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- Possessione (2762)
- Una storia romantica
- By A.S. Byatt
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Reading since Feb 2012
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- Suite francese (3245)
- By Irène Némirovsky
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Finished in Jan 2012





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- Ultime della notte (1028)
- By Petros Markaris
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Finished in Jan 2012





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Primo romanzo della serie dedicata al commissario Kostas Charitos della polizia di Atene, definito dalla critica internazionale "il fratello greco di Maigret" e "il Montalbano di Atene".
Petros Markaris era per me un perfetto sconosciuto fino a pochi giorni fa. Poi, la signora del giallo, alias Nela ... (continue) - — Jan 7, 2012 | Add your feedback
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- Il ladro di merendine (7334)
- By Andrea Camilleri
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Finished in Jan 2012





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Il mio primo Camilleri e il mio primo Montalbano. Salvo ha la faccia di Zingaretti, c’è poco da fare. Scrittura brillante; Camilleri riesce a farti sorridere anche quando il significato di alcune espressioni non è del tutto chiaro per un non siciliano.
Perfetto per una giornata pigra in cui il mond ... (continue) - — Jan 7, 2012 | Add your feedback
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- Il mondo a piedi (292)
- Elogio della marcia
- By David Le Breton
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Finished on Jan 30, 2012
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Camminando, camminando, mi è venuta voglia di leggere questo libretto,acquistato alcuni mesi fa, scritto dall’antropologo francese David Le Breton. Un libriccino che osserva i diversi aspetti del camminare, a partire proprio dal perché camminare.
Le Breton traccia diversi itinerari: interiori ... (continue) - — Jan 31, 2012 | Add your feedback
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- Maigret e la chiusa n. 1 (42)
- Le inchieste del Commissario Maigret n.62
- By Georges Simenon
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Finished in Dec 2011





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Un Simenon più malinconico del solito.
Ambientato a Charenton, alle porte di Parigi, tra casupole e battelli immersi in una luce grigia e sonnolenta; vecchi marinai di poche parole, il nostro Maigret che sta per andare in pensione (forse), un’aggressione e due morti.
Più psicologico che giallo. S ... (continue) - — Dec 28, 2011 | 2 feedbacks
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- I pesci dell'amarezza (19)
- By Fernando Aramburu
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Finished in Dec 2011





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Struggente. Dieci racconti ambientati in paesetti in cui sventola l’ikurriña (bandiera dei Paesi Baschi), episodi che tentano di ricostruire la follia racchiusa nei movimenti terroristici e l’odio irrazionale che si cela dietro ogni ekintza (azione rivoluzionaria, attentato dell’ETA).
Storie amare ... (continue) - — Dec 20, 2011 | Add your feedback
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- Scacco a Maigret (596)
- Il Maigret di Simenon n. 9
- By Georges Simenon
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Finished in Nov 2011





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- Sissi (362)
- By Brigitte Hamann
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Finished on Nov 21, 2011
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La prima biografia storica che leggo. Il viaggio in Austria dell’estate appena trascorsa ha messo a nudo sin troppe lacune nella mia conoscenza della storia dell’Ottocento europeo e ha risvegliato una serie di curiosità.
Mai stata una fan di Sissi; ricordo a malapena qualche brandello dei tanti film ... (continue) - — Nov 22, 2011 | Add your feedback
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- Una stanza tutta per sé (2996)
- By Virginia Woolf
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Finished on Nov 3, 2011





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- L'assassino qualcosa lascia (297)
- By Rosa Mogliasso
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Finished on Oct 16, 2011





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Un giallo piacevole con piglio ironico. Ma le aspettative erano maggiori.
Anche la casa editrice Salani si perde nei refusi. - — Oct 19, 2011 | Add your feedback
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- La casa di carta (184)
- By Carlos María Domínguez
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Finished on Oct 6, 2011





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I libri richiamano libri. E un libro che parla di libri è sempre pericoloso: può essere un macigno ed avere come effetto collaterale il fatto che si smetta di leggere per una settimana o può essere un gioiellino e scatenare l’impulso irrefrenabile di acquistare altri libri e desiderare che arrivi un ... (continue)
- — Oct 19, 2011 | Add your feedback
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- Easter Parade (895)
- By Richard Yates
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Finished on Oct 4, 2011





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*** This comment contains spoilers! ***




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È il secondo libro che leggo di Richard Yates e nonostante quel sapore amaro che non t’abbandona mai nel corso della lettura, all’ultima pagina mi rallegro perché so di avere ancora abbastanza opere di Yates da scoprire. Forse questo Easter Parade, meravigliosamente tradotto, mi è piaciuto anche più ... (continue)
- — Oct 5, 2011 | 2 feedbacks
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- Delitto imperfetto (165)
- By Teresa Solana
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Finished on Sep 29, 2011





