Chi non è attratto dalla possibilità di viaggiare nel tempo? Chi non ha desiderato, almeno una volta, di conoscere in anticipo il proprio futuro o di poter tornare nel passato per cambiare qualcosa? Il viaggio nel tempo che da sempre stuzzica l'immaginario collettivo, è trattato, in questo romanzo
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Chi non è attratto dalla possibilità di viaggiare nel tempo? Chi non ha desiderato, almeno una volta, di conoscere in anticipo il proprio futuro o di poter tornare nel passato per cambiare qualcosa? Il viaggio nel tempo che da sempre stuzzica l'immaginario collettivo, è trattato, in questo romanzo, in maniera del tutto diversa ed originale senza l’aiuto di complicati ed assurdi macchinari, come avviene di solito quando nei libri o nei film si viaggia nel tempo. La storia d’amore tra Henry e Clare è la protagonista di questo romanzo, è descritta attraverso le emozioni dei due protagonisti in un originale alternarsi di passato, presente e futuro. Una storia d'amore irreale, dai contorni sfumati. Henry ha una particolarissima malattia genetica che lo fa saltare indietro ed avanti nel tempo senza una logica. L'amore per Clare, un amore immenso, è il filo che lo guida in questo strano labirinto. Henry conosce Clare a sei anni e questo amore condizionerà e riempirà tutta la vita della bambina fino all’età adulta. I numerosi salti temporali a volte rischiano di confondere un po’ soprattutto all’inizio… Ho trovato molto bella ed interessante la costruzione del romanzo che attraverso flashback e sottili anticipazioni ci fanno prendere confidenza con i due protagonisti. La data e l'età dei due protagonisti sono l'inizio di ogni paragrafo e consentono al lettore di capire l’esatta collocazione temporale dell'episodio e di ricostruire la storia di Henry e Clare.
Il libro parla di Domenico, un uomo umile, onesto, generoso, molto timido e benestante grazie al suo lavoro. Ultimo superstite della famiglia che manda avanti “la bottega dei santi” dove si creano le statue per le chiese, in gesso. S’innamora di una nobile caduta in disgrazia, Anna, che accetta di s
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Il libro parla di Domenico, un uomo umile, onesto, generoso, molto timido e benestante grazie al suo lavoro. Ultimo superstite della famiglia che manda avanti “la bottega dei santi” dove si creano le statue per le chiese, in gesso. S’innamora di una nobile caduta in disgrazia, Anna, che accetta di sposarlo solo per soldi. Domenico non si accorgerà dei sentimenti di Gelsomina che è innamorata di lui e che gli sta vicino fino alla fine…anche quando Anna rivela la sua vera anima. La storia è carina ma mi ha lasciato molta tristezza, soprattutto per il finale privo di riscatto da parte di Domenico e Gelsomina, privo di spazio per cambiare le vite dei protagonisti. La nota negativa?… Le lunghe descrizioni minuziose del negozio e delle statue soprattutto, si va beh, belle, preziose e tutto il resto ma direi che 10 pagine per descriverne una mi sembrano un po’ troppe!
Ho trovato questa lettura serenamente inquietante. Senza spaventarci, senza utilizzare sangue che gronda o fenomeni paranormali, l’autrice riesce a rendere la narrazione inquietante. E’ la storia di una follia, lucidamente perseguita e coltivata per anni. Le due sorelle che sono le protagoniste de
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Ho trovato questa lettura serenamente inquietante. Senza spaventarci, senza utilizzare sangue che gronda o fenomeni paranormali, l’autrice riesce a rendere la narrazione inquietante. E’ la storia di una follia, lucidamente perseguita e coltivata per anni. Le due sorelle che sono le protagoniste della storia, vivono nella villa di famiglia, dopo la misteriosa morte per avvelenamento di tutta la loro famiglia, insieme allo zio e ad un gatto. Sono felici ed hanno una routine prestabilita per ogni giorno della settimana. Hanno pochissimi contatti con il mondo esterno e come tutte le persone un po' schive non sono ben viste e ben volute in paese, ma a loro importa proprio poco. Nella loro mente tutto funziona a meraviglia, si vogliono bene, amano la loro casa che è stata tramandata di generazione in generazione e desiderano solo che tutto continui così all'infinito. E pagina dopo pagina conosceremo le loro ansie e le loro fantasie. L'arrivo di un elemento estraneo turberà il precario equilibrio di follia e normalità e porterà la vicenda lentamente ma inesorabilmente verso l'orlo dell'abisso e ad una straniante conclusione. Durante la lettura i piccoli orrori quotidiani si accumuleranno, la tensione narrativa aumenterà, il clima sarà sempre più decadente e morboso, sarà la follia, la maniacalità dei personaggi a rendere questo romanzo davvero inquietante.
