida e farraginosa voce "Africa" del Grove (in cui Bebey incredibilmente non è neppur citato) qui la musica del continente nero vive e si sviluppa attraverso una descrizione delle sue funzioni sociali, dei suoi strumenti, dei suoi testi epici e ironici. Un vero umanista e un grande divulgatore. L'edizione originale del 1969, in francese, conteneva anche un piccolo disco con esempi musicali, ma è difficile da trovare e più costosa; questa è la traduzione inglese uscita in USA nel 1975 che si trova a quattro o cinque dollari usata (ce ne è anche una versione pubblicata in GB) e queste due ultime contengono una dettagliata e preziosa discografia, risalente ai tempi dell'LP ma che con un po' di lavoro si può far corrispondere ai Cd oggi sul mercato. Io amo in particolare la versione americana perchè in copertina riporta una immagine della cetra degli Inanga, una popolazione del Burundi, e io utilizzo da tempo una registrazione dei questo strumento per le mie lezioni di storia del jazz - chiunque ascoltandola pensa che sia un contrabbasso pizzicato. IL libro da leggere sulla musica tradizionale africana, è un vero peccato che non ci sia in italiano.

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    Posted on Nov 24, 2009 | Add your feedback

Vendetta: The True Story of the Largest Lynching in U.S. History By Richard Gambino
  • Undici italiani linciati a New Orleans e si rischia la guerra Italia-USA

    l linciaggio di massa di undici italiani a New Orleans è un punto di svolta della storia americana. Questo libro getta una luce chiarissima su un episodio dimenticato e sinistro, che molti non conoscono neppure nel nostro paese, e attraverso di esso sul tessuto sociale, culturale e politico di New O ... (continue)

    l linciaggio di massa di undici italiani a New Orleans è un punto di svolta della storia americana. Questo libro getta una luce chiarissima su un episodio dimenticato e sinistro, che molti non conoscono neppure nel nostro paese, e attraverso di esso sul tessuto sociale, culturale e politico di New Orleans alla fine dell'Ottocento. Raccomandate ai razzisti nostrani le descrizioni degli immigrati italiani dalla stampa dell'epoca. Ed è un modo per provare sulla pelle la sensazione di poter essere destinatari di un linciaggio -tutt'altro che gradevole.

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    Posted on Nov 15, 2009 | Add your feedback

Unzipped souls: a jazz journey through the Soviet Union By William Minor
  • Reportage sul jazz in Russia pre-1989

    Questo libro, scritto in uno stile diretto e piacevole, ha i vantaggi di un reportage scritto in prima persona e presenta molti personaggi importanti della storia del jazz nell'URSS; non è però il sostituto di una storia del jazz di quel paese o di quell'area geografica, e ha il limite di perseguire ... (continue)

    Questo libro, scritto in uno stile diretto e piacevole, ha i vantaggi di un reportage scritto in prima persona e presenta molti personaggi importanti della storia del jazz nell'URSS; non è però il sostituto di una storia del jazz di quel paese o di quell'area geografica, e ha il limite di perseguire poco i collegamenti con altre forme d'arte. Dato cperò che sull'argomento non c'è molto è un libro essenziale per un scaffale dedicato al jazz in Europa, e potrà suggerire interessanti ascolti a chi non fosse familiare con Kuryokhin o con il Ganelin Trio.

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    Posted on Nov 7, 2009 | Add your feedback

Cuba and Its Music: From the First Drums to the Mambo By Ned Sublette
  • Radici comuni e differenze tra la musica norteamericana e cubana

    Il primo volume di due (programmati) dedicati alla storia della musica cubana, questo libro di Sublette rimanda in realtà continuamente ai differenti percorsi sociali, culturali, cronologici e artistici della musica afrocubana e di quella afroamericana degli USA. Partendo dalle stratificazioni della ... (continue)

    Il primo volume di due (programmati) dedicati alla storia della musica cubana, questo libro di Sublette rimanda in realtà continuamente ai differenti percorsi sociali, culturali, cronologici e artistici della musica afrocubana e di quella afroamericana degli USA. Partendo dalle stratificazioni della cultura iberica, passando attraverso i secoli di interazione tra Cuba e la Spagna durante lo schiavismo per arrivare alle varie ondate di generi musicali cubani, il libro è una miniera di idee, concetti, spunti oltre che un prodotto di una cultura che fonde senza fatica fonti come manoscritti medievali e cassette pirata di musica cubana trovate a Brooklyn. Se volete sapere l'origine dei nomi di Catalogna e Andalusia, di bongo, rumba e sarabanda, li troverete qui, dense pagine di storia aggrumate in un nome e pazientemente dipanate e contestualizzate da Sublette. Un capolavoro che prelude alla seconda parte, dal 1952 a quest'oggi in cui Cuba è ancora un buco nero per l'informazione e la cultura USA.

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    Posted on Feb 3, 2009 | Add your feedback

Everything But the Burden: What White People Are Taking from Black Culture By Greg Tate
  • Letture essenziali e poetiche sulla condizione afroamericana

    Musicista, saggista e poeta Greg Tate scrive - come ha detto la stampa americana "come qualcuno che ha qualcosa da dire e lo dice in modo superbo". In questo caso ha raccolto una serie di saggi - uno è un rap a due con Vernon Reid sugli Steely Dan - di altri intellettuali di origine afroamericana, c ... (continue)

    Musicista, saggista e poeta Greg Tate scrive - come ha detto la stampa americana "come qualcuno che ha qualcosa da dire e lo dice in modo superbo". In questo caso ha raccolto una serie di saggi - uno è un rap a due con Vernon Reid sugli Steely Dan - di altri intellettuali di origine afroamericana, che esaminano la condizione di aver la pelle nera da molti diversi punti di vista, a volte esilaranti, a volte agghiaccianti, a volte le due cose insieme - ma sempre poetici e capaci di ispirare riflessioni ulteriori. Come se Ralph Ellison e Amiri Baraka scrivessero per la generazione hip-hop - essenziale per chi voglia provare a comprendere la musica nera.

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    Posted on Oct 5, 2009 | Add your feedback

Flyboy in the Buttermilk: Essays on Contemporary America By Greg Tate
  • Stimolante raccolta di saggistica creativa

    Un altro libro che ho trovato solo dopo molte ricerche e dopo aver avuto il piacere di conoscere Greg Tate come musicista (Burnt Sugar Orchestra, e la foto di copertina è di Vernon Reid!). Si tratta di una serie di saggi su soggetti specifici (fatti di cronaca, personaggi, dischi, film) attraverso i ... (continue)

    Un altro libro che ho trovato solo dopo molte ricerche e dopo aver avuto il piacere di conoscere Greg Tate come musicista (Burnt Sugar Orchestra, e la foto di copertina è di Vernon Reid!). Si tratta di una serie di saggi su soggetti specifici (fatti di cronaca, personaggi, dischi, film) attraverso i quali Tate traguarda i rapporti tra bianchi e neri, tra arte e commercio, tra politica e diritti civili. Scritto sempre con una buona dose di umorismo, e con uno stile personale che combina la profondità dell'analisi accademica con la fantasia linguistica dell'hip-hop, il libro è una delle prime manifestazioni di una nuova generazione di critici culturali di colore che aggiorna il lavoro di Ralph Ellison, Amiri Baraka, Henry Louis Gates. Il saggio su Basquiat che dà il titolo al libro in un complesso gioco di parole e contrapposizioni di colore, anzi tra bianco e nero, è ancora una delle cose migliori scritte sul grande artista di origine haitiana.

