Inez sorrise leggermente osservandolo, e occhieggiando le cartucce sul cassettone, le cartucce oppoggiate ritte con l'estremità increspata un pò aperta, sgusciata. "è tornato Robert Valdez". disse Anch'egli sorrise. "Bob é meno impegantivo." "Bob porta il colletto inamidato". disse Inez. "Robert
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Inez sorrise leggermente osservandolo, e occhieggiando le cartucce sul cassettone, le cartucce oppoggiate ritte con l'estremità increspata un pò aperta, sgusciata. "è tornato Robert Valdez". disse Anch'egli sorrise. "Bob é meno impegantivo." "Bob porta il colletto inamidato". disse Inez. "Robert fà la guerra."
Si lo so Gotthelf era un pastore svizzero, un tipetto piuttosto conservatore e moralista. Anche se qua e' la ci sono delle tirate retoriche su fede, famiglia e preghiera sono riuscito a godermi questo stupendo romanzo gotico. Una lettura che non si molla facilmente.
Sotto le mura di Troia, in quel giorno, Achille discende nell'Ade. Il grande Achille, muore colpito nell'unico suo punto debole. Tra i re che compongono l'esercito greco, si apre una discussione: a chi spettano le armi di Achille? Chi ne è... degno? Agamennone e Menelao decidono di darle ad Ul
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Sotto le mura di Troia, in quel giorno, Achille discende nell'Ade. Il grande Achille, muore colpito nell'unico suo punto debole. Tra i re che compongono l'esercito greco, si apre una discussione: a chi spettano le armi di Achille? Chi ne è... degno? Agamennone e Menelao decidono di darle ad Ulisse. Aiace si sente offeso, è lui il più grande e tutti i soldati lo sanno. Dopo Achille, il più valoroso e combattivo. Aiace, crede di essere stato raggirato dal consiglio, e che Ulisse, grazie alla sua capacità dialettica sia riuscito a convincere i re a sceglierlo come degno di avere la panoplia di Achille. Aiace è un re come e più degli altri, lui ha reso possibile il recupero del corpo di Achille, lui ha tenuto testa, con la sua enorme scure, a molti avversari permettendo così ad Ulisse di recuperare quel corpo. Aiace, quel giorno, ingaggiò uno scontro che diventerà leggenda. Nulla riusci fermarlo e le teste troiane che caddero furono molte. Ora però, deve subire l'umiliazione di essere scavalcato da chi ritiene essere meno degno di lui. Questo, molto sinteticamente è l'antefatto. La storia si apre con Aiace, folle di rabbia, che dopo aver sgozzato tutti gli animali, metteva fine in un colpo solo alla provviste alimentari, con un atto molto grave, in una guerra di quel tempo. Viene trovato nella sua tenda, il pavimento coperto di animali morti al punto che Aiace stesso ha il sangue che gli arriva alle caviglie. Il falò alle spalle della tenda staglia la sua massiccia figura. I suoi occhi sono rossi, iniettati di sangue, i tratti del volto stravolti dal rimorso per l'atto compiuto. Ora Aiace, solo, sconfitto, umiliato, riverserà tutta la sua rabbia su Ulisse,Agamennone e Menelao. Li metterà davanti alle loro mancanze, senza reticenze, senza esitazioni, senza riguardi, come un uomo da par suo sa fare. Ancora una volta, alla fine, egli dimostra la sua rettitudine, il suo alto senso dell'onore, ormai conscio di appartenere ad una razza in estinzione, parte di un mondo in dissoluzione, infatti, prende la spada di Ettore, la conficca nel terreno dalla parte del manico e si suicida. Cosa veramente mette in scena una storia come questa? Davvero si tratta solo di un disaccordo all'interno dello stesso schieramento? Si parla della fine dell'uomo arcaico e della nascita dell'uomo moderno. Quale di queste due tipologie di uomo sia migliore? Ognuno lo deciderà per se. Ulisse: scaltro, comprensivo, carismatico, incline al compromesso, è l'uomo nuovo. Aiace invece è quello arcaico, fiero, schietto, coraggioso, uno che mai mollerebbe un compagno nei guai, anche a costo di pagare con la vita, non può piegarsi, si può solo spezzare. L'onestà di Aiace è così grande fino ad arrivare al punto di giustiziarsi da solo. La sua, lo sa bene, è una colpa indelebile e nessun riscatto è possibile. Un uomo si dà la morte, ma mai nessun suicido porterà in se il segno di una dignità suprema. Sofocle, credo sia il primo che racconta l'epica dei perdenti. Un nuovo filone si apre con questa tragedia e Sofocle insieme ad altri, nel corso dei secoli, ci ricorderenno la dignità che porta con sè la sconfitta e il forte segnale di rottura, che molti di questi "sconfitti" ci lasciano. Due uomini, due caratteri, due mondi...Quale dei due oggi dovrebbe morire? Potrebbero coesistere? Chi e che cosa è un uomo moderno? MI piacciono questi antichi greci, parlano di guerrieri e di soldati con codici comportamentali antichi; eppure sentiamo che oggi, queste tematiche ancora ci riguardano. In fondo siamo tutti coinvolti, chi dentro o chi davanti quella tenda. Come la penso io? Metto ora una citazione di Cioran (era da un bel po che aspettavo di usarla): "La mia forza stà nel non aver trovato risposta a niente".
