“Gli oggetti d'amore come li ha chiamati la psichiatria, non si trovano spesso e non si mettono da parte facilmente. La distanza è solo una formalità. La mente non ne tiene il minimo conto”. Leggere Bellow è sempre una vertigine: mi piace il suo universo femminile, adoro le divagazioni e la trabo
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“Gli oggetti d'amore come li ha chiamati la psichiatria, non si trovano spesso e non si mettono da parte facilmente. La distanza è solo una formalità. La mente non ne tiene il minimo conto”. Leggere Bellow è sempre una vertigine: mi piace il suo universo femminile, adoro le divagazioni e la traboccante vitalità dei suoi personaggi. Considero Herzog e Charlie Citrine due personaggi straordinari, tra i più riusciti della letteratura americana. Però in questo caso non c’è la genialità sfoderata in Herzog né il talento dell’Iniziazione. E’ la solita storia stramba di vita, morte e amore di Bellow cui manca il tocco di genio. Quindi 3 stelline.
“Considerai l’idea di un lavoro a tempo pieno per quindici secondi. Poi mi resi conto che, visto che avevo scelto di essere un miserabile, volevo essere un miserabile a tempo pieno.”
“Già di per sé la vita è una fatica. L’unica cosa che ti fa muovere i piedi è la speranza che quando muori ti portino da un posto a un altro; ma quando ti chiudono una porta e quella che rimane aperta è unicamente quella dell’inferno, è meglio non essere neppure nati…” Sembrerà strano ma la lettura
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“Già di per sé la vita è una fatica. L’unica cosa che ti fa muovere i piedi è la speranza che quando muori ti portino da un posto a un altro; ma quando ti chiudono una porta e quella che rimane aperta è unicamente quella dell’inferno, è meglio non essere neppure nati…” Sembrerà strano ma la lettura del libro mi ha fatto tornare in mente la chiesa delle anime pezzentelle a Napoli (il nome corretto sarebbe chiesa del Purgatorio ad arco), cioè le anime che chiedono aiuto ai vivi per ascendere dal purgatorio al paradiso. Un coro di voci, morti, vivi e anime che si agitano senza trovare pace: mormorii si alternano ai silenzi, fantasmi che raccontano storie di omicidi, corruzione e sfruttamento, l’aria polverosa del Messico. C’è tanto in poche pagine di scrittura scarna. Ma non mi ha convinto. Non so se: 1) ciò che piace a Garcia Marquez non piace a me; 2) il realismo magico non è nelle mie corde; 3) quando viene tirata in ballo la “tecnica faulkneriana” siamo sempre anni luce da Faulkner. Leggere “Mentre morivo” per credere.
Raccolta di racconti di autori dimenticati o poco conosciuti, imperdibile. “Sono uno stupido” di Sherwood Anderson: il racconto è da una stella e mi tocca dare ragione a Faulkner che aveva stroncato senza troppe riserve molte delle sue opere teatrali (e non) e salvava solo Winesburg, Ohio; “Non
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Raccolta di racconti di autori dimenticati o poco conosciuti, imperdibile. “Sono uno stupido” di Sherwood Anderson: il racconto è da una stella e mi tocca dare ragione a Faulkner che aveva stroncato senza troppe riserve molte delle sue opere teatrali (e non) e salvava solo Winesburg, Ohio; “Non ce la faccio “ e “Il natale dei vecchi” di Ring Lardner: entrambi i racconti sono da cinque stelle, l’umorismo è amaro e senza speranza; “Terremoto “ e “Ninetto l’orbo” di Damon Runyon: si tratta di un giornalista che ebbe grande successo come scrittore raccontando storie di gangster e non utilizzando mai modi al passato; “il diavolo e Daniele Webster” e “Suona la campana della sera” di Stephen Vincent Benet, premio Pulitzer (per la poesia nel 1929) ormai dimenticato, cinque stelle. “Primo amore “ di Eudora Welty, scrittrice del sud e premio Pulitzer nel 1973, cinque stelle al racconto, una vera chicca. Se lo trovate non lasciatevelo sfuggire.