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    Posted on Sep 3, 2009 | Add your feedback

The Book of Music and Nature: An Anthology of Sounds, Words, Thoughts (Music/Culture)
  • 1 person find this helpful

    Antologia diseguale ma con passaggi illuminanti

    David Rothenberg è un clarinettista (allievo di Jimmy Giuffre, il suo disco per la ECM in duo con Marilyn Crispell uscirà a breve) che si è dedicato a indagare il rapporto tra uomo, natura e musica, con le sue implicazioni artistiche ed ecologiche. Nato come musica della modernità e della metropoli, ... (continue)

    David Rothenberg è un clarinettista (allievo di Jimmy Giuffre, il suo disco per la ECM in duo con Marilyn Crispell uscirà a breve) che si è dedicato a indagare il rapporto tra uomo, natura e musica, con le sue implicazioni artistiche ed ecologiche. Nato come musica della modernità e della metropoli, il jazz si rivela uno strumento flessibile anche per comunicare nella e con la natura. Questa antologia è preparatoria ai suoi lavori originali, e comprende scritti di Cage, Eno, Takemitsu e Toop accanto a Hazrat Hinrayat Khan, Rafi Zabor e RIlke. Molto utile per allargare i propri orizzonti culturali e per seppellire definitivamente il mito che la musica sia un linguaggio universale. Il Cd allegato contiene musica tradizionale, canti degli uccelli e musica contemporanea integrati in una esperienza d'ascolto unica. Consigliato a chi pensa che la "musica" sia quella classica europea.

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    Posted on Oct 29, 2009 | Add your feedback

Why Birds Sing: A Journey Through the Mystery of Bird Song By David Rothenberg
  • affascinante indagine tra natura e musica

    L'autore, sassofonista che ha studiato con Jimmy Giuffre e filosofo, porta il lettore ad esplorare il canto degli uccelli attraverso scienza, musica e poesia, criticando le teorie riduzioniste e arrivando alla conclusione che solo attraverso un apprezzamento estetico si può arrivare alla comprension ... (continue)

    L'autore, sassofonista che ha studiato con Jimmy Giuffre e filosofo, porta il lettore ad esplorare il canto degli uccelli attraverso scienza, musica e poesia, criticando le teorie riduzioniste e arrivando alla conclusione che solo attraverso un apprezzamento estetico si può arrivare alla comprensione delle motivazioni del canto degli uccelli: nel suo caso, improvvisandoci insieme alla maniera dei jazzisti, come faceva Dolphy... il volume esiste anche in traduzione italiana (Ponte alle Grazie ) e prevede un Cd d'accompagnamento, disponibile separatamente o in allegato della edizione paperback. L'ultimo libro di Rothenberg, autore chiave sull'argomento dei rapporti tra musica e natura, è dedicato ai suoi colloqui musicali con le balene.... già ordinato!

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    Posted on Aug 20, 2009 | Add your feedback

Jean-Michel Basquiat By Richard Marshall
  • Un vero appassionato di jazz

    Devo ringraziare la mostra di Daniel Soutif "Il Secolo del Jazz" per avermi inoculato l'ossessione di Basquiat. A causa delle sue pubblicizzate frequentazioni di divi del rock non l'avevo colpevolmente mai preso sul serio, ma "ZULU KING" mi è rimasto profondamente impresso e ho cominciato a seguire ... (continue)

    Devo ringraziare la mostra di Daniel Soutif "Il Secolo del Jazz" per avermi inoculato l'ossessione di Basquiat. A causa delle sue pubblicizzate frequentazioni di divi del rock non l'avevo colpevolmente mai preso sul serio, ma "ZULU KING" mi è rimasto profondamente impresso e ho cominciato a seguire i fili che lo collegano a musicisti che mi interessano di più di Blondie o Madonna. Mentre sia la sua biografia di Phoebe Hoban che il film ispirato alla sua biografia sono piuttosto scandalistici, questo volume è una seria analisi delle fonti dei suoi quadri (curata dallo stesso Marshall coordinatore del volume) con un saggio sulla "race line" di Greg Tate (che forse qualcuno conoscerà come leader della Burnt Sugar Orchestra). Se cercate saggi su Basquiat, i nomi da seguire sono questi più O'Brien. E naturalmente ci sono quasi 200 riproduzioni delle sue opere, tra cui quelle dedicate a Charlie Parker ("Charles the First") e alla discografia di jazz, trasformata in una sorta di mantra - "Jazz Discography, one and two". Un artista secondo il mio cuore!

