Il protagonista di questo romanzo, ambientato nel mondo dell’atletica leggera, è un mezzofondista con alte ambizioni, visto che è tra quelli monitorati dalla Federazione in vista delle prossime Olimpiadi. Tutta la sua vita è fatta di gare, intensi allenamenti, dieta ferrea, sacrifici e rinunce, il
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Il protagonista di questo romanzo, ambientato nel mondo dell’atletica leggera, è un mezzofondista con alte ambizioni, visto che è tra quelli monitorati dalla Federazione in vista delle prossime Olimpiadi. Tutta la sua vita è fatta di gare, intensi allenamenti, dieta ferrea, sacrifici e rinunce, il resto è corollario. Il suo rapporto con questo sport è tutt’altro che gioioso, è una sorta di dipendenza con l’ossessione di sprofondare nell’oblio in cui è finita la carriera di tanti giovani atleti. E’ facile capire che di fronte a tale prospettiva sarà disposto a tutto, anche a farsi risucchiare dal gorgo senza fine del doping. Malgrado la riuscita descrizione della personalità inquietante di questo atleta, ingabbiato dai suoi sogni e dai suoi incubi, la trama risulta decisamente debole né riesce a decollare la sottotrama gialla. Occasione sprecata, peccato.
Giorgio Pellegrini, protagonista di questo romanzo feroce, è una carogna della peggior specie, ne è cosciente e non prova alcuna vergogna per questo. La sua vita è un’escalation criminale che lo porta dalla lotta armata in Italia alla guerriglia in Centro America, dalla delinquenza di basso livello
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Giorgio Pellegrini, protagonista di questo romanzo feroce, è una carogna della peggior specie, ne è cosciente e non prova alcuna vergogna per questo. La sua vita è un’escalation criminale che lo porta dalla lotta armata in Italia alla guerriglia in Centro America, dalla delinquenza di basso livello a quella su più larga scala, fino a riabilitarsi di fronte alla giustizia per vestire i panni del più pericoloso dei malviventi, quello che nasconde sotto una patina di rispettabilità la sua anima nerissima. Per raggiungere questo agognato traguardo non si pone remore morali, è un opportunista violento e sopraffattore che non si fa scrupoli a uccidere per mera convenienza, per lui “il colpo alla nuca è solenne come la sentenza di un tribunale. E’ giustizia”. E’ un cattivo a tutto tondo, senza “ombre buoniste”, come raramente mi è capitato di incontrare nelle mie letture. Carlotto si conferma maestro nel narrare la malvagità, adottando una scrittura fredda e cruda ma decisamente funzionale e altrettanto funzionale risulta l’ambientazione in quel Nordest che negli anni 80/90 assomigliava a una sorta di terra di frontiera, in cui ognuno aveva la possibilità di condurre una propria “corsa all’oro”, spietata e senza regole. In definitiva un noir di grande livello, che mi ha tenuto inchiodato alle pagine malgrado ne conoscessi già la trama per aver visto il film e letto il fumetto (con un interessante finale alternativo…) che ne hanno tratto e un autore da approfondire!
Si sorride certo, ma non è difficile suscitare ilarità descrivendo il “comportamento cafone” di una famiglia camorristica un po’ sfigata in occasione di feste comandate, vacanze e altri eventi, condendo il tutto con la tipica ironia e i più triti luoghi comuni sui napoletani. In definitiva solo il d
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Si sorride certo, ma non è difficile suscitare ilarità descrivendo il “comportamento cafone” di una famiglia camorristica un po’ sfigata in occasione di feste comandate, vacanze e altri eventi, condendo il tutto con la tipica ironia e i più triti luoghi comuni sui napoletani. In definitiva solo il deludente prodotto di un buon marketing editoriale.
Come in tutte le raccolte, si passa da storielle insignificanti a racconti di un certo spessore: la media è decisamente alzata da Danila Comastri Montanari (un delitto della camera chiusa nella Firenze del '500), Giampiero Rigosi (un ladro che forse ha scelto la casa sbagliata da svaligiare) e Alfre
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Come in tutte le raccolte, si passa da storielle insignificanti a racconti di un certo spessore: la media è decisamente alzata da Danila Comastri Montanari (un delitto della camera chiusa nella Firenze del '500), Giampiero Rigosi (un ladro che forse ha scelto la casa sbagliata da svaligiare) e Alfredo Colitto (l’ultima confessione di un Lecter nostrano). Tutto sommato una piacevole lettura.
Eraldo Baldini è un autore molto bravo, mi piace ciò che scrive e come lo scrive, ho letto diverse sue cose e sicuramente ne leggerò altre. In virtù di ciò penso di poter affermare che per me le sue capacità si apprezzano meglio sulla lunga distanza, ovvero nel romanzo piuttosto che nel racconto.
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Eraldo Baldini è un autore molto bravo, mi piace ciò che scrive e come lo scrive, ho letto diverse sue cose e sicuramente ne leggerò altre. In virtù di ciò penso di poter affermare che per me le sue capacità si apprezzano meglio sulla lunga distanza, ovvero nel romanzo piuttosto che nel racconto. Solo per questo motivo non do un voto alto a questa raccolta di racconti brevi, in gran parte già presenti nell’omonimo libro del 2000, integrati con altri apparsi in varie antologie e un inedito. Il nucleo originario ha come fattore comune quel sottobosco di riti, leggende e tradizioni che trovano origine nella cultura contadina della provincia italiana (in particolare la Romagna) e che sono in grado di evocare atmosfere e presenze inquietanti. Questi elementi, già rintracciati e molto apprezzati nei sui romanzi, in questa circostanza soffrono un po’ della “struttura racconto” in quanto non sempre riescono a trovare lo spazio sufficiente per potersi ben sedimentare e quindi far crescere appieno quella sensazione di angoscia latente pronta ad esplodere. Ulteriore aspetto che non giova, trovandoci di fronte a storie diverse, è proprio la ripetitività di fondo. Alcuni racconti però sono di veri e propri gioiellini, tra tutti “Foto ricordo” e “Nella nebbia”.
Acido Lattico
Il protagonista di questo romanzo, ambientato nel mondo dell’atletica leggera, è un mezzofondista con alte ambizioni, visto che è tra quelli monitorati dalla Federazione in vista delle prossime Olimpiadi.continue)
Tutta la sua vita è fatta di gare, intensi allenamenti, dieta ferrea, sacrifici e rinunce, il ... (
Il protagonista di questo romanzo, ambientato nel mondo dell’atletica leggera, è un mezzofondista con alte ambizioni, visto che è tra quelli monitorati dalla Federazione in vista delle prossime Olimpiadi.
Tutta la sua vita è fatta di gare, intensi allenamenti, dieta ferrea, sacrifici e rinunce, il resto è corollario. Il suo rapporto con questo sport è tutt’altro che gioioso, è una sorta di dipendenza con l’ossessione di sprofondare nell’oblio in cui è finita la carriera di tanti giovani atleti.
E’ facile capire che di fronte a tale prospettiva sarà disposto a tutto, anche a farsi risucchiare dal gorgo senza fine del doping.
Malgrado la riuscita descrizione della personalità inquietante di questo atleta, ingabbiato dai suoi sogni e dai suoi incubi, la trama risulta decisamente debole né riesce a decollare la sottotrama gialla.
Occasione sprecata, peccato.
Arrivederci amore, ciao
Giorgio Pellegrini, protagonista di questo romanzo feroce, è una carogna della peggior specie, ne è cosciente e non prova alcuna vergogna per questo.continue)
La sua vita è un’escalation criminale che lo porta dalla lotta armata in Italia alla guerriglia in Centro America, dalla delinquenza di basso livello ... (
Giorgio Pellegrini, protagonista di questo romanzo feroce, è una carogna della peggior specie, ne è cosciente e non prova alcuna vergogna per questo.
La sua vita è un’escalation criminale che lo porta dalla lotta armata in Italia alla guerriglia in Centro America, dalla delinquenza di basso livello a quella su più larga scala, fino a riabilitarsi di fronte alla giustizia per vestire i panni del più pericoloso dei malviventi, quello che nasconde sotto una patina di rispettabilità la sua anima nerissima.
