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- Piergiorgio Odifreddi racconta Pitagora, Euclide e la nascita del pensiero scientifico (191)
- Capire la scienza - La scienza raccontata dagli scienziati, 1
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By Piergiorgio Odifreddi -
Finished on Mar 7, 2012 




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- Luoghi comuni (3)
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By J. Rodolfo Wilcock -
Finished on Feb 26, 2012 




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- L'inverno inconsolabile (1)
- (Poesie III)
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By Orlando Biddau -
Finished on Apr 26, 2012
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Dalla prefazione di Dario Bellezza: Con un nodo in gola Orlando Biddau grida, urla, canta. La sua poesia nasce dalla terra, dalle stagioni, sempre nuove, eppure così antiche. […] Questo grande, straziante amore, questo desiderio di annullamento per risorgere poi nella parola, ben lo aveva intuito ... (
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Apr 26, 2012 |
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- I miracoli di Val Morel (151)
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By Dino Buzzati -
Finished on Feb 22, 2012 




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- Il terzo Reich (32)
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By Klaus Hildebrand -
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- L' uomo e le masse nelle ideologie nazionaliste (83)
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By George L. Mosse -
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- Alla mia Sinistra (389)
- Lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare con me
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By Federico Rampini -
Finished on Mar 9, 2012 




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- Manifesto degli economisti sgomenti (42)
- Capire e superare la crisi
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By Thomas Coutrot, André Orléan, Andrea Baranes, … -
Finished on Feb 15, 2012 




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- Libro delle laudi (56)
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By Patrizia Valduga -
Finished on Feb 3, 2012
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Leggetelo, è bellissimo.
Vorrei evitare, però, di dare stelle.
Sono un lettore comune e men che modesto nella competenza. Le stelle per me non sono giudizio, ma solo un gesto ammirativo e di ringraziamento.
Come fai a giudicare questo libro, così diretto e bruciante in ciò che dice e nel modo ... (continue ) -
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Feb 4, 2012 |
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- Elogio della filosofia (76)
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By Maurice Merleau-Ponty -
Finished 




Finished (re-read) on Feb 12, 2012 




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- L'anima degli animali (1)
- (Poesie II)
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By Orlando Biddau -
Finished on Mar 31, 2012
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LEGGENDA
Sciaborda un’antica memoria,
ma sì franta e attutita
dal tempo, con lo smorto
sciacquìo dell’onde sull’arenile,
ove esauste s’infrangono;
o procellosa arrovella banchi d’alghe
e di ciottoli a barriera,
tra gusci di molluschi morti,
di spugne e relitti di chiatte
e barche finite . ... (continue ) -
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Mar 31, 2012 |
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- La tomba verde e Avventure (1)
- Liriche e prose 1916-1929
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By Adriano Grande -
Finished on Feb 11, 2012 




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AUTUNNO
Autunno la tua musica!
Un’uguale dolcezza in me discende
a quella che t’avvolge, o età dell’anno
che scendi a morte con mesta allegrezza.
Concedi ch’io mi accordi sui tuoi flauti.
Prestami una tua forma.
Dammi i tuoi frutti accesi:
una vite arrossata; od una pergola
dove io mi ... (continue ) -
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Feb 11, 2012 |
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- I colloqui dei Dodici (19)
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By Bernardino de Sahagún -
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Finished (re-read) on Feb 1, 2012 




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- Calle del vento (3)
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By Diego Valeri -
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Finished (re-read) on Jan 21, 2012 