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    Posted on Jul 15, 2009 | Add your feedback

Louis Armstrong and Paul Whiteman: two kings of jazz By Joshua Berrett
  • Le vite parallele di due re del jazz

    Joshua Berrett è uno dei maggiori studiosi di Armstrong, e il suo memorabile articolo sulle citazioni di arie d'opera nelle improvvisazioni di Satchmo è un caposaldo della letteratura jazzistica. Questo libro segue su due binari paralleli - sottolineando contatti, somiglianze e differenze - le vite ... (continue)

    Joshua Berrett è uno dei maggiori studiosi di Armstrong, e il suo memorabile articolo sulle citazioni di arie d'opera nelle improvvisazioni di Satchmo è un caposaldo della letteratura jazzistica. Questo libro segue su due binari paralleli - sottolineando contatti, somiglianze e differenze - le vite di Armstrong, unanimemente considerato oggi uno dei musicisti chiave della storia del jazz, e di Paul Whiteman, tradizionalmente maltrattato dalla critica in quanto sfruttatore delle idee dei musicisti neri ma in realtà personaggio di grande spessore musicale oltre che eccellente manager di sè stesso. Barrett scrive in maniera fluida ma ogni passaggio è frutto di approfondita ricerca e mostra una partecipazione emotiva alle storie dei suoi personaggi. Qualche imprecisione qua e là sarebbe stata evitabile con un più accurato editing (Europe non è nato a Washington, il cartoon di Betty Boop e Armstrong è descritto a memoria malgrado sia disponibile nell'Internet Archive) ma non detraggono dall'importanza del libro, che si pone accanto a "Lost Chords" - di ben altra mole e difficoltà - nel quadro di una più equilibrata valutazione del jazz delle origini nell'ambito più generale della musica leggera americana degli anni 20.

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    Posted on Jul 2, 2009 | Add your feedback

The language of jazz By Neil Powell
  • Inglese come una conversazione sul tempo che fa

    Da appassionato di jazz e di parole ho preso questo libro con grande aspettativa, ma sono rimasto un po' deluso. E' stato scritto nel 1997 ma sembra provenire dall'ambiente jazz inglese degli anni Cinquanta. La parte storica non tiene conto di nessuna delle più recenti acquisizioni (ripete la favola ... (continue)

    Da appassionato di jazz e di parole ho preso questo libro con grande aspettativa, ma sono rimasto un po' deluso. E' stato scritto nel 1997 ma sembra provenire dall'ambiente jazz inglese degli anni Cinquanta. La parte storica non tiene conto di nessuna delle più recenti acquisizioni (ripete la favola del contrabbasso che non veniva usato a New Orleans e dell'emigrazione a Chicago per la chiusura di Storyville); i gusti e la conoscenza del curatore arrivano a malapena a Parker (Charlie, non Evan) per cui il più moderno baritonista citato (in un libro inglese del 1997!) è Gerry Mulligan. Se vi interessa però la spiegazione del nome della prima band di Ken Colyer....
    Da leggere con tea and scones.

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    Posted on Jun 25, 2009 | Add your feedback

NATO's Secret Army; Operation Gladio and Terrorism in Western Europe: (Contemporary Security Policy (Paperback)) By Daniele Ganser
  • Le ramificazioni del terrorismo di stato in Europa dalla penisola iberica a quella anatolica

    Agghiacciante e documentatissima esposizione di quello che è stato fatto in Europa con la scusa di combattere il comunismo. Si capisce il caso Moro e la fine della sinistra in Italia nel 1978.

