L'avevo letto e riletto almeno 5 o 6 volte qualche hanno fa come tutti gli altri della serie, poi per qualche motivo non li avevo più toccati fino ad ora, che ho deciso di rileggerli tutti. Questo me lo ricordavo molto più piatto e molto meno interessante, invece è stato molto piacevole da rileggere
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L'avevo letto e riletto almeno 5 o 6 volte qualche hanno fa come tutti gli altri della serie, poi per qualche motivo non li avevo più toccati fino ad ora, che ho deciso di rileggerli tutti. Questo me lo ricordavo molto più piatto e molto meno interessante, invece è stato molto piacevole da rileggere e ritrovare l'atmosfera più incantata e rilassata dei primi libri, quando i nostri erano ancora bambini, dicono sempre che lo stile di Harry Potter è cresciuto con Harry, ed è vero, più harry cresce e più i libri si fanno riflessivi e cupi, ma ci sono momenti in cui non dispiace tornare alla semplicità dei primi libri, da qui le quattro stelle, perché ho capito che nonostante sia effettivamente semplice, immediato e molto poco epico, quasi infantile, è comunque molto bello.
Spero di aver trovato il libro giusto, autore ed editore corrispondono, ma io ho usato l'edizione del 1979 di mia madre, introvabile su Anobii, spero che anche nelle seguenti non sia cambiato troppo. Chiaro, semplice e con esempi ed esercizi spiegati e commentati, mi è stato di grande aiuto per prep
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Spero di aver trovato il libro giusto, autore ed editore corrispondono, ma io ho usato l'edizione del 1979 di mia madre, introvabile su Anobii, spero che anche nelle seguenti non sia cambiato troppo. Chiaro, semplice e con esempi ed esercizi spiegati e commentati, mi è stato di grande aiuto per preparare l'esame.
In scala da 1 a 10 sarebbe un 7 e mezzo... e non è una battuta riferita alle carte da gioco
Sono molto indecisa su questo libro: dopo avermi veramente preso per quasi tutto il tempo, nel finale mi è nettamente decaduto. La trama, di per sè, non punta sull'originalità: il classico studioso/nerd/archeologo/whatever che insieme a una compagna rigorosamente donna e a qualche alleato trovato lu
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Sono molto indecisa su questo libro: dopo avermi veramente preso per quasi tutto il tempo, nel finale mi è nettamente decaduto. La trama, di per sè, non punta sull'originalità: il classico studioso/nerd/archeologo/whatever che insieme a una compagna rigorosamente donna e a qualche alleato trovato lungo la strada deve rintracciare un manoscritto/opera d'arte/whatever perduto tramite labili indizi sparsi in giro per i musei di tutto il mondo e salvare qualcuno da una probabile morte. Solo che qui abbiamo anche la storia narrata dal punto di vista dell'AUTORE dell'opera che si sta cercando, che si alterna (un capitolo sì e uno no) a quella del nostro eroe in ricerca. Inizialmente la cosa mi aveva infastidito, perché a me, con tutto il rispetto, di questo Johannes non è che me ne importasse poi molto, preferivo seguire la storia del poveretto inseguito dai Cattivi (come Dan Brown insegna), poi, però, anche questo ramo della storia si è animato e il libro è diventato molto piacevole e intrigante in ogni capitolo. Fra i lati positivi, infatti, spicca appunto la storia di Johann che, nonostante qualche punto morto, porta passo per passo a conoscere questo personaggio che poi si rivelerà molto famoso (potrei anche dire chi è, tanto quei genii che hanno scritto la trama hanno pensato bene di dirlo lì, per la serie "spoilerare con classe"), con il risultato che alla fine al lettore gliene frega qualcosa che quest'opera venga ritrovata e non rischia di arrivare alla fine pensando: "okay, era preziosa, però che esagerati..." Altro punto a favore, oltre al fatto che, a una profana come me, la parte sul medioevo è sembrata molto realistica, è la figura di Drach, alias "Il Maestro delle Carte da Gioco", come spiega bene lo stesso Harper a fine libro, il Maestro esiste davvero, ed era un artista anonimo che lui ha incarnato nel personaggio di Drach. Il risultato è un personaggio che non ho potuto fare a meno di amare, nella sua passione per l'arte, per la perfezione, nella sua libertà, Drach contrasta con tutti gli altri personaggi medievali, che, un po' alla volta si lasciano strappare l'entusiasmo e rimangono incatenati nei vincoli dei prestiti e dei guadagni. Enigmatica è l'evoluzione di Drach nel finale, con la stampa del suo secondo bestiario, ma senza dubbio un'uscita di scena ad effetto per un gran personaggio. Veniamo ai lati negativi: 1) Emily -.-" Hai intenzione di dirmi un'altra volta quanto sia dolce, carina e innocente, Harper? No, seriamente, io Emily non la sopportavo, quando ha deciso di partire con Nick mi sono disperata e quando hanno fatto l'amore ho pianto al funerale dell'originalità. Per qualche gloriosa pagina, dopo che Emily (alla banca francese, mi pare) tira fuori dalla borsa qualcosa come 1000 (mille!!) euro come se fossero noccioline, ho avuto l'utopica illusione che in realtà lei fosse alleata con i Cattivi per arrivare al manoscritto, cavolo, mi dite una che lavora in un museo da dove li tira fuori tutti quei soldi!? 2) La svolta finale di Gillian. Era davvero necessaria? Questo pseudo-tradimento non ben chiaro e oltretutto stupido, perchè poteva non funzionare in un milione di modi, era essenziale ai fini della trama? L'ho trovato un tentativo mal riuscito di inserire un colpo di scena che mi ha solo portato confusione. 3) La Chiesa come Nemico Supremo. Solo io comincio ad averne abbastanza di questa soluzione trita e ritrita? Della Chiesa che vuole nascondere le cosa che gli stanno scomode, che arruola assassini eccetera eccetera? Dai... ho capito che lo hanno fatto in passato, lo fanno ancora e concordo che sia una cosa abominevole, ma non si potrebbe per una volta mettere un cattivo diverso? Non se ne può più!
Concludo consigliando questo libro a quelli che vogliono una lettura entusiasmante ma non impegnativa e raccomando VIVAMENTE a chiunque di farsi un giretto su internet, visto che ci siete per cercare qualche informazione in più sul Maestro delle Carte da Gioco e sulle sue opere, le sue carte sono effettivamente bellissime.
PS. Oh, traduttori, ma 'sti accidenti di congiuntivi li vogliamo imparare?!
un giudizio in due parole su Stecco: piacevolmente superficiale. Se state cercando grandi amori o riflessioni su cosa siano la vita e la scuola per un adolescente d'oggi, avete indubbiamente sbagliato libro. Premesso questo, Stecco è un libro piacevole; io l'ho iniziato perchè la trama preannunciava
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un giudizio in due parole su Stecco: piacevolmente superficiale. Se state cercando grandi amori o riflessioni su cosa siano la vita e la scuola per un adolescente d'oggi, avete indubbiamente sbagliato libro. Premesso questo, Stecco è un libro piacevole; io l'ho iniziato perchè la trama preannunciava sì la solita storia adolescenziale, ma scritta con uno stile ironico e sarcastico che prometteva un buon divertimento, e non sono stata delusa. (Ci tengo a sottolineare che dopo essere stata traumatizzata per tutte le medie da compagne che recitavano a memoria 3MSC e altri libri del genere, tanto che li conosco tutti anch'io senza averli mai letti, non avevo mai preso in mano un libro del genere) L'impressione generale è appunto quella di un libro un po' superficiale, che mira solo a raccontare una storia classica in modo originale, e non ad approfondire i personaggi. Realistici alcuni comportamenti (la fighetta che era stata amica d'infanzia dello sfigato, ma ormai lo chiama solo per farsi fare i compiti), un po' esagerati altri (I protagonisti sembrano aver deciso di rimarcare la taglia di reggiseno di ogni essere umano femminile che compare nella storia). Una cosa che mi ha piacevolmente colpito è il fatto che questo storia non segue i soliti finali ad improbabile lieto fine in cui il "brutto anatroccolo" diventa bellissimo e disinvolto, tanto che il/la VIP di turno si scopre immensamente innamorato di lui/lei. Qui Stecco è sfigato all'inizio e lo rimane alla fine, anche se forse in maniera più leggera, e, come è ovvio, la fighetta di cui è innamorato non se lo sogna neanche di filarselo. In conclusione, un libro superficiale ma ben scritto, con uno stile ironico e davvero divertente. Non resta niente dentro a fine lettura, se non qualche battuta migliore delle altre, ma resta comunque una buona storia d'intrattenimento.
Harry potter e la pietra Filosofale
L'avevo letto e riletto almeno 5 o 6 volte qualche hanno fa come tutti gli altri della serie, poi per qualche motivo non li avevo più toccati fino ad ora, che ho deciso di rileggerli tutti.continue)
Questo me lo ricordavo molto più piatto e molto meno interessante, invece è stato molto piacevole da rileggere ... (
L'avevo letto e riletto almeno 5 o 6 volte qualche hanno fa come tutti gli altri della serie, poi per qualche motivo non li avevo più toccati fino ad ora, che ho deciso di rileggerli tutti.
Questo me lo ricordavo molto più piatto e molto meno interessante, invece è stato molto piacevole da rileggere e ritrovare l'atmosfera più incantata e rilassata dei primi libri, quando i nostri erano ancora bambini, dicono sempre che lo stile di Harry Potter è cresciuto con Harry, ed è vero, più harry cresce e più i libri si fanno riflessivi e cupi, ma ci sono momenti in cui non dispiace tornare alla semplicità dei primi libri, da qui le quattro stelle, perché ho capito che nonostante sia effettivamente semplice, immediato e molto poco epico, quasi infantile, è comunque molto bello.
Lezioni di analisi matematica. Vol. 1
Spero di aver trovato il libro giusto, autore ed editore corrispondono, ma io ho usato l'edizione del 1979 di mia madre, introvabile su Anobii, spero che anche nelle seguenti non sia cambiato troppo.continue)
Chiaro, semplice e con esempi ed esercizi spiegati e commentati, mi è stato di grande aiuto per prep ... (
Spero di aver trovato il libro giusto, autore ed editore corrispondono, ma io ho usato l'edizione del 1979 di mia madre, introvabile su Anobii, spero che anche nelle seguenti non sia cambiato troppo.
Chiaro, semplice e con esempi ed esercizi spiegati e commentati, mi è stato di grande aiuto per preparare l'esame.
La città dei libri proibiti
***This comment contains spoilers! ***
Sono molto indecisa su questo libro: dopo avermi veramente preso per quasi tutto il tempo, nel finale mi è nettamente decaduto.continue)
La trama, di per sè, non punta sull'originalità: il classico studioso/nerd/archeologo/whatever che insieme a una compagna rigorosamente donna e a qualche alleato trovato lu ... (
Sono molto indecisa su questo libro: dopo avermi veramente preso per quasi tutto il tempo, nel finale mi è nettamente decaduto.
La trama, di per sè, non punta sull'originalità: il classico studioso/nerd/archeologo/whatever che insieme a una compagna rigorosamente donna e a qualche alleato trovato lungo la strada deve rintracciare un manoscritto/opera d'arte/whatever perduto tramite labili indizi sparsi in giro per i musei di tutto il mondo e salvare qualcuno da una probabile morte.
Solo che qui abbiamo anche la storia narrata dal punto di vista dell'AUTORE dell'opera che si sta cercando, che si alterna (un capitolo sì e uno no) a quella del nostro eroe in ricerca.
Inizialmente la cosa mi aveva infastidito, perché a me, con tutto il rispetto, di questo Johannes non è che me ne importasse poi molto, preferivo seguire la storia del poveretto inseguito dai Cattivi (come Dan Brown insegna), poi, però, anche questo ramo della storia si è animato e il libro è diventato molto piacevole e intrigante in ogni capitolo.
Fra i lati positivi, infatti, spicca appunto la storia di Johann che, nonostante qualche punto morto, porta passo per passo a conoscere questo personaggio che poi si rivelerà molto famoso (potrei anche dire chi è, tanto quei genii che hanno scritto la trama hanno pensato bene di dirlo lì, per la serie "spoilerare con classe"), con il risultato che alla fine al lettore gliene frega qualcosa che quest'opera venga ritrovata e non rischia di arrivare alla fine pensando: "okay, era preziosa, però che esagerati..."
Altro punto a favore, oltre al fatto che, a una profana come me, la parte sul medioevo è sembrata molto realistica, è la figura di Drach, alias "Il Maestro delle Carte da Gioco", come spiega bene lo stesso Harper a fine libro, il Maestro esiste davvero, ed era un artista anonimo che lui ha incarnato nel personaggio di Drach. Il risultato è un personaggio che non ho potuto fare a meno di amare, nella sua passione per l'arte, per la perfezione, nella sua libertà, Drach contrasta con tutti gli altri personaggi medievali, che, un po' alla volta si lasciano strappare l'entusiasmo e rimangono incatenati nei vincoli dei prestiti e dei guadagni. Enigmatica è l'evoluzione di Drach nel finale, con la stampa del suo secondo bestiario, ma senza dubbio un'uscita di scena ad effetto per un gran personaggio.