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Qui c’è sempre un poco di vento,
a tutte l’ore, di ogni stagione:
un soffio almeno, un respiro.
Qui da tanti anni sto io, ci vivo.
E giorno dopo giorno scrivo
il mio nome sul vento.“Calle del vento” (1975) è l’ultimo libro pubblicato da Diego Valeri (1887-1976).
Basta una nott ... (
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Jan 24, 2012 |
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- I sofisti (30)
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By George B. Kerferd -
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Luoghi comuni
Mentre risistemavo dei libri su uno scaffale in alto, di quelli da raggiungere salendo su una sedia, è saltato fuori questo libretto, richiamato dalla dimenticanza e dall’esilio.continue)
J. Rodolfo Wilcock, chi era costui?
Dalla nota introduttiva vengo a sapere che era argentino, di padre inglese e madre ... (
Mentre risistemavo dei libri su uno scaffale in alto, di quelli da raggiungere salendo su una sedia, è saltato fuori questo libretto, richiamato dalla dimenticanza e dall’esilio.
J. Rodolfo Wilcock, chi era costui?
Dalla nota introduttiva vengo a sapere che era argentino, di padre inglese e madre di origine italiana. E che aveva esercitato per qualche tempo la professione di ingegnere. Date le sue origini, padroneggiava diverse lingue. I versi in italiano sono originali. Curata e tradotta da lui ho una antologia di Borges (BUR), del quale era amico.
Poi vengo a sapere che ha tradotto Joyce. Che dal 1955 è diventato italiano (cittadinanza dal 1957).
Cerco un po’ sul web e trovo questo:
http://www.wilcock.it/
Dove c’è un po’ tutto.
Ma non voglio insistere a imprigionare l’incontro inaspettato in una rete di notizie.
Lascio correre sui piedi del caso le parole di questo autore, che del caso e della fedeltà al momento presente pare un cultore. E della corrosione ironica, e di una sorta di ascesi della negazione.
Vivere è percorrere il mondo
attraversando ponti di fumo;
quando si è giunti dall’altra parte
che importa se i ponti precipitano.
Per arrivare in qualche luogo.
bisogna trovare un passaggio,
e non fa niente se scesi dalla vettura
si scopre che questa era un miraggio.
***
Nella mia stanza non c’è nulla
tranne un fonografo e un letto;
e anche nel cuore non c’è nulla
tranne un figlio da me diverso.
[…] Non tutti hanno vuota la stanza,
non tutti hanno il cuore vuoto:
ci si può lasciare entrare
ogni mattino un mondo nuovo.”
Tra i versi di questo libricino alcuni mi sembrano (e sbaglierò) un po’ sciatti e stonati. Alcune poesie sono ingrigite e indecifrabili, forse dettate da occasioni ormai impossibili, o troppo faticose, da ricostruire.
Ma spesso PRENDE IL VOLO.
E allora il suo gioco si fa affascinante ...
3
Forse l’anima è divina, ma non è indispensabile
quanto il corpo in cui dimora e ch’è la sua cagione.
Dalla prima infanzia in poi questo corpo è la prigione
dell’anima che fermenta come una massa malleabile
per finalmente impietrirsi nelle forme più strane,
dall’uccello melodico fino alle peggiori iguane;
ma sempre scomodissima perché non riesce a uscire
da un corpo inadeguato e sempre meno forte,
il che provoca disordini difficili da guarire,
le complicate nevrosi che accelerano la morte.
[…]
6
Nonostante i trionfi della scienza applicata
gli strumenti migliori per osservare l’universo
sono ancora la penetrante lampada del verso,
la musica, la voce di una gola privilegiata,
oppure nella penombra delle candele sparse
il pulpito cosmatesco di diorite incrostata;
qualsiasi luce indicante dove un pensiero arse,
semplici torce o splendidi lampadari,
monasteri carpatici tra i boschi secolari,
rune d’Islanda con princìpi bruschi,
falli d’ambra nella foresta, sarcofaghi etruschi.
Alla luce di questi lumi l’uomo si muove più sicuro,
vede i tramonti, vede le rive del mare,
e pronuncia parole il cui senso oscuro
gli si comincia infine a rivelare.
Un’altra perla della piccola raccolta è l’Epitalamio.
Wilcock tende bene le corde del suo volino. Ne viene fuori uno straordinario “piccolo canzoniere d’amore tra i più credibili” di oggi (così nella prefazione anonima), ma forse è meglio dire un poemetto (con tanto di proemio ed envoi). Che intesse bene nel gioco e nella maestria arguta e originale delle immagini, delle brevi citazioni, imitazioni, parodie, la sostanza di un affetto che ha bisogno di questo riserbo, di questa cerimonia, per poter manifestare meglio la sua natura intensa e festosa.
Dal “Proemio”:
Convoco alberi ed acqua; con piramidi,
con leopardi, con versi latini, con cristalli
formo e decoro questa estiva pergola …
e ancora (nume tutelare John Donne):
Glicini ci profumano;
tra qualche giorno fioriranno i peri,
i primi meli ed i melocotogni,
le mammole, i lillà e anche le piogge.
Ma noi da molto tempo invece
da un autentico amore raffinati,
ci siamo conosciuti quando la neve azzurra
copre i monti ora invisibili
e le capre scendono a valle.
Come il falco che vola attento in cielo,
non appena ti vidi, scesi a prenderti;
ma quello ormai è storia, ed ora ascolta,
ascolta questi versi che parlano di noi.
e un altro “frammento”, ma è sempre poco, perché un poema di questo genere bisogna conoscerlo per intero:
[…] Nessun maggior piacere
che ricordarsi del tempo felice
in silenziosa intimità;
ore che tuttavia sono liete
nella memoria, non nella realtà,
importanti momenti letterari
per cui le nostre vite mutavano talvolta
il loro corso imprevedibile.
Ore passate sul terrazzo
tra i rampicanti indifferenti
aspettando il rumore del telefono.
Quella casa non c’è:
non che sia stata profanata
ma in altra cosa tramutata
dagli occhi estranei che la vedono;
eppure basterebbe una fotografia
di una ringhiera o di una porta uguali,
per commuovermi ancora fino al pianto.
Nel sito che ho linkato, andatevi a leggere altre poesie, da questa e da altre raccolte.
Adelphi ha pubblicato, assieme ad altre cose, la raccolta delle sue poesie italiane.
Pagina Anobii:
http://www.anobii.com/books/Poesie/9788845904257/0145de…