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Giallo non giallo -
“A dire il vero, non mi sono mai laureto e non ho neanche mai scritto un romanzo. La colpa, in parte, ce l’ha il Don Chisciotte.
È triste, ma il Don Chisciotte è un libro che non posso soffrire. In quegli anni gloriosi in cui gli studenti facevano ancor manifestazioni e fumavano spinelli nel cortil ... (continue) - — Oct 3, 2011 | Add your feedback
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- Giovinezza a Vienna (44)
- Autobiografia
- By Arthur Schnitzler
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Finished on Sep 22, 2011





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Ho acquistato Giovinezza a Vienna in estate, prima di partire per l’Austria, con l’idea di leggere le vie di Vienna prima di percorrerle. Da questo libro mi aspettavo di scoprire la Vienna di fine ‘800 più che di conoscere la giovinezza dissennata di un borghese ebreo negli anni in cui, in Europa, i ... (continue)
- — Sep 26, 2011 | 2 feedbacks
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Suite francese
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“Mio Dio, cosa mi combina questo paese? Dal momento che mi respinge, osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l’onore e la vita. E gli altri, come considerarli? Gli imperi muoiono. Niente ha importanza. Che le si osservi dal punto di vista mistico o personale, le cose non cambiano. È un tu ... (continue)
“Mio Dio, cosa mi combina questo paese? Dal momento che mi respinge, osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l’onore e la vita. E gli altri, come considerarli? Gli imperi muoiono. Niente ha importanza. Che le si osservi dal punto di vista mistico o personale, le cose non cambiano. È un tutt’uno. Manteniamo la mente fredda. Tempriamo il nostro cuore. Aspettiamo.”
Così scriveva nel suo diario Irène Némirovsky, nel 1941. Osservava la reazione dei francesi, di quel popolo vinto che non era il suo, nei giorni successivi all’invasione tedesca. Era preoccupata I. N. per quelle nuove leggi che venivano promulgate, quelle leggi che l’avevano costretta a cucire sulla casacca delle bimbe la stella gialla e nera. È disperata eppur lucida Irène Némirovsky; è una scrittrice nota, è una donna borghese, è innamorata della Francia e della buona società, che la conosce e la stima; si è convertita al cristianesimo, ha battezzato le sue bambine. Eppure tutto ciò non è sufficiente. Qualsiasi cosa sia accaduta nella sua esistenza, resta il fatto che è nata a Kiev da famiglia ebrea. Poco conta che è stata costretta sin da adolescente a lasciare il suo Paese, poco conta se non ha simpatie né per gli ebrei né per i comunisti, poco importa se si è sempre tenuta lontana dalla politica. Irène Némirovsky non è pura, non è francese, non le è mai stata concessa la nazionalità di quella terra a cui si sente legata e che non ha voluto lasciare quando la situazione iniziava ad essere pericolosa. È di origini ebraiche, pertanto va eliminata, come tutti gli altri.
Due giorni prima d’esser prelevata dai gendarmi francesi, I. N. scrive ad Albin Michel, il direttore letterario della casa editrice che pubblicava le sue opere, queste parole:
“Caro amico… non mi dimentichi. Ho scritto molto. Saranno opere postume, temo, ma scrivere mi fa passare il tempo.”
Suite francese è stata scritta tra il 1941 e il 1942, opera incompiuta rispetto al progetto dell’autrice ma, malgrado ciò, con una sua compiutezza d’insieme e di forte impatto emotivo. Uno sguardo attento non alla guerra, non verso fatti storici – perché quelli passano e domani non li ricorderà nessuno. La scrittrice indaga l’animo umano. Sono le reazioni delle persone davanti all’invasore ad interessarla. Ed è l’atteggiamento dell’altro, lo straniero, che è pur sempre un uomo, ad essere scrutato.
Bisogna analizzare i sentimenti dei contadini, dei negozianti, dei proprietari terrieri, dei borghesi, degli intellettuali… Non a caso, nei suoi appunti, Irène Némirovsky sottolinea che deve rileggere Tolstoj e più volte dice a sé stessa “vedi Guerra e pace”.
Il manoscritto di Suite francese si è salvato miracolosamente. Le figlie della Némirovsky, sopravvissute alla follia di quegli anni, fuggirono per mesi portandosi dietro una valigia contenente poche fotografie e alcuni documenti dei genitori. Senza saperlo, riuscirono così a salvare l’ultimo libro della madre che, dopo tanti anni, loro stesse decifrarono e trascrissero.
Un’opera splendida, più brillante e più coinvolgente rispetto agli altri libri della stessa autrice letti finora. Sarà l’umanità che trasuda da queste pagine a renderlo tanto eccezionale; nella sua incompiutezza è un capolavoro.
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