"Spiata" sulla società saudita, dove tutto è non detto e le donne sono ancora negate. Si sente un fermento, ma si avverte anche il grande peso della tradizione come identità e valvola di sicurezza di un popolo. Interessantissimo.
Il libro non è omogeneo, ma segue i pensieri dell’autrice, che per alcuni versi appare reticente, quasi a voler nascondere l’intimità dei suoi sentimenti. Manca qualcosa, si ha l’impressione che sia stato fatto un lavoro di sottrazione più che di ricomposizione nella scrittura. Forse il dolore grida
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Il libro non è omogeneo, ma segue i pensieri dell’autrice, che per alcuni versi appare reticente, quasi a voler nascondere l’intimità dei suoi sentimenti. Manca qualcosa, si ha l’impressione che sia stato fatto un lavoro di sottrazione più che di ricomposizione nella scrittura. Forse il dolore grida ancora troppo forte perché ci si possa parlare sopra.
Sola, triste, vergine, atea, comunista, Julia Garnet , alla morte della sua coinquilina, decide di allontanarsi da Londra per trascorrere qualche mese a Venezia . Ormai in pensione e senza parenti né amici, si concede una deviazione dalla sua vita scontata, e inizia l’ esplorazione della città e,
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Sola, triste, vergine, atea, comunista, Julia Garnet , alla morte della sua coinquilina, decide di allontanarsi da Londra per trascorrere qualche mese a Venezia . Ormai in pensione e senza parenti né amici, si concede una deviazione dalla sua vita scontata, e inizia l’ esplorazione della città e, insieme, di se stessa. A Venezia entra nel tessuto della vita come mai prima. Si innamora, viene coinvolta e travolta da nuovi amici, scopre che forse la ragione della sua solitudine sta nella mancanza di coraggio di vivere e nella paura di rimanere delusa ... Questo il soggetto; con il quale si sarebbe potuta costruire una storia di tutto rispetto. Ma l’A. si è persa cedendo all’incongruenza di una storia a metà fra un thriller e un romanzo new age . Julia, Herriet, Carlo, Nicco, Cinthia, Tobia, Sara, l’Angelo stesso, rimangono figure a due dimensioni con note a margine tratte dalla Bibbia. Per non parlare del finale … che fa intravedere una protagonista finalmente placata, senza peraltro che si comprenda di quale illuminazione la serenità raggiunta sia conseguenza. Lo è e basta, pare dica l’A., che, evidentemente, a forza di colpi di scena, persa nelle calli di Venezia, si è stufata anche lei. Una cosa, comunque, mi consola: non ci ho rimesso niente, perché tanto il libro me lo ha prestato mia sorella.
E' un libro incantevole, bellissimo, profondo, scritto da una persona di grande sensibilità. Favola, romanzo, storia, poesia . Il mondo dell'altro, finalmente visto attraverso i suoi occhi. Leggetelo.
Le ragazze di Riad
"Spiata" sulla società saudita, dove tutto è non detto e le donne sono ancora negate.
Si sente un fermento, ma si avverte anche il grande peso della tradizione come identità e valvola di sicurezza di un popolo. Interessantissimo.
La grande festa
Il libro non è omogeneo, ma segue i pensieri dell’autrice, che per alcuni versi appare reticente, quasi a voler nascondere l’intimità dei suoi sentimenti. Manca qualcosa, si ha l’impressione che sia stato fatto un lavoro di sottrazione più che di ricomposizione nella scrittura. Forse il dolore grida ... (continue)
Il libro non è omogeneo, ma segue i pensieri dell’autrice, che per alcuni versi appare reticente, quasi a voler nascondere l’intimità dei suoi sentimenti. Manca qualcosa, si ha l’impressione che sia stato fatto un lavoro di sottrazione più che di ricomposizione nella scrittura. Forse il dolore grida ancora troppo forte perché ci si possa parlare sopra.
Teoria degli infiniti
Più che infinito è il vuoto cosmico. Perchè leggerlo? E' talmente noioso da conciliare il sonno. Soporifero, sostituisce le gocce.
L'angelo della signora Garnet
Sola, triste, vergine, atea, comunista, Julia Garnet , alla morte della sua coinquilina, decide di allontanarsi da Londra per trascorrere qualche mese a Venezia . Ormai in pensione e senza parenti né amici, si concede una deviazione dalla sua vita scontata, e inizia l’ esplorazione della città e, ... (continue)
Sola, triste, vergine, atea, comunista, Julia Garnet , alla morte della sua coinquilina, decide di allontanarsi da Londra per trascorrere qualche mese a Venezia . Ormai in pensione e senza parenti né amici, si concede una deviazione dalla sua vita scontata, e inizia l’ esplorazione della città e, insieme, di se stessa.
A Venezia entra nel tessuto della vita come mai prima. Si innamora, viene coinvolta e travolta da nuovi amici, scopre che forse la ragione della sua solitudine sta nella mancanza di coraggio di vivere e nella paura di rimanere delusa ...
Questo il soggetto; con il quale si sarebbe potuta costruire una storia di tutto rispetto. Ma l’A. si è persa cedendo all’incongruenza di una storia a metà fra un thriller e un romanzo new age .
Julia, Herriet, Carlo, Nicco, Cinthia, Tobia, Sara, l’Angelo stesso, rimangono figure a due dimensioni con note a margine tratte dalla Bibbia. Per non parlare del finale … che fa intravedere una protagonista finalmente placata, senza peraltro che si comprenda di quale illuminazione la serenità raggiunta sia conseguenza. Lo è e basta, pare dica l’A., che, evidentemente, a forza di colpi di scena, persa nelle calli di Venezia, si è stufata anche lei.
Una cosa, comunque, mi consola: non ci ho rimesso niente, perché tanto il libro me lo ha prestato mia sorella.
La casa della moschea
E' un libro incantevole, bellissimo, profondo, scritto da una persona di grande sensibilità. Favola, romanzo, storia, poesia .
Il mondo dell'altro, finalmente visto attraverso i suoi occhi.
Leggetelo.