“Io voglio essere felice adesso”…una storia mille storie..
Paolo Cognetti dice : “..Pubblicare un libro dopo quasi cinque anni di lavoro è una liberazione ma anche un lutto, è come la fine di una relazione. A me manca molto scrivere di Sofia. Infatti di nascosto lo faccio ancora.”
A me manca Sofia, mi manca Sofia e il suo mondo ed è difficile scrivere qual
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Paolo Cognetti dice : “..Pubblicare un libro dopo quasi cinque anni di lavoro è una liberazione ma anche un lutto, è come la fine di una relazione. A me manca molto scrivere di Sofia. Infatti di nascosto lo faccio ancora.”
A me manca Sofia, mi manca Sofia e il suo mondo ed è difficile scrivere qualcosa su di lei.. È un romanzo composto da mille pezzi di vite, ognuna osservata in punto particolare della propria esistenza, pezzi di vita di chi ha conosciuto Sofia, di chi l’ha amata, di chi l’ha conosciuta, a volte anche di Sofia. Sofia che insegue la felicità, che cerca la felicità vivendo alla giornata , il suo carattere insolente e irriverente che nasconde la sua fragilità, a volte irritante, Sofia che fugge, Sofia nello sgombero dei suoi oggetti nella casa allagata, nei racconti dei vicini, nel rapporto con sua madre e in quello con suo padre, conosciuto forse troppo tardi, Sofia nella zia ribelle, Sofia vista dallo scrittore, vista dal regista, Sofia che pensi di averla capita ma poi ti sfugge. I personaggi che abitano questo libro sono numerosi e forse proprio loro che toccano, sfiorano o solo osservano Sofia o le sue cose sono i veri protagonisti. La verità è che questo libro ti spiazza e ti lascia un vuoto, perché vorresti continuare a sentire raccontare di Sofia da chi l’ha conosciuta o solo da chi ne ha sentito semplicemente parlare. Non te ne stanchi. Sofia aleggia nel libro ma non l’afferri mai.
Mi è risultato impossibile leggendo alcuni episodi non ridere, De Silva è bravo, è stato capace di trattare argomenti gravi e scottanti con leggerezza, senza però perdere di vista le caratteristiche immorali su cui sono fondati. Le sue riflessioni sono a volte profonde, a volte leggere ma sempre ac
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Mi è risultato impossibile leggendo alcuni episodi non ridere, De Silva è bravo, è stato capace di trattare argomenti gravi e scottanti con leggerezza, senza però perdere di vista le caratteristiche immorali su cui sono fondati. Le sue riflessioni sono a volte profonde, a volte leggere ma sempre acute, interessanti ed accompagnate da una leggerezza ed un humor irresistibili, dove aspetti pur molto seri della vita quotidiana, peraltro di una città difficile come Napoli, e dei rapporti umani vengono raccontati sottolineandone spesso i paradossi ed i loro aspetti spesso assurdi. Il caro Vincenzo Malinconico per dare una svolta alla sua carriera professionale, ormai ridotta ai minimi storici, accetta la nomina (tra vari ripensamenti e lotte interne) come difensore d’ufficio in un processo di camorra. Questo lo trascinerà in episodi più o meno divertenti ma raccontati con brio e con un punto di vista ironico e molto “Napoli style” secondo me. Tutto ciò insieme alle avventure personali lo aiuteranno a capire qualcosa in più di se stesso e della sua realtà e lo porteranno alla fatidica conclusione: “Non avevo capito niente”.