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    Posted on Nov 15, 2009 | Add your feedback

Songs Of The Greek Underworld: The Rebetika Tradition By Elias Petropoulos
  • 1 person find this helpful

    La miglior guida in inglese al "blues dell'Egeo"

    Scritta dal grande intellettuale dissidente Elias Petropoulos - che prendeva gusto a molestare le vacche sacre della cultura istituzionale nella Grecia dei colonnelli - e tradotto da Ed Emery, inglese di origine greca organizzatore dell'Hydra Rebetika Gathering - questo volumetto è a tutt'oggi la mi ... (continue)

    Scritta dal grande intellettuale dissidente Elias Petropoulos - che prendeva gusto a molestare le vacche sacre della cultura istituzionale nella Grecia dei colonnelli - e tradotto da Ed Emery, inglese di origine greca organizzatore dell'Hydra Rebetika Gathering - questo volumetto è a tutt'oggi la migliore guida in inglese a un genere musicale affascinante e pochissimo conosciuto in Italia: in attesa che qualche anima buona si dedichi alla traduzione di Rebetika Tragoudia, il magnum opus sul genere, che fu accolto con cinque mesi di galera per il suo autore. Arricchito da una introduzione sulla figura di Petropoulos e da una preziosa raccolta di testi curati da Emery, il libro situa fermamente il rebetiko nella cultura dell'Egeo condivisa dai popoli turco e greco, e ne descrive radici sociali, linguaggio ed evoluzione, con uno splendido apparato iconografico. Qualche errore musicologico (ad es. il kanun è identificato come santur nelle didascalie) non inficia la validità di questo libro. Trovare oggi del buon rebetiko in Grecia non è facile - ma si puo', spesso nei posti che sembrano meno "autentici".

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    Posted on Nov 29, 2009 | Add your feedback

Road to Rembetika: Music of the Greek Sub-culture By Gail Holst
  • 2 people find this helpful

    Canzoni d'amore, disperazione e droga

    Pubblicato per la prima volta nel 1975, questo è uno dei primissimi libri in inglese sul rebetico (ce ne è un altro della Butterworth che non ho mai trovato), ed è tutt'ora dopo 35 anni un lavoro fondamentale. Condotto da una etnologa australiana che si trasferì ad Atene per studiare la lingua e la ... (continue)

    Pubblicato per la prima volta nel 1975, questo è uno dei primissimi libri in inglese sul rebetico (ce ne è un altro della Butterworth che non ho mai trovato), ed è tutt'ora dopo 35 anni un lavoro fondamentale. Condotto da una etnologa australiana che si trasferì ad Atene per studiare la lingua e la musica, beneficia del lavoro pionieristico di Petropoulos ma lo aggiorna da una prospettiva diversa, raccontando il viaggio di una estranea nel profondo dell'animo rebetico, vicina al suo spirito ma distaccata dalle passioni e anche dalle violente discussioni che prevedibilmente attraversano il mondo della rebetologia (bellissimo termine coniato da Petropoulos). Corredato di splendide foto e ricche appendici informative, è un passaggio essenziale per comprendere questa musica.

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    Posted on Dec 2, 2009 | Add your feedback

The Belly Dancer In You By Ozel turkbas
  • Magica combinazione di eleganza e sensualità

    Malgrado non mi mancherebbe la materia prima, non ho intenzione di mettere in pratica i consigli della bella Ozel. In occasione della mia prima visita a Istanbul comprai uno dei suoi Lp (in una edizione turca dal vinile assai ruvido) e da allora ho raccolto tutti i materiali che la riguardano: con l ... (continue)

    Malgrado non mi mancherebbe la materia prima, non ho intenzione di mettere in pratica i consigli della bella Ozel. In occasione della mia prima visita a Istanbul comprai uno dei suoi Lp (in una edizione turca dal vinile assai ruvido) e da allora ho raccolto tutti i materiali che la riguardano: con la scusa di occuparmi della musica tradizionale turca posso guardare le figure, e qui c'è una straordinaria galleria di mosse, oltre che spartiti e ricette. Se andaste a Istanbul state lontani dagli spettacoli di danza del ventre - sono quasi tutte delle sòle, spesso con entraineuses russe. Bisogna rischiare Sulukule, prima che l'abbattano del tutto, ma non mi prendo responsabilità.