Billy Wilder e' uno di quei registi che nella sua filmografia annovera diversi capolavori che resteranno per sempre nella storia del cinema. Film come " A qualcuno piace caldo", "Stalag 17" e "Viale del tramonto", non si possono scord...are facilmente dopo averli visti. I buoni film invece, sono mo
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Billy Wilder e' uno di quei registi che nella sua filmografia annovera diversi capolavori che resteranno per sempre nella storia del cinema. Film come " A qualcuno piace caldo", "Stalag 17" e "Viale del tramonto", non si possono scord...are facilmente dopo averli visti. I buoni film invece, sono molti e' sono tutti da vedere e gustare. Il saggio di Gandini, a dire il vero, non mi soddisfa fino in fondo, avrei preferito piu' approfondimento sui singoli film mentre l'autore si sofferma sulle tematica della sua filmografia. L'ambiguita'. la maschera, il volto, la coscienza e altri argomenti ricorrono nelle sue pellicole, seguire ognuno di questi discorsi all'interno dei singoli film, per analizarne gli sviluppi e' interessante, alla lunga annoia un po.
Arriva Valdez
Inez sorrise leggermente osservandolo, e occhieggiando le cartucce sul cassettone, le cartucce oppoggiate ritte con l'estremità increspata un pò aperta, sgusciata.continue)
"è tornato Robert Valdez". disse
Anch'egli sorrise.
"Bob é meno impegantivo."
"Bob porta il colletto inamidato". disse Inez. "Robert ... (
Inez sorrise leggermente osservandolo, e occhieggiando le cartucce sul cassettone, le cartucce oppoggiate ritte con l'estremità increspata un pò aperta, sgusciata.
"è tornato Robert Valdez". disse
Anch'egli sorrise.
"Bob é meno impegantivo."
"Bob porta il colletto inamidato". disse Inez. "Robert fà la guerra."
Il ragno nero
Si lo so Gotthelf era un pastore svizzero, un tipetto piuttosto conservatore e moralista. Anche se qua e' la ci sono delle tirate retoriche su fede, famiglia e preghiera sono riuscito a godermi questo stupendo romanzo gotico. Una lettura che non si molla facilmente.
Aiace
Sotto le mura di Troia, in quel giorno, Achille discende nell'Ade.continue)
Il grande Achille, muore colpito nell'unico suo punto debole.
Tra i re che compongono l'esercito greco, si apre una discussione: a chi spettano le armi di Achille? Chi ne è... degno?
Agamennone e Menelao decidono di darle ad Ul ... (
Sotto le mura di Troia, in quel giorno, Achille discende nell'Ade.
Il grande Achille, muore colpito nell'unico suo punto debole.
Tra i re che compongono l'esercito greco, si apre una discussione: a chi spettano le armi di Achille? Chi ne è... degno?
Agamennone e Menelao decidono di darle ad Ulisse. Aiace si sente offeso, è lui il più grande e tutti i soldati lo sanno. Dopo Achille, il più valoroso e combattivo.
Aiace, crede di essere stato raggirato dal consiglio, e che Ulisse, grazie alla sua capacità dialettica sia riuscito a convincere i re a sceglierlo come degno di avere la panoplia di Achille.
Aiace è un re come e più degli altri, lui ha reso possibile il recupero del corpo di Achille, lui ha tenuto testa, con la sua enorme scure, a molti avversari permettendo così ad Ulisse di recuperare quel corpo. Aiace, quel giorno, ingaggiò uno scontro che diventerà leggenda. Nulla riusci fermarlo e le teste troiane che caddero furono molte. Ora però, deve subire l'umiliazione di essere scavalcato da chi ritiene essere meno degno di lui.
Questo, molto sinteticamente è l'antefatto. La storia si apre con Aiace, folle di rabbia, che dopo aver sgozzato tutti gli animali, metteva fine in un colpo solo alla provviste alimentari, con un atto molto grave, in una guerra di quel tempo. Viene trovato nella sua tenda, il pavimento coperto di animali morti al punto che Aiace stesso ha il sangue che gli arriva alle caviglie. Il falò alle spalle della tenda staglia la sua massiccia figura. I suoi occhi sono rossi, iniettati di sangue, i tratti del volto stravolti dal rimorso per l'atto compiuto.
Ora Aiace, solo, sconfitto, umiliato, riverserà tutta la sua rabbia su Ulisse,Agamennone e Menelao. Li metterà davanti alle loro mancanze, senza reticenze, senza esitazioni, senza riguardi, come un uomo da par suo sa fare. Ancora una volta, alla fine, egli dimostra la sua rettitudine, il suo alto senso dell'onore, ormai conscio di appartenere ad una razza in estinzione, parte di un mondo in dissoluzione, infatti, prende la spada di Ettore, la conficca nel terreno dalla parte del manico e si suicida.
Cosa veramente mette in scena una storia come questa? Davvero si tratta solo di un disaccordo all'interno dello stesso schieramento? Si parla della fine dell'uomo arcaico e della nascita dell'uomo moderno. Quale di queste due tipologie di uomo sia migliore? Ognuno lo deciderà per se.
Ulisse: scaltro, comprensivo, carismatico, incline al compromesso, è l'uomo nuovo.
Aiace invece è quello arcaico, fiero, schietto, coraggioso, uno che mai mollerebbe un compagno nei guai, anche a costo di pagare con la vita, non può piegarsi, si può solo spezzare.
L'onestà di Aiace è così grande fino ad arrivare al punto di giustiziarsi da solo. La sua, lo sa bene, è una colpa indelebile e nessun riscatto è possibile. Un uomo si dà la morte, ma mai nessun suicido porterà in se il segno di una dignità suprema.
Sofocle, credo sia il primo che racconta l'epica dei perdenti. Un nuovo filone si apre con questa tragedia e Sofocle insieme ad altri, nel corso dei secoli, ci ricorderenno la dignità che porta con sè la sconfitta e il forte segnale di rottura, che molti di questi "sconfitti" ci lasciano.
Due uomini, due caratteri, due mondi...Quale dei due oggi dovrebbe morire? Potrebbero coesistere? Chi e che cosa è un uomo moderno?
MI piacciono questi antichi greci, parlano di guerrieri e di soldati con codici comportamentali antichi; eppure sentiamo che oggi, queste tematiche ancora ci riguardano.
In fondo siamo tutti coinvolti, chi dentro o chi davanti quella tenda.
Come la penso io?
Metto ora una citazione di Cioran (era da un bel po che aspettavo di usarla): "La mia forza stà nel non aver trovato risposta a niente".
Billy Wilder
Billy Wilder e' uno di quei registi che nella sua filmografia annovera diversi capolavori che resteranno per sempre nella storia del cinema. Film come " A qualcuno piace caldo", "Stalag 17" e "Viale del tramonto", non si possono scord...are facilmente dopo averli visti. I buoni film invece, sono mo ... (continue)
Billy Wilder e' uno di quei registi che nella sua filmografia annovera diversi capolavori che resteranno per sempre nella storia del cinema. Film come " A qualcuno piace caldo", "Stalag 17" e "Viale del tramonto", non si possono scord...are facilmente dopo averli visti. I buoni film invece, sono molti e' sono tutti da vedere e gustare. Il saggio di Gandini, a dire il vero, non mi soddisfa fino in fondo, avrei preferito piu' approfondimento sui singoli film mentre l'autore si sofferma sulle tematica della sua filmografia. L'ambiguita'. la maschera, il volto, la coscienza e altri argomenti ricorrono nelle sue pellicole, seguire ognuno di questi discorsi all'interno dei singoli film, per analizarne gli sviluppi e' interessante, alla lunga annoia un po.
Come vivono i morti
Le sue storie sono nerisseme e dure. Quanto disincanto. Da leggere assolutamente !!!!