ecco, io penso ad una cosa del genere! Qui si fa sul serio. Perché, se devo dire la verità, io sono un po' stanca di un certo modo di scrivere moderno, di pagine che seguono una specie di flusso di coscienza che flusso di coscienza non è, delle scritture che ammiccano ad uno slang quotidiano, alla t
... (continue)
ecco, io penso ad una cosa del genere! Qui si fa sul serio. Perché, se devo dire la verità, io sono un po' stanca di un certo modo di scrivere moderno, di pagine che seguono una specie di flusso di coscienza che flusso di coscienza non è, delle scritture che ammiccano ad uno slang quotidiano, alla trasposizione apparentemente spontanea delle idee. Basta, per carità, perchè per poterlo fare bisogna saperlo fare. Questo, invece, è un romanzo. E un signor romanzo. Spero di non sembrare blasfema o esagerata nell'avvicinarlo a Il pozzo della solitudine. Perchè vi ho trovato completezza. Turbamenti simili. Complessità. Lavoro. Pienezza. I luoghi si respirano. Le descrizioni non sono orpello, non appesantiscono (e io non amo particolarmente le descrizioni) ma approfondiscono e aprono porte per entrare. I personaggi, ah, i personaggi dopo un po' sembra di conoscerli davvero, tanto sono cesellati a meraviglia. Io ogni tanto devo leggerlo, un libro così, per ricordarmi cosa sia un vero romanzo. La storia si presta ad essere sceneggiatura di un film, che prima o poi mi auguro verrà realizzato. E le sensazioni, le emozioni, i meccanismi mentali, le spinte, le paure, i comportamenti sono assolutamente veri e contemporanei, tanto da darti la consapevolezza che in materia di sentimenti, e di rapporti e di interiorità, il passare del tempo non abbia aggiunto nulla. Tutto era già. L'altro ieri. Come ieri. Come oggi. Che bel romanzo! E di Angelica, un po', mi sono innamorata anch'io!
Le circostanze dell'amore
ecco, io penso ad una cosa del genere!continue)
Qui si fa sul serio.
Perché, se devo dire la verità, io sono un po' stanca di un certo modo di scrivere moderno, di pagine che seguono una specie di flusso di coscienza che flusso di coscienza non è, delle scritture che ammiccano ad uno slang quotidiano, alla t ... (
ecco, io penso ad una cosa del genere!
Qui si fa sul serio.
Perché, se devo dire la verità, io sono un po' stanca di un certo modo di scrivere moderno, di pagine che seguono una specie di flusso di coscienza che flusso di coscienza non è, delle scritture che ammiccano ad uno slang quotidiano, alla trasposizione apparentemente spontanea delle idee. Basta, per carità, perchè per poterlo fare bisogna saperlo fare.
Questo, invece, è un romanzo. E un signor romanzo.
Spero di non sembrare blasfema o esagerata nell'avvicinarlo a Il pozzo della solitudine. Perchè vi ho trovato completezza. Turbamenti simili. Complessità. Lavoro. Pienezza.
I luoghi si respirano. Le descrizioni non sono orpello, non appesantiscono (e io non amo particolarmente le descrizioni) ma approfondiscono e aprono porte per entrare. I personaggi, ah, i personaggi dopo un po' sembra di conoscerli davvero, tanto sono cesellati a meraviglia.
Io ogni tanto devo leggerlo, un libro così, per ricordarmi cosa sia un vero romanzo.
La storia si presta ad essere sceneggiatura di un film, che prima o poi mi auguro verrà realizzato. E le sensazioni, le emozioni, i meccanismi mentali, le spinte, le paure, i comportamenti sono assolutamente veri e contemporanei, tanto da darti la consapevolezza che in materia di sentimenti, e di rapporti e di interiorità, il passare del tempo non abbia aggiunto nulla. Tutto era già. L'altro ieri. Come ieri. Come oggi.
Che bel romanzo!
E di Angelica, un po', mi sono innamorata anch'io!