All the things you could be by now if Sigmund Freud’s wife was you mother
In un’estate in cui il successo delle cinquanta sfumature di grigio oscurava quello di qualsiasi altro libro, il libro della West con questo titolo ironico, uscito nel 1930 in Inghilterra e tradotto nel 1951, mi aveva incuriosito. Sin dalle prime pagine mi chiedevo le motivazioni che avevano port
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In un’estate in cui il successo delle cinquanta sfumature di grigio oscurava quello di qualsiasi altro libro, il libro della West con questo titolo ironico, uscito nel 1930 in Inghilterra e tradotto nel 1951, mi aveva incuriosito. Sin dalle prime pagine mi chiedevo le motivazioni che avevano portato ad una traduzione come la signora scostumata visto che si tratta di un romanzo di formazione, il cui protagonista è un giovane nobiluomo inglese, Sebastiano, e la signora scostumata la sua temporanea e bellissima amante Sylvia. Il titolo inglese, The Edwardians, ha più rispondenza con la vicenda che descrive il gruppo degli happy few appartenenti all’aristocrazia inglese con tutto il corollario di ipocrisia, feste, balli, ricevimenti, matrimoni d’interesse, tradimenti e intrighi. “Dal momento che non si può avere la verità lasciateci avere le buone maniere.” Sembra essere questo il leitmotiv degli eletti descritti da Vita Sackville West con uno stile che ricorda la Wharton e un tono più leggero e scanzonato. Le pecche e i vizi dell’upper class sono messe alla berlina da chi era parte integrante di quel mondo e “scostumata” era la vita che la stessa West, figura tra le più interessanti del gruppo di Bloomsbury, conduceva senza preoccupazioni. Il dilemma che si presenta al protagonista Sebastiano, indeciso se seguire le proprie inclinazioni o adeguarsi alle convenzioni imposte dal rango e dall’educazione familiare, le scelte ribelli della sorella Viola, contestate da una madre stupida e ipocrita che tenterà di ingabbiare i due figli, lo rendono un romanzo estremamente moderno. Ho trovato sublime lo snobismo della West, lo stile giocoso e frizzante e singolare la sua capacità di prevedere lo sgretolamento di un mondo.
Una domanda di matrimonio
“Gli oggetti d'amore come li ha chiamati la psichiatria, non si trovano spesso e non si mettono da parte facilmente. La distanza è solo una formalità. La mente non ne tiene il minimo conto”.continue)
Leggere Bellow è sempre una vertigine: mi piace il suo universo femminile, adoro le divagazioni e la trabo ... (
“Gli oggetti d'amore come li ha chiamati la psichiatria, non si trovano spesso e non si mettono da parte facilmente. La distanza è solo una formalità. La mente non ne tiene il minimo conto”.
Leggere Bellow è sempre una vertigine: mi piace il suo universo femminile, adoro le divagazioni e la traboccante vitalità dei suoi personaggi.
Considero Herzog e Charlie Citrine due personaggi straordinari, tra i più riusciti della letteratura americana.
Però in questo caso non c’è la genialità sfoderata in Herzog né il talento dell’Iniziazione.
E’ la solita storia stramba di vita, morte e amore di Bellow cui manca il tocco di genio.
Quindi 3 stelline.
http://www.youtube.com/watch?v=rOJNb9XCRwY
92 giorni
“Considerai l’idea di un lavoro a tempo pieno per quindici secondi. Poi mi resi conto che, visto che avevo scelto di essere un miserabile, volevo essere un miserabile a tempo pieno.”
http://www.youtube.com/watch?v=IG3Z_R9wJ-w
Pedro Páramo
“Già di per sé la vita è una fatica. L’unica cosa che ti fa muovere i piedi è la speranza che quando muori ti portino da un posto a un altro; ma quando ti chiudono una porta e quella che rimane aperta è unicamente quella dell’inferno, è meglio non essere neppure nati…”continue)
Sembrerà strano ma la lettura ... (
“Già di per sé la vita è una fatica. L’unica cosa che ti fa muovere i piedi è la speranza che quando muori ti portino da un posto a un altro; ma quando ti chiudono una porta e quella che rimane aperta è unicamente quella dell’inferno, è meglio non essere neppure nati…”
Sembrerà strano ma la lettura del libro mi ha fatto tornare in mente la chiesa delle anime pezzentelle a Napoli (il nome corretto sarebbe chiesa del Purgatorio ad arco), cioè le anime che chiedono aiuto ai vivi per ascendere dal purgatorio al paradiso.
Un coro di voci, morti, vivi e anime che si agitano senza trovare pace: mormorii si alternano ai silenzi, fantasmi che raccontano storie di omicidi, corruzione e sfruttamento, l’aria polverosa del Messico.