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    Posted on Sep 12, 2009 | Add your feedback

Paris - Pittsburgh A Story in Jazz: The Life of Nathan Davis By Gisela Albus
  • Una straordinaria personalità intellettuale e musicale che merita un lavoro più approfondito

    Ho trovato il nome di Nathan Davis in tanti posti diversi - con Ray Charles, Art Blakey ed Eric Dolphy ma anche come etnomusicologo alla Wesleyan - che non credevo fosse la stessa persona. E invece sì! Nato a Kansas City, precocissimo tenorista, si innamora dell'Europa per i consueti motivi - maggio ... (continue)

    Ho trovato il nome di Nathan Davis in tanti posti diversi - con Ray Charles, Art Blakey ed Eric Dolphy ma anche come etnomusicologo alla Wesleyan - che non credevo fosse la stessa persona. E invece sì! Nato a Kansas City, precocissimo tenorista, si innamora dell'Europa per i consueti motivi - maggiori possibilità di lavoro, minori problemi razziali - e porta la sua inesausta curiosità musicale in giro per il Vecchio Continente ed aree limitrofe negli anni 50 e 60 prima di essere chiamato ad insegnare negli USA, nella sua città natale, dove lavora dal 1969. Il libro è curioso, scritto da una tedesca in inglese ma con pezzi di citazioni lasciate in tedesco, ma l'importante sono le lunghe narrazioni di Davis in prima persona. Acuto, ironico e totalmente aperto ad ogni esperienza musicale, il sassofonista si rivela una personalità intellettuale oltre che musicale di prima grandezza. Peccato la curatrice non abbia verificato l'ortografia dei nomi turchi (il povero Emin Findikoglu (i senza puntino e g con la piccola v sopra) diventa un improbabile "Emil Findikole": la storia di Davis che fa una jam con i pastori turchi e i loro flauti nelle campagne di Adana è impagabile. Il suo Lp turco - in realtà è solo un brano in una collezione di pezzi per gli "intervalli"! - raggiunge prezzi stratosferici sul mercato del collezionismo. Speriamo che qualcuno si prenda la briga di fare un lavoro più completo e approfondito perchè la musica e la persona lo meritano.

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    Posted on Aug 6, 2009 | Add your feedback

Thriving on a Riff: Jazz and Blues Influences in African American Literature and Film
The Bear Comes Home By Rafi Zabor
  • 1 person find this helpful

    un orso che incarna l'anima altra e poetica del jazz

    Per il mio gusto sono pochissimi i libri che si avvicinano all'essenza del jazz. In nessuno di essi si sfrutta il consunto immaginario di Lester Young nella sua camera d'albergo o si usano parolacce per creare atmosfera (in modo imitativo dell'americano e quindi goffo rispetto alle parolacce in ital ... (continue)

    Per il mio gusto sono pochissimi i libri che si avvicinano all'essenza del jazz. In nessuno di essi si sfrutta il consunto immaginario di Lester Young nella sua camera d'albergo o si usano parolacce per creare atmosfera (in modo imitativo dell'americano e quindi goffo rispetto alle parolacce in italiano: una frase tipo "Ragazzo, suona quel dannato sassofono" è per me talmente finta, ritagliata nel cartone da spingermi a chiudere e dimenticare il libro). Rafi Zabor narra di un orso sassofonista che ha i suoi problemi a integrarsi, e centra in un racconto dal realismo alla Bulgakov l'essenza altra e non integrabile del jazz. Assieme al Persecutore e a "Il Sax Basso" uno dei pochissimi libri di narrativa pura sul jazz che tengo sullo scaffale accanto ai grandi saggi e alle biografie fondamentali, perchè aggiungono una dimensione emotiva ulteriore.

