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  • Cover of I fiori del male

    I fiori del male

    2 people find this helpful

    Baudelaire è Baudelaire! I suoi versi sono pura armonia in grado di toccare le corde più profonde del nostro essere. La bellezza di questo poeta che scende dal suo piedistallo per discendere giù nell'abisso, nella miseria, nella dannazione di coloro il cui destino sembra non essere degno di essere m ... (continue)

    Baudelaire è Baudelaire! I suoi versi sono pura armonia in grado di toccare le corde più profonde del nostro essere. La bellezza di questo poeta che scende dal suo piedistallo per discendere giù nell'abisso, nella miseria, nella dannazione di coloro il cui destino sembra non essere degno di essere musicato in versi; le cui vite sembrano esser tutto fuorché Muse ispiratrice, e che invece in questo genio trovano una loro dignità, un protagonismo celebre e degno!
    Mi colpisce profondamente Baudelaire uomo che per sentire e conoscere fin nelle viscere quella che è la natura umana prende tutto, sperimenta tutto (le virtù, le violente passioni, le droghe, le miserie, l'abbandono, la nostalgia, la profonda Noia, il non-senso del vivere, la dannazione, la pressione asfisiante del tempo che scorre immutabile...) per sublimarla nell'Arte.
    E la perla più bella e delicata dei "suoi fiori" è "Le cygne"scritta pensando a Victor Hugo:non ci sono parole per descrivere tanta meraviglia...!!

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    — Nov 28, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Così parlò Zarathustra

    Così parlò Zarathustra

    2 people find this helpful

    "Tutti vogliono le stesse cose, tutti sono uguali: chi sente veramente va da sé al manicomio"

    Non si può non dire niente a proposito di questo grande capolavoro! E' una lettura sicuramente molto impegnativa e in certi passaggi enigmatica, ma straordinaria; come straordinario fu quel genio di Nietzsche. Ciò che mi ha colpito è che Zarathustra, il grande saggio, parla utilizzando molte espress ... (continue)

    Non si può non dire niente a proposito di questo grande capolavoro! E' una lettura sicuramente molto impegnativa e in certi passaggi enigmatica, ma straordinaria; come straordinario fu quel genio di Nietzsche. Ciò che mi ha colpito è che Zarathustra, il grande saggio, parla utilizzando molte espressioni bibliche - degna nota del fatto che Nietzsche conoscesse davvero profondamente la Bibbia la cui traduzione di Lutero segnò nella cultura tedesca una svolta epocale - con segno negativo! Ogni espressione denuncia, nel concetto che Zarathustra vuole esprimere, l'esatto contrario di quanto volesse dire il Gesù storico. C'è poi da dire che è tipico della letteratura tedesca trovare grandi personalità filosofico-letterarie che abbiano cercato di creare nuove "religioni" basate esclusivamente sulle capacità razionali dell'uomo. Altra cosa: la solitudine, che caratterizza da sempre il grande saggio, ma che in Zarathustra e di riscontro nello stesso Nietzsche non ha eguali. Non so chi altri avrebbe potuto scrivere:

    "sono la solitudine fatta uomo".

    Ci sono davvero in questo testo tante suggestioni e tante eco che suscitano come flash lampeggianti, indipendentemente dalla portata storico-filosofica che il suo pensiero contiene.

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    — Nov 9, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Una stanza tutta per sé

    Una stanza tutta per sé

    Non credevo si trattasse di un saggio quando l'ho acquistato... forse ho letto distrattamente la recensione... ma nonostante il pizzico di apparente femminismo che percorre con giuste causa l'intero saggio, l'ho trovato interessante e sinceramente indispensabile per comprendere la vita delle opere d ... (continue)

    Non credevo si trattasse di un saggio quando l'ho acquistato... forse ho letto distrattamente la recensione... ma nonostante il pizzico di apparente femminismo che percorre con giuste causa l'intero saggio, l'ho trovato interessante e sinceramente indispensabile per comprendere la vita delle opere d'arte e dei loro autori. Ciò che mi ha stupito è questo: nonostante le donne fossero considerate fisicamente, moralmente e intellettualmente inferiori al peggiore degli uomini; i grandi poeti, drammaturghi, letterati le hanno sempre invetabilmente utilizzate come muse ispiratrici, come eroine o protagoniste delle loro vicende ritenute comunemente credibili e degne di rispetto. Il tutto contrariamente alla donna che dal momento in cui ha ufficialmente iniziato a far letteratura l'ha fatta per se stessa, non menzionando -se non in rari casi- l'universo maschile... E dopo questa.... direi che non c'è nient'altro da aggiungere!!!!! ;0)

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    — Oct 6, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Decameron

    Decameron

    2 people find this helpful

    Molto bello!!! peccato che doverlo digerire in un mese rischia di sminuire un lavoro così dignitoso...
    Stile grintoso, divertente... sollazzevole direbbe l'autore stesso!!! mi è piaciuto indubbiamente!!!

