Come tutti i libri di Sloterdijk non può lasciare indifferenti, la sua capacità di costruire linee di sviluppo del pensiero, e di rinvenire nella mole sterminata degli eventi culturali quelli che sembrano avere un valore emblematico. Qui in poche pagine molto dirette (è il testo di un Discorso), l'a
... (continue)
Come tutti i libri di Sloterdijk non può lasciare indifferenti, la sua capacità di costruire linee di sviluppo del pensiero, e di rinvenire nella mole sterminata degli eventi culturali quelli che sembrano avere un valore emblematico. Qui in poche pagine molto dirette (è il testo di un Discorso), l'autore propone alcune originali riflessioni sul tema della libertà. Non sono convinto affatto della esemplarità delle sue proposte, ma sicuramente offre spunti di riflessione importanti. Da leggere.
Un linguaggio secco, freddo, diretto, tagliente come un coltello. e forse proprio il coltello è l'oggetto simbolico centrale di questo straordinario romanzo breve. Come sempre Agota Kristof non indulge e non insegue il lettore, non offre soluzioni semplici, non si preoccupa di mostrare la durezza de
... (continue)
Un linguaggio secco, freddo, diretto, tagliente come un coltello. e forse proprio il coltello è l'oggetto simbolico centrale di questo straordinario romanzo breve. Come sempre Agota Kristof non indulge e non insegue il lettore, non offre soluzioni semplici, non si preoccupa di mostrare la durezza dell'esistenza, il buio, il dolore interiore, la sofferenza indicibile. Il protagonista svuota se stesso, del nome della vita, del luogo, del suo tempo e del suo spazio. E così, nudo, si offre al racconto. Perché la vita è racconto. Non è solo mestiere per gli scrittori.
Interessante conversazione tra uno dei maggiori sociologi del '900 (poco conosciuto in Italia purtroppo), e il gruppo di lavoro contro l'utilitarismo di cui faceva parte Serge Latouche, sui temi della democrazia e del relativismo. Contiene molti spunti interessanti, anche se, nell'ambito di una libe
... (continue)
Interessante conversazione tra uno dei maggiori sociologi del '900 (poco conosciuto in Italia purtroppo), e il gruppo di lavoro contro l'utilitarismo di cui faceva parte Serge Latouche, sui temi della democrazia e del relativismo. Contiene molti spunti interessanti, anche se, nell'ambito di una libera conversazione, restano tutti da approfondire. Utile per cominciare a pensare questi temi da una prospettiva diversa.
Davvero un bel libro,che studia le conseguenze del nuovo capitalismo e quindi della flessibilità che ne è il paradigma, sui singoli, sulla formazione dell'ansia con cui ognuno di noi ormai vive la propria condizione lavorativa, sempre più incerta e sempre più precaria, sempre più centrata su un atte
... (continue)
Davvero un bel libro,che studia le conseguenze del nuovo capitalismo e quindi della flessibilità che ne è il paradigma, sui singoli, sulla formazione dell'ansia con cui ognuno di noi ormai vive la propria condizione lavorativa, sempre più incerta e sempre più precaria, sempre più centrata su un atteggiamento "usa e getta", sull'immediatezza dei risultati e degli obiettivi, che cancella ogni ricchezza derivante dall'esperienza e rende quasi impossibile una adeguata narrazione di sé.
Di solito i filosofi interessati all'etica di Kant leggono e studiano la "Critica della ragion Pratica" e tutt'al più la "Fondazione della Metafisica dei costumi", raro è che si avventurino nella faticosa lettura della "Metafisica dei Costumi" che invece rappresenta a mio modo di vedere un passaggio
... (continue)
Di solito i filosofi interessati all'etica di Kant leggono e studiano la "Critica della ragion Pratica" e tutt'al più la "Fondazione della Metafisica dei costumi", raro è che si avventurino nella faticosa lettura della "Metafisica dei Costumi" che invece rappresenta a mio modo di vedere un passaggio necessario e ineludibile per chiunque voglia avere un quadro attendibile delle dottrine etiche della modernità. E non solo. Credo che questo testo rappresenti una lettura obbligatoria anche per chi si interroghi sull'attualità di una prospettiva morale, e sia impegnato nella messa in questione della quotidianità sotto questo profilo. Kant ha ancora molto da insegnarci, magari facendo confliggere con il suo nemico Nietzsche. E' proprio da questa battaglia che possiamo trovare la nostra via.
