...ed è anche il primo libro letto grazie ai miei vagabondaggi sulle librerie di anobii. Non conoscevo ancora Wallace e ho iniziato da qui. Sono stupefatta, alcuni racconti sono perle: reali, lucide e