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    Posted on Feb 3, 2009 | Add your feedback

The World That Made New Orleans: From Spanish Silver to Congo Square By Ned Sublette
  • 1 person find this helpful

    La chiave per la comprensione della nascita del jazz

    Chi vuol capire il jazz deve capire la complessità di New Orleans e per far questo non esiste strumento migliore di questo straordinario libro di Ned Sublette. Dalla scoperta dell'America attraverso la tratta degli schiavi alle guerre tra le potenze coloniali, il libro spiega con linguaggio piano ma ... (continue)

    Chi vuol capire il jazz deve capire la complessità di New Orleans e per far questo non esiste strumento migliore di questo straordinario libro di Ned Sublette. Dalla scoperta dell'America attraverso la tratta degli schiavi alle guerre tra le potenze coloniali, il libro spiega con linguaggio piano ma traendo le sue fonti da una enorme erudizione come mai New Orleans ha avuto un tale impatto sulla musica USA. Essenziale.

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    Posted on Jan 29, 2009 | Add your feedback

The Swing Era: The Development of Jazz, 1930-1945 (The History of Jazz) By Gunther Schuller
Free Jazz: (The Roots of Jazz) By Ekkehard Jost
Insidetracks: A First-Hand History of Popular Music from the World's Greatest Record Producers and Engineers By Richard Buskin
A Spiral Way: How the Phonograph Changed Ethnography By Erika Brady
Sound Revolutions: A Biography of Fred Gaisberg, Founding Father of Commercial Sound Recording By Jerrold Northrop Moore
Jazz Tales By Elena Carminati
Groucho Letters By Groucho Marx
Billie Holiday By Stuart Nicholson
Is Jazz Dead?: (Or Has It Moved to a New Address) By Stuart Nicholson
Space Is the Place: The Lives and Times of Sun Ra By John F. Szwed
The Immeasurable Equation: The Collected Poetry and Prose By Sun Ra
Pathways to Unknown Worlds: Sun-Ra, El Saturn and Chicago's Afro-futurist Underground 1954-68 By John Corbett
The Wisdom of Sun-Ra: Sun Ra's Polemical Broadsheets and Streetcorner Leaflets By Sun Ra
A New History of Jazz, Second Edition By Alyn Shipton
Makam: Modal Practice in Turkish Art Music By Karl Signell
Turkish Folklore and Oral Literature: Selected Essay of Ilhan Basgoz By Ilhan Basgoz
  • Raccolta di saggi di uno dei fondatori dell'etnografia scirntifica in Turchia

    L'opera di Ilhan Basgoz è fondamentale per chi si interessi della cultura popolare turca, dai miti raccontati in musica al teatro delle ombre, e questa raccolta ne traduce vari saggi che trattano di antica poesia popolare e delle sue relazioni con i miti anatolici e centroasiatici. Non so perchè il ... (continue)

    L'opera di Ilhan Basgoz è fondamentale per chi si interessi della cultura popolare turca, dai miti raccontati in musica al teatro delle ombre, e questa raccolta ne traduce vari saggi che trattano di antica poesia popolare e delle sue relazioni con i miti anatolici e centroasiatici. Non so perchè il numero ISBN ben in evidenza sia sul libro che sul sito della Indiana University Press non sia accettato da anobii!

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    Posted on Jan 3, 2009 | Add your feedback

Anthony Braxton Discography By Francesco Martinelli
The Turkish Language Reform: A Catastrophic Success By Geoffrey Lewis
Blutopia: Visions of the Future and Revisions of the Past in the Work of Sun Ra, Duke Ellington, and Anthony B… By Graham Lock
Forces in Motion: The Music and Thoughts of Anthony Braxton (A Da Capo Paperback) By Graham Lock
New Musical Figurations: Anthony Braxton's Cultural Critique By Ronald M. Radano
Mixtery: A Festschrift for Anthony Braxton
MUSIC OF ANTHONY BRAXTON: (The Excelsior Profile Series of American Composers) By HEFFLEY
Eric Dolphy: A Musical Biography and Discography By Vladimir Simosko, Barry Tepperman
Lennie Tristano: His Life in Music (Jazz Perspectives) By Eunmi Shim
  • Finalmente il libro di riferimento sul pianista italoamericano