La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
Chi non è attratto dalla possibilità di viaggiare nel tempo? Chi non ha desiderato, almeno una volta, di conoscere in anticipo il proprio futuro o di poter tornare nel passato per cambiare qualcosa?continue)
Il viaggio nel tempo che da sempre stuzzica l'immaginario collettivo, è trattato, in questo romanzo ... (
Chi non è attratto dalla possibilità di viaggiare nel tempo? Chi non ha desiderato, almeno una volta, di conoscere in anticipo il proprio futuro o di poter tornare nel passato per cambiare qualcosa?
Il viaggio nel tempo che da sempre stuzzica l'immaginario collettivo, è trattato, in questo romanzo, in maniera del tutto diversa ed originale senza l’aiuto di complicati ed assurdi macchinari, come avviene di solito quando nei libri o nei film si viaggia nel tempo.
La storia d’amore tra Henry e Clare è la protagonista di questo romanzo, è descritta attraverso le emozioni dei due protagonisti in un originale alternarsi di passato, presente e futuro. Una storia d'amore irreale, dai contorni sfumati.
Henry ha una particolarissima malattia genetica che lo fa saltare indietro ed avanti nel tempo senza una logica. L'amore per Clare, un amore immenso, è il filo che lo guida in questo strano labirinto. Henry conosce Clare a sei anni e questo amore condizionerà e riempirà tutta la vita della bambina fino all’età adulta.
I numerosi salti temporali a volte rischiano di confondere un po’ soprattutto all’inizio… Ho trovato molto bella ed interessante la costruzione del romanzo che attraverso flashback e sottili anticipazioni ci fanno prendere confidenza con i due protagonisti.
La data e l'età dei due protagonisti sono l'inizio di ogni paragrafo e consentono al lettore di capire l’esatta collocazione temporale dell'episodio e di ricostruire la storia di Henry e Clare.
Storia di due anime
Il libro parla di Domenico, un uomo umile, onesto, generoso, molto timido e benestante grazie al suo lavoro. Ultimo superstite della famiglia che manda avanti “la bottega dei santi” dove si creano le statue per le chiese, in gesso. S’innamora di una nobile caduta in disgrazia, Anna, che accetta di s ... (continue)
Il libro parla di Domenico, un uomo umile, onesto, generoso, molto timido e benestante grazie al suo lavoro. Ultimo superstite della famiglia che manda avanti “la bottega dei santi” dove si creano le statue per le chiese, in gesso. S’innamora di una nobile caduta in disgrazia, Anna, che accetta di sposarlo solo per soldi.
Domenico non si accorgerà dei sentimenti di Gelsomina che è innamorata di lui e che gli sta vicino fino alla fine…anche quando Anna rivela la sua vera anima.
La storia è carina ma mi ha lasciato molta tristezza, soprattutto per il finale privo di riscatto da parte di Domenico e Gelsomina, privo di spazio per cambiare le vite dei protagonisti.
La nota negativa?… Le lunghe descrizioni minuziose del negozio e delle statue soprattutto, si va beh, belle, preziose e tutto il resto ma direi che 10 pagine per descriverne una mi sembrano un po’ troppe!
Abbiamo sempre vissuto nel castello
Ho trovato questa lettura serenamente inquietante. Senza spaventarci, senza utilizzare sangue che gronda o fenomeni paranormali, l’autrice riesce a rendere la narrazione inquietante.continue)
E’ la storia di una follia, lucidamente perseguita e coltivata per anni.
Le due sorelle che sono le protagoniste de ... (
Ho trovato questa lettura serenamente inquietante. Senza spaventarci, senza utilizzare sangue che gronda o fenomeni paranormali, l’autrice riesce a rendere la narrazione inquietante.
E’ la storia di una follia, lucidamente perseguita e coltivata per anni.
Le due sorelle che sono le protagoniste della storia, vivono nella villa di famiglia, dopo la misteriosa morte per avvelenamento di tutta la loro famiglia, insieme allo zio e ad un gatto. Sono felici ed hanno una routine prestabilita per ogni giorno della settimana.
Hanno pochissimi contatti con il mondo esterno e come tutte le persone un po' schive non sono ben viste e ben volute in paese, ma a loro importa proprio poco.