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    — Sep 24, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Quando ho imparato ad andare in bicicletta. Memoria autobiografica e indentità del Sé

    Quando ho imparato ad andare in bicicletta. Memoria autobiografica e indentità del Sé

    1 person find this helpful

    Partendo da una introduzione sulla memoria autobiografica e sulla psicologia dell'arco della vita, il libro ci presenta le diverse tipologie di memoria: memoria procedurale, semantica e AUTOBIOGRAFICA. E' su quest'ultima che si concentra il testo, proponendo diverse tappe di ricerca: ad esempio l'an ... (continue)

    Partendo da una introduzione sulla memoria autobiografica e sulla psicologia dell'arco della vita, il libro ci presenta le diverse tipologie di memoria: memoria procedurale, semantica e AUTOBIOGRAFICA. E' su quest'ultima che si concentra il testo, proponendo diverse tappe di ricerca: ad esempio l'analisi del ricordo di "Quando ho imparato ad andare in bicicletta" che non a caso dà anche il titolo all'intero testo. Essa infatti è considerata una tappa obbligatoria nel percorso psicofisico dell'individuo, per la costruzione del proprio Sé. Sembra banale, ma attorno a questa "prova" ruotano delle componenti emotive essenziali che potranno condizionare il Sé adulto in termini di fiducia nelle proprie capacità, autostima, senso di colpa ecc. Altra interessante ricerca viene svolta a proposito di un'altra grande tappa nel vissuto comune: il compimento dei 18 anni. Anche questo decisamente carico di contenuti, visto che a livello emotivo è paragonabile per l'individuo stesso a quelle grandi svolte di indipendenza che carratterizzano la vita dell'uomo: dal bambino che muove i primi passi, al ragazzino che impara ad andare in bicicletta.
    Dal ricordo si giunge gradualmente al non-ricordo: casi di oblio e amnesia, con particolare riguardo al morbo di Alzheimer.

    E poi non posso certamente trascurare le perle letterarie che vi sono all'interno, anche se purtroppo soltanto accennate... Mi riferisco in particolare a Proust, che con la sua opera "Alla ricerca del tempo perduto" si concentra su vari aspetti della memoria, con particolare riferimento a quella sensoriale. Sarà infatti il gusto del famoso biscotto francese che risveglierà in un Proust adulto il ricordo apparentemente cancellato dell'infanzia: quando si recava dalla zia Léonie che era solita offrirgli la madeleine inzuppata nel tè.
    Altra opera soltanto accennata è il celebre racconto di Borges "Funes o della memoria". Il protagonista di questa storia è un giovane dalla memoria infallibile. Ma questo fatto che sembra utile nella vita e che lo fa ammirare dalla gente, è un peso enorme da sopportare perché il ragazzo ricorda ogni minima cosa, anche la più insignificante. Questo semplice racconto è necessario all'autore per spiegarci che l'oblio è un elemento non soltanto inevitabile, ma anche positivo perché è ciò che impedisce alla nostra memoria di conservare dati inutili che a lungo andare intaserebbero la mente e le sue funzioni. Si tratterebbe perciò di un autoadattamento della memoria.

    Ponendo per ultimo lo sguardo sul disagio del morbo di Alzheimer, il testo si conclude ribadendo l'importanza della comunicazione col passato e con le proprie radici, perché è su queste che si fondano la comprensione del presente e la previsione del futuro.

    "Ognuno di noi è un racconto peculiare, costruito di continuo, inconsciamente da noi, in noi e attraverso di noi - (...) Per essere noi stessi, dobbiamo avere noi stessi - possedere, se necessario ri-possedere, la storia del nostro vissuto. Dobbiamo "ripetere" noi stessi, nel senso etimologico del termine, rievocare il dramma interiore, il racconto di noi stessi. L'uomo ha bisogno di questo racconto, di un racconto interiore continuo, per conservare la sua identità, il suo sé." O. Sacks

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    — Jul 2, 2009 | Add your feedback

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