    Malgrado gli sforzi di un gruppo di studiosi illuminati - tra noi specialmente Franco Fayenz - Tristano non occupa ancora il posto che gli spetta nel Pantheon jazzistico. Creatore della più severa disciplina per i suoi studenti basata sullo studio di Parker e Bach, fondatore della didattica jazzisti ... (continue)

    Malgrado gli sforzi di un gruppo di studiosi illuminati - tra noi specialmente Franco Fayenz - Tristano non occupa ancora il posto che gli spetta nel Pantheon jazzistico. Creatore della più severa disciplina per i suoi studenti basata sullo studio di Parker e Bach, fondatore della didattica jazzistica, precursore dell'uso del nastro magnetico come strumento creativo, ispiratore del free (nel 1949!) e del minimalismo (negli anni Cinquanta) finalmente viene descritto in tutta la sua ricchezza e complessità dalla studiosa americana.

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    Posted on Dec 29, 2008 | Add your feedback

How Equal Temperament Ruined Harmony: (and Why You Should Care) By Ross W. Duffin
  • 2 people find this helpful

    Tra arte e scienza, il problema del rapporto tra scala "naturale" e intonazione

    Frequentando prima il jazz e poi le musiche extraeuropee sono particolarmente interessato alla esplorazione di quelli che un po' colonialisticamente chiamiamo "microtoni": le note al di là delle 12 codificate dalla tastiera pianistica, e il cui uso fa parte della storia e dell'attualità di quasi tut ... (continue)

    Frequentando prima il jazz e poi le musiche extraeuropee sono particolarmente interessato alla esplorazione di quelli che un po' colonialisticamente chiamiamo "microtoni": le note al di là delle 12 codificate dalla tastiera pianistica, e il cui uso fa parte della storia e dell'attualità di quasi tutte le musiche, il temperamento equabile essendo l'eccezione (sia pur dominante) più che la regola. Se siete alla ricerca di relativizzare il vostro ascolto, e accettare quelle piccole sfumature in altezza che l'Ottocento europeo ha espunto, questo libro esposto in maniera chiara e rigorosa è una eccellente guida ai misteri dei "comma" che stanno tra il do diesis e il re bemolle, e vi farà realizzare che il circolo delle quinte è in realtà una infinita spirale...

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The Jazz Cadence of American Culture By Robert G. O'Meally
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    Stimolante raccolta di saggi

    Il bello di questa raccolta sta nel fatto che non propone una visione univoca del ruolo del jazz nella cultura americana, ma al contrario ne arricchisce l'importanza sottolineandone le molte diverse interpretazioni possibili. Ispirata a una osservazione di Ellison secondo cui il jazz sta alla base d ... (continue)

    Il bello di questa raccolta sta nel fatto che non propone una visione univoca del ruolo del jazz nella cultura americana, ma al contrario ne arricchisce l'importanza sottolineandone le molte diverse interpretazioni possibili. Ispirata a una osservazione di Ellison secondo cui il jazz sta alla base della cultura americana, il libro raccoglie contributi relativi all'architettura (Ann Douglas), all'etimologia irrisolta della parola jazz (Alan P. Merriam e Fradley H. Garner), all'improvvisazione da parte del romanziere e biografo di Basie Albert Murray, e all'idea di "riff (James A. Snead). Altri articoli di Stanley Crouch, Amiri Baraka e Michael Eric Dyson (sulla relazione tra jazz e pallacanestro) e due interviste (Benny Golson e Wynton Marsalis) completano questo prezioso volume, frutto del lavoro del gruppo di studi sul jazz alla Columbia.

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