Nella loro mente tutto funziona a meraviglia, si vogliono bene, amano la loro casa che è stata tramandata di generazione in generazione e desiderano solo che tutto continui così all'infinito. E pagina dopo pagina conosceremo le loro ansie e le loro fantasie.
L'arrivo di un elemento estraneo turberà il precario equilibrio di follia e normalità e porterà la vicenda lentamente ma inesorabilmente verso l'orlo dell'abisso e ad una straniante conclusione.
Durante la lettura i piccoli orrori quotidiani si accumuleranno, la tensione narrativa aumenterà, il clima sarà sempre più decadente e morboso, sarà la follia, la maniacalità dei personaggi a rendere questo romanzo davvero inquietante.
Sofia si veste sempre di nero
Paolo Cognetti dice : “..Pubblicare un libro dopo quasi cinque anni di lavoro è una liberazione ma anche un lutto, è come la fine di una relazione. A me manca molto scrivere di Sofia. Infatti di nascosto lo faccio ancora.”
A me manca Sofia, mi manca Sofia e il suo mondo ed è difficile scrivere qual ... (continue)
Paolo Cognetti dice : “..Pubblicare un libro dopo quasi cinque anni di lavoro è una liberazione ma anche un lutto, è come la fine di una relazione. A me manca molto scrivere di Sofia. Infatti di nascosto lo faccio ancora.”
A me manca Sofia, mi manca Sofia e il suo mondo ed è difficile scrivere qualcosa su di lei..
È un romanzo composto da mille pezzi di vite, ognuna osservata in punto particolare della propria esistenza, pezzi di vita di chi ha conosciuto Sofia, di chi l’ha amata, di chi l’ha conosciuta, a volte anche di Sofia.
Sofia che insegue la felicità, che cerca la felicità vivendo alla giornata , il suo carattere insolente e irriverente che nasconde la sua fragilità, a volte irritante, Sofia che fugge, Sofia nello sgombero dei suoi oggetti nella casa allagata, nei racconti dei vicini, nel rapporto con sua madre e in quello con suo padre, conosciuto forse troppo tardi, Sofia nella zia ribelle, Sofia vista dallo scrittore, vista dal regista, Sofia che pensi di averla capita ma poi ti sfugge.
I personaggi che abitano questo libro sono numerosi e forse proprio loro che toccano, sfiorano o solo osservano Sofia o le sue cose sono i veri protagonisti. La verità è che questo libro ti spiazza e ti lascia un vuoto, perché vorresti continuare a sentire raccontare di Sofia da chi l’ha conosciuta o solo da chi ne ha sentito semplicemente parlare. Non te ne stanchi. Sofia aleggia nel libro ma non l’afferri mai.
Non avevo capito niente
Mi è risultato impossibile leggendo alcuni episodi non ridere, De Silva è bravo, è stato capace di trattare argomenti gravi e scottanti con leggerezza, senza però perdere di vista le caratteristiche immorali su cui sono fondati.continue)
Le sue riflessioni sono a volte profonde, a volte leggere ma sempre ac ... (
Mi è risultato impossibile leggendo alcuni episodi non ridere, De Silva è bravo, è stato capace di trattare argomenti gravi e scottanti con leggerezza, senza però perdere di vista le caratteristiche immorali su cui sono fondati.
Le sue riflessioni sono a volte profonde, a volte leggere ma sempre acute, interessanti ed accompagnate da una leggerezza ed un humor irresistibili, dove aspetti pur molto seri della vita quotidiana, peraltro di una città difficile come Napoli, e dei rapporti umani vengono raccontati sottolineandone spesso i paradossi ed i loro aspetti spesso assurdi.
Il caro Vincenzo Malinconico per dare una svolta alla sua carriera professionale, ormai ridotta ai minimi storici, accetta la nomina (tra vari ripensamenti e lotte interne) come difensore d’ufficio in un processo di camorra.
Questo lo trascinerà in episodi più o meno divertenti ma raccontati con brio e con un punto di vista ironico e molto “Napoli style” secondo me.
Tutto ciò insieme alle avventure personali lo aiuteranno a capire qualcosa in più di se stesso e della sua realtà e lo porteranno alla fatidica conclusione: “Non avevo capito niente”.