Per raggiungere questo agognato traguardo non si pone remore morali, è un opportunista violento e sopraffattore che non si fa scrupoli a uccidere per mera convenienza, per lui “il colpo alla nuca è solenne come la sentenza di un tribunale. E’ giustizia”.
E’ un cattivo a tutto tondo, senza “ombre buoniste”, come raramente mi è capitato di incontrare nelle mie letture.
Carlotto si conferma maestro nel narrare la malvagità, adottando una scrittura fredda e cruda ma decisamente funzionale e altrettanto funzionale risulta l’ambientazione in quel Nordest che negli anni 80/90 assomigliava a una sorta di terra di frontiera, in cui ognuno aveva la possibilità di condurre una propria “corsa all’oro”, spietata e senza regole.
In definitiva un noir di grande livello, che mi ha tenuto inchiodato alle pagine malgrado ne conoscessi già la trama per aver visto il film e letto il fumetto (con un interessante finale alternativo…) che ne hanno tratto e un autore da approfondire!
Benvenuti in casa Esposito
Si sorride certo, ma non è difficile suscitare ilarità descrivendo il “comportamento cafone” di una famiglia camorristica un po’ sfigata in occasione di feste comandate, vacanze e altri eventi, condendo il tutto con la tipica ironia e i più triti luoghi comuni sui napoletani.continue)
In definitiva solo il d ... (
Si sorride certo, ma non è difficile suscitare ilarità descrivendo il “comportamento cafone” di una famiglia camorristica un po’ sfigata in occasione di feste comandate, vacanze e altri eventi, condendo il tutto con la tipica ironia e i più triti luoghi comuni sui napoletani.
In definitiva solo il deludente prodotto di un buon marketing editoriale.
Giallo nero mistero
Come in tutte le raccolte, si passa da storielle insignificanti a racconti di un certo spessore: la media è decisamente alzata da Danila Comastri Montanari (un delitto della camera chiusa nella Firenze del '500), Giampiero Rigosi (un ladro che forse ha scelto la casa sbagliata da svaligiare) e Alfre ... (continue)
Come in tutte le raccolte, si passa da storielle insignificanti a racconti di un certo spessore: la media è decisamente alzata da Danila Comastri Montanari (un delitto della camera chiusa nella Firenze del '500), Giampiero Rigosi (un ladro che forse ha scelto la casa sbagliata da svaligiare) e Alfredo Colitto (l’ultima confessione di un Lecter nostrano). Tutto sommato una piacevole lettura.
Gotico rurale
Eraldo Baldini è un autore molto bravo, mi piace ciò che scrive e come lo scrive, ho letto diverse sue cose e sicuramente ne leggerò altre.continue)
In virtù di ciò penso di poter affermare che per me le sue capacità si apprezzano meglio sulla lunga distanza, ovvero nel romanzo piuttosto che nel racconto. ... (
Eraldo Baldini è un autore molto bravo, mi piace ciò che scrive e come lo scrive, ho letto diverse sue cose e sicuramente ne leggerò altre.
In virtù di ciò penso di poter affermare che per me le sue capacità si apprezzano meglio sulla lunga distanza, ovvero nel romanzo piuttosto che nel racconto.
Solo per questo motivo non do un voto alto a questa raccolta di racconti brevi, in gran parte già presenti nell’omonimo libro del 2000, integrati con altri apparsi in varie antologie e un inedito.
Il nucleo originario ha come fattore comune quel sottobosco di riti, leggende e tradizioni che trovano origine nella cultura contadina della provincia italiana (in particolare la Romagna) e che sono in grado di evocare atmosfere e presenze inquietanti.
Questi elementi, già rintracciati e molto apprezzati nei sui romanzi, in questa circostanza soffrono un po’ della “struttura racconto” in quanto non sempre riescono a trovare lo spazio sufficiente per potersi ben sedimentare e quindi far crescere appieno quella sensazione di angoscia latente pronta ad esplodere.
Ulteriore aspetto che non giova, trovandoci di fronte a storie diverse, è proprio la ripetitività di fondo.
Alcuni racconti però sono di veri e propri gioiellini, tra tutti “Foto ricordo” e “Nella nebbia”.