Veniamo ai lati negativi:
1) Emily -.-"
Hai intenzione di dirmi un'altra volta quanto sia dolce, carina e innocente, Harper?
No, seriamente, io Emily non la sopportavo, quando ha deciso di partire con Nick mi sono disperata e quando hanno fatto l'amore ho pianto al funerale dell'originalità.
Per qualche gloriosa pagina, dopo che Emily (alla banca francese, mi pare) tira fuori dalla borsa qualcosa come 1000 (mille!!) euro come se fossero noccioline, ho avuto l'utopica illusione che in realtà lei fosse alleata con i Cattivi per arrivare al manoscritto, cavolo, mi dite una che lavora in un museo da dove li tira fuori tutti quei soldi!?
2) La svolta finale di Gillian.
Era davvero necessaria? Questo pseudo-tradimento non ben chiaro e oltretutto stupido, perchè poteva non funzionare in un milione di modi, era essenziale ai fini della trama? L'ho trovato un tentativo mal riuscito di inserire un colpo di scena che mi ha solo portato confusione.
3) La Chiesa come Nemico Supremo.
Solo io comincio ad averne abbastanza di questa soluzione trita e ritrita? Della Chiesa che vuole nascondere le cosa che gli stanno scomode, che arruola assassini eccetera eccetera?
Dai... ho capito che lo hanno fatto in passato, lo fanno ancora e concordo che sia una cosa abominevole, ma non si potrebbe per una volta mettere un cattivo diverso? Non se ne può più!
Concludo consigliando questo libro a quelli che vogliono una lettura entusiasmante ma non impegnativa e raccomando VIVAMENTE a chiunque di farsi un giretto su internet, visto che ci siete per cercare qualche informazione in più sul Maestro delle Carte da Gioco e sulle sue opere, le sue carte sono effettivamente bellissime.
PS. Oh, traduttori, ma 'sti accidenti di congiuntivi li vogliamo imparare?!
Stecco. Come ho perso il soprannome e trovato la ragazza
un giudizio in due parole su Stecco: piacevolmente superficiale.continue)
Se state cercando grandi amori o riflessioni su cosa siano la vita e la scuola per un adolescente d'oggi, avete indubbiamente sbagliato libro.
Premesso questo, Stecco è un libro piacevole; io l'ho iniziato perchè la trama preannunciava ... (
un giudizio in due parole su Stecco: piacevolmente superficiale.
Se state cercando grandi amori o riflessioni su cosa siano la vita e la scuola per un adolescente d'oggi, avete indubbiamente sbagliato libro.
Premesso questo, Stecco è un libro piacevole; io l'ho iniziato perchè la trama preannunciava sì la solita storia adolescenziale, ma scritta con uno stile ironico e sarcastico che prometteva un buon divertimento, e non sono stata delusa.
(Ci tengo a sottolineare che dopo essere stata traumatizzata per tutte le medie da compagne che recitavano a memoria 3MSC e altri libri del genere, tanto che li conosco tutti anch'io senza averli mai letti, non avevo mai preso in mano un libro del genere)
L'impressione generale è appunto quella di un libro un po' superficiale, che mira solo a raccontare una storia classica in modo originale, e non ad approfondire i personaggi.
Realistici alcuni comportamenti (la fighetta che era stata amica d'infanzia dello sfigato, ma ormai lo chiama solo per farsi fare i compiti), un po' esagerati altri (I protagonisti sembrano aver deciso di rimarcare la taglia di reggiseno di ogni essere umano femminile che compare nella storia).
Una cosa che mi ha piacevolmente colpito è il fatto che questo storia non segue i soliti finali ad improbabile lieto fine in cui il "brutto anatroccolo" diventa bellissimo e disinvolto, tanto che il/la VIP di turno si scopre immensamente innamorato di lui/lei. Qui Stecco è sfigato all'inizio e lo rimane alla fine, anche se forse in maniera più leggera, e, come è ovvio, la fighetta di cui è innamorato non se lo sogna neanche di filarselo.
In conclusione, un libro superficiale ma ben scritto, con uno stile ironico e davvero divertente. Non resta niente dentro a fine lettura, se non qualche battuta migliore delle altre, ma resta comunque una buona storia d'intrattenimento.
Artemis Fowl vol. 8
Quando finirò di disperarmi per la fine della mia infanzia (ho 20 anni, ma fa lo stesso) farò una recensione degna.