C’è tanto in poche pagine di scrittura scarna.
Ma non mi ha convinto.
Non so se:
1) ciò che piace a Garcia Marquez non piace a me;
2) il realismo magico non è nelle mie corde;
3) quando viene tirata in ballo la “tecnica faulkneriana” siamo sempre anni luce da Faulkner.
Leggere “Mentre morivo” per credere.
Novelle americane moderne
Raccolta di racconti di autori dimenticati o poco conosciuti, imperdibile.continue)
“Sono uno stupido” di Sherwood Anderson: il racconto è da una stella e mi tocca dare ragione a Faulkner che aveva stroncato senza troppe riserve molte delle sue opere teatrali (e non) e salvava solo Winesburg, Ohio;
“Non ... (
Raccolta di racconti di autori dimenticati o poco conosciuti, imperdibile.
“Sono uno stupido” di Sherwood Anderson: il racconto è da una stella e mi tocca dare ragione a Faulkner che aveva stroncato senza troppe riserve molte delle sue opere teatrali (e non) e salvava solo Winesburg, Ohio;
“Non ce la faccio “ e “Il natale dei vecchi” di Ring Lardner: entrambi i racconti sono da cinque stelle, l’umorismo è amaro e senza speranza;
“Terremoto “ e “Ninetto l’orbo” di Damon Runyon: si tratta di un giornalista che ebbe grande successo come scrittore raccontando storie di gangster e non utilizzando mai modi al passato;
“il diavolo e Daniele Webster” e “Suona la campana della sera” di Stephen Vincent Benet, premio Pulitzer (per la poesia nel 1929) ormai dimenticato, cinque stelle.
“Primo amore “ di Eudora Welty, scrittrice del sud e premio Pulitzer nel 1973, cinque stelle al racconto, una vera chicca.
Se lo trovate non lasciatevelo sfuggire.
http://www.youtube.com/watch?v=Od_6_nnKiT8
La signora scostumata
In un’estate in cui il successo delle cinquanta sfumature di grigio oscurava quello di qualsiasi altro libro, il libro della West con questo titolo ironico, uscito nel 1930 in Inghilterra e tradotto nel 1951, mi aveva incuriosito.continue)
Sin dalle prime pagine mi chiedevo le motivazioni che avevano port ... (
In un’estate in cui il successo delle cinquanta sfumature di grigio oscurava quello di qualsiasi altro libro, il libro della West con questo titolo ironico, uscito nel 1930 in Inghilterra e tradotto nel 1951, mi aveva incuriosito.
Sin dalle prime pagine mi chiedevo le motivazioni che avevano portato ad una traduzione come la signora scostumata visto che si tratta di un romanzo di formazione, il cui protagonista è un giovane nobiluomo inglese, Sebastiano, e la signora scostumata la sua temporanea e bellissima amante Sylvia.
Il titolo inglese, The Edwardians, ha più rispondenza con la vicenda che descrive il gruppo degli happy few appartenenti all’aristocrazia inglese con tutto il corollario di ipocrisia, feste, balli, ricevimenti, matrimoni d’interesse, tradimenti e intrighi.
“Dal momento che non si può avere la verità lasciateci avere le buone maniere.”
Sembra essere questo il leitmotiv degli eletti descritti da Vita Sackville West con uno stile che ricorda la Wharton e un tono più leggero e scanzonato.
Le pecche e i vizi dell’upper class sono messe alla berlina da chi era parte integrante di quel mondo e “scostumata” era la vita che la stessa West, figura tra le più interessanti del gruppo di Bloomsbury, conduceva senza preoccupazioni.
Il dilemma che si presenta al protagonista Sebastiano, indeciso se seguire le proprie inclinazioni o adeguarsi alle convenzioni imposte dal rango e dall’educazione familiare, le scelte ribelli della sorella Viola, contestate da una madre stupida e ipocrita che tenterà di ingabbiare i due figli, lo rendono un romanzo estremamente moderno.
Ho trovato sublime lo snobismo della West, lo stile giocoso e frizzante e singolare la sua capacità di prevedere lo sgretolamento di un mondo.
All the things you could be by now if Sigmund Freud’s wife was you mother
http://www.youtube.com/watch?v=BscPJFsxAyQ
http://en.wikipedia.org/wiki/The_Edwardians