Stress e libertà
Come tutti i libri di Sloterdijk non può lasciare indifferenti, la sua capacità di costruire linee di sviluppo del pensiero, e di rinvenire nella mole sterminata degli eventi culturali quelli che sembrano avere un valore emblematico. Qui in poche pagine molto dirette (è il testo di un Discorso), l'a ... (continue)
Come tutti i libri di Sloterdijk non può lasciare indifferenti, la sua capacità di costruire linee di sviluppo del pensiero, e di rinvenire nella mole sterminata degli eventi culturali quelli che sembrano avere un valore emblematico. Qui in poche pagine molto dirette (è il testo di un Discorso), l'autore propone alcune originali riflessioni sul tema della libertà. Non sono convinto affatto della esemplarità delle sue proposte, ma sicuramente offre spunti di riflessione importanti. Da leggere.
Ieri
Un linguaggio secco, freddo, diretto, tagliente come un coltello. e forse proprio il coltello è l'oggetto simbolico centrale di questo straordinario romanzo breve. Come sempre Agota Kristof non indulge e non insegue il lettore, non offre soluzioni semplici, non si preoccupa di mostrare la durezza de ... (continue)
Un linguaggio secco, freddo, diretto, tagliente come un coltello. e forse proprio il coltello è l'oggetto simbolico centrale di questo straordinario romanzo breve. Come sempre Agota Kristof non indulge e non insegue il lettore, non offre soluzioni semplici, non si preoccupa di mostrare la durezza dell'esistenza, il buio, il dolore interiore, la sofferenza indicibile. Il protagonista svuota se stesso, del nome della vita, del luogo, del suo tempo e del suo spazio. E così, nudo, si offre al racconto. Perché la vita è racconto. Non è solo mestiere per gli scrittori.
Relativismo e democrazia
Interessante conversazione tra uno dei maggiori sociologi del '900 (poco conosciuto in Italia purtroppo), e il gruppo di lavoro contro l'utilitarismo di cui faceva parte Serge Latouche, sui temi della democrazia e del relativismo. Contiene molti spunti interessanti, anche se, nell'ambito di una libe ... (continue)
Interessante conversazione tra uno dei maggiori sociologi del '900 (poco conosciuto in Italia purtroppo), e il gruppo di lavoro contro l'utilitarismo di cui faceva parte Serge Latouche, sui temi della democrazia e del relativismo. Contiene molti spunti interessanti, anche se, nell'ambito di una libera conversazione, restano tutti da approfondire. Utile per cominciare a pensare questi temi da una prospettiva diversa.
L'uomo flessibile
Davvero un bel libro,che studia le conseguenze del nuovo capitalismo e quindi della flessibilità che ne è il paradigma, sui singoli, sulla formazione dell'ansia con cui ognuno di noi ormai vive la propria condizione lavorativa, sempre più incerta e sempre più precaria, sempre più centrata su un atte ... (continue)
Davvero un bel libro,che studia le conseguenze del nuovo capitalismo e quindi della flessibilità che ne è il paradigma, sui singoli, sulla formazione dell'ansia con cui ognuno di noi ormai vive la propria condizione lavorativa, sempre più incerta e sempre più precaria, sempre più centrata su un atteggiamento "usa e getta", sull'immediatezza dei risultati e degli obiettivi, che cancella ogni ricchezza derivante dall'esperienza e rende quasi impossibile una adeguata narrazione di sé.
La metafisica dei costumi
Di solito i filosofi interessati all'etica di Kant leggono e studiano la "Critica della ragion Pratica" e tutt'al più la "Fondazione della Metafisica dei costumi", raro è che si avventurino nella faticosa lettura della "Metafisica dei Costumi" che invece rappresenta a mio modo di vedere un passaggio ... (continue)
Di solito i filosofi interessati all'etica di Kant leggono e studiano la "Critica della ragion Pratica" e tutt'al più la "Fondazione della Metafisica dei costumi", raro è che si avventurino nella faticosa lettura della "Metafisica dei Costumi" che invece rappresenta a mio modo di vedere un passaggio necessario e ineludibile per chiunque voglia avere un quadro attendibile delle dottrine etiche della modernità. E non solo. Credo che questo testo rappresenti una lettura obbligatoria anche per chi si interroghi sull'attualità di una prospettiva morale, e sia impegnato nella messa in questione della quotidianità sotto questo profilo. Kant ha ancora molto da insegnarci, magari facendo confliggere con il suo nemico Nietzsche. E' proprio da questa battaglia che possiamo trovare la nostra via.