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Libri Italia…
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- Sotto il cielo di Buenos Aires (9)
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By Daniela Palumbo -
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- La neve era sporca (1761)
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By Georges Simenon -
Finished on May 15, 2013 




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- Racconti siciliani (249)
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By Danilo Dolci -
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- Treno di notte per Lisbona (1338)
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By Pascal Mercier -
Finished on May 5, 2013 




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“Questa è l’introduzione» disse il libraio e cominciò a sfogliare il libro. «E così, a quanto pare, comincia, capitolo dopo capitolo, a scavare alla ricerca di tutte le esperienze sepolte. Essere l’archeologo di se stesso. Ci sono capitoli di parecchie pagine, e poi altri brevissimi. Qui, per esemp ... (
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May 5, 2013 |
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- Mio fratello Simple (352)
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By Marie-Aude Murail -
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- Francesco (13)
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By Giovanni Nucci -
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- Noi siamo così (9)
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By Luisa Mattia -
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- Messaggi da lontano (7)
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By Mariapia Veladiano -
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- Signora in rosso su fondo grigio (12)
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By Delibes Miguel -
Finished on May 1, 2013
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Signora in rosso su fondo grigio
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“Io non so immaginare la mamma come una maschera, a sbavare in un ospedale psichiatrico o paralizzata per il resto della vita. Se la morte è inevitabile, non sarà stato meglio così?”
E’ una domanda aperta, la conclusione del romanzo.
(Io ho la mia risposta. Non ci si rassegna alla morte, ma è ancor ... (continue ) -
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May 1, 2013 |
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- Il tuo nome sulla neve. Gnanca na busìa. Il romanzo di una vita scritto su un lenzuolo (7)
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By Clelia Marchi -
Finished on Apr 21, 2013
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Il tuo nome sulla neve. Gnanca na busìa. Il romanzo di una vita scritto su un lenzuolo
13 people find this helpful -
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Apr 21, 2013 |
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- Il duende (16)
- Teoria e giuoco
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By Lorca Federico Garcia -
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- Nella gabbia (23)
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By Henry James -
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- La rivincita di Capablanca (244)
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By Fabio Stassi -
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- La rizzagliata (2231)
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By Andrea Camilleri -
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- Il paese delle prugne verdi (1525)
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By Herta Müller -
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La neve era sporca
In una fredda regione che vive l’occupazione militare (non si nominano mai aquile e svastiche, ma tant’è, e non serve omettere i simboli per "renderla universale", è altro che rende "universale" una storia), si consumano molti drammi.continue)
I “resistenti”, violinisti, universitari, vengono portati via, ... (
In una fredda regione che vive l’occupazione militare (non si nominano mai aquile e svastiche, ma tant’è, e non serve omettere i simboli per "renderla universale", è altro che rende "universale" una storia), si consumano molti drammi.
I “resistenti”, violinisti, universitari, vengono portati via, c’è chi fa il doppiogioco, non ci si può fidare di nessuno.
Gli altri resistono alla fame facendo lunghe file con le tessere, adattandosi a lavori umili, stringendo con dei cenci grigi ciò che resta degli stivali.
C’è sempre qualcuno che ci guadagna, dalle miseria altrui.
Occorre naturalmente una buona dose di amoralità.
Il finto salone di manicure di Lotte, un piccolo bordello casalingo, ha sempre il pieno.
Ragazzotte che vengono dalla campagna, carne fresca che un po’ fa da buco e un po’ fa da serva, un paio di mesi e si rinnova il parterre, ai clienti piacciono le novità.
Lotte ha un figlio.
E’ viziato, Frank.
Ha cose che non solo i suoi pischelletti coetanei non possono neanche sognare: cappotto nuovo, cibi abbondanti, femmine a disposizione, soldi da spendere nei pochi locali aperti.
Un ragazzo a cui volentieri avrei mollato una trentina di schiaffoni a mano aperta sul muso.
E già, perché nella bambagia del suo benessere, la noia la fa da padrona.
Il desiderio di possedere una pistola lo conduce ad assassinare un uomo, così, a freddo, nella più totale indifferenza.
Ma l’assenza di morale non avrebbe avuto terreno fertile se il gesto non fosse stato accompagnato da un atto di sfida.
Un testimone.
Farsi vedere lì, sul luogo del delitto, puntare la torcia su di sé, per farsi riconoscere.
Perché?
Di certo le sbruffonerie, a prescindere dalla gravità, senza un ipotetico pubblico non hanno una vita lunga.
Ma c’è qualcosa di più.
E’ nel piacere della sfida, nel piacere di sfidare il destino .
(Prendetemi, se siete capaci. Denunciatemi, se siete capaci.)
Stronzo.
L’assassinio per il possesso ludico della pistola sarà il primo passo di un percorso di abiezione totale: Frank arriverà a cedere la verginità della sua vicina di casa, nonché braverrima ragazzina di lui innamorata, ad un vecchio porco.
Ma la resa dei conti non tarderà a venire.
Da qualche parte qualcuno sa. E sa tutto, sa più cose di quante Frank possa immaginare.
(nessuno può controllare il proprio destino, anche quando cerca in tutti i modi di autodisciplinarsi)
E’ indubbio che in questo romanzo si respiri un’aria claustrofobica e malsana, e la lettura ha una sua “maldestra” piacevolezza.
Ma ma ma.
C’è qualcosa che non mi quadra.
Se l’ambientazione, la scenografia, lo sfondo – il sospetto, la spregiudicatezza, lo “squilibrio morale”, il sistema di controllo e di oppressione degli occupanti – mi sono sembrati molto efficaci, molto “pregnanti”, meno convincente mi è sembrata la tenuta della trama, soprattutto nel finale, e ancora meno convincente lo stesso personaggio di Frank.
Che la fanciullina violata e il suo papino si rechino a far visita al carcerato - io ti amo e io ti perdono, tu sei mio figlio che voleva fare il medico e si è suicidato - mi è sembrato davvero un escamotage narrativo proprio tirato per i capelli affinchè il protagonista potesse compiere definitivamente il percorso di redenzione morale, intrapreso grazie al trattamento privilegiato che gli riservano i servizi rispetto agli altri detenuti pur sapendo ogni cosa dei suoi affari e movimenti.
(tanto tempo per pensare)
Mi pare che Simenon abbia messo in atto tutto il mestiere di scrittore (resta comunque un autore seriale, mica Dosto) utilizzando un clichè già sperimentato e cambiandolo di segno.
Frank è un Popinga di segno contrario.
(e in senso traslato anche la struttura dello sfondo dei romanzi è invertita, pensavo al chiacchiericcio dei giornalisti, in quello, e al silenzio asciutto degli interrogatori, in questo)
Come Popinga scappa dalla banalità del vivere quotidiano e si trasforma in altro, Frank rinuncia alla sregolatezza e comincia un percorso di ascesi morale e sentimentale, addestrandosi al sonno, al silenzio, innamorandosi della donna alla finestra, e completandolo con la luna di miele del pensiero verso l’angelica Sissy, colei che tutto perdona per amore, prima di accettare la propria fine.
Insomma, troppe perplessità rispetto alla trama e alla caratterizzazione dei personaggi perché possa considerarlo un ottimo romanzo.