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By Italo Svevo -
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By Albert Camus -
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- David Copperfield (5180)
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By Charles Dickens -
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I classici della letteratura. Audioteca Liber Liber. Tempo: 36 ore. Traduzione di Silvio Spaventa. Lettura di Silvia Cecchini.
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Io la definirei una storia di cuori raccontata a dei cuori. Non nel senso di fiaba sdolcinata e melensa, ma nel se ... (continue ) -
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May 24, 2012 |
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- L'opera completa di Gauguin (23)
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By Silla Zamboni -
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- (offerta di canti)
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By Rabindranath Tagore -
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"Lascia queste nenie, canti e dir di rosari! Chi adori in questo solitario e scuro angolo del tempio dalle porte chiuse? Apri gli occhi e guarda! Il tuo Dio non ti è innanzi.
Egli è là dove il contadino ara la dura zolla e lo spaccapietre lavora. Egli è con loro, al sole e alla pioggia, e le sue ve ... (continue ) -
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Apr 23, 2012 |
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- La tregua (5895)
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By Primo Levi -
Finished in 2012 




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Radio 3. Ad alta voce. Tempo: 8 ore. Lettura di Valentina Carnelutti.
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Ma come scrive bene questo autore! L'avevo già notato con "Se questo è un uomo", ma in quel caso il dolore delle vicende narrate (la vita nel lager) aveva fatto passare i ... (continue ) -
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Apr 9, 2012 |
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By Andrea Vitali -
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- Flush (445)
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By Virginia Woolf -
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Radio 3. Ad alta voce. Traduzione di Chiara Valerio.
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Biografia di un cocker spaniel e, attraverso quello che vede e che annusa, quello che pensa e che sente, anche un po' biografia della sua propr ... (continue ) -
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Apr 11, 2012 |
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- Le mosche - Porta chiusa (277)
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By Jean-Paul Sartre -
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-> Le mosche.
Riscrittura delle "Coefore" di Eschilo. Bella scrittura e varie letture: libertà e desiderio di appartenenza, scelta e responsabilità, il senso di colpa come strumento di controllo sociale, lo scetticismo verso le credenze come origine di serenità o destabilizzante generatore di an ... (continue ) -
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Apr 7, 2012 |
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La coscienza di Zeno
Zeno Cosini, borghese agiato, uomo senza una stella fissa, a facce intercambiabili (sia nell'atteggiamento verso la moglie, che verso il padre o il lavoro), guidato dalle circostanze più che dalla volontà, che non sceglie o sceglie di non scegliere (per comodità? per debolezza? per indifferenza?), c ... (continue)
Zeno Cosini, borghese agiato, uomo senza una stella fissa, a facce intercambiabili (sia nell'atteggiamento verso la moglie, che verso il padre o il lavoro), guidato dalle circostanze più che dalla volontà, che non sceglie o sceglie di non scegliere (per comodità? per debolezza? per indifferenza?), che si rifugia in malattie più o meno immaginarie, si racconta in una autoanalisi sincera ma dalla mollezza indisponente, fino a quando la guerra lo porta a considerare le sue nevrosi personali in un'altra prospettiva, quella di una più minacciosa nevrosi planetaria.
Solo con le riflessioni finali del protagonista sono riuscita a dare un senso al romanzo intero. Nonostante questo o forse proprio per questo, la parte precedente mi è sembrata prolissa e confesso che per la prima volta sono stata contenta di aver ascoltato una riduzione.
"La guerra m'ha raggiunto. [...] Io avevo vissuto in piena calma in un fabbricato di cui il piano terra bruciava e non avevo previsto che prima o poi tutto il fabbricato con me si sarebbe sprofondato nelle fiamme. La guerra mi prese, mi squassò come un cencio [...]. Da un giorno all'altro io fui un uomo del tutto nuovo..."
"Io sono guarito. Non solo non voglio fare la psicanalisi ma non ne ho neppur di bisogno. E la mia salute non proviene solo dal fatto che mi sento un privilegiato in mezzo a tanti martiri, non è per il confronto ch'io mi senta sano, io sono sano, assolutamente. Da lungo tempo io sapevo che la mia salute non poteva essere altro che la mia convinzione. Io soffro bensì di certi dolori, ma mancano d'importanza nella mia grande salute. Ammetto che per avere la persuasione della salute il mio destino dovette mutare..."
"...come potevo intendere la mia vita quando non ne conoscevo quest'ultimo periodo? Forse io vissi tanti anni solo per prepararmi ad esso. Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere nella vita stessa una manifestazione di malattia. La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie, la vita è sempre mortale, non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati. La vita attuale è inquinata alle radici. L'uomo si è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze ed è una minaccia di questo genere in aria. [...] Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. [...] Ma l'occhialuto uomo invece inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comprano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole, anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione alla sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma ormai l'ordigno non ha più alcuna relazione con l'arto ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione naturale. Altro che psicanalisi ci vorrebbe. Sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati. Forse attraverso una catastrofe inaudita, prodotta dagli ordigni, ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo, fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo, fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della Terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme, che nessuno udrà e la Terra, ritornata alla forma di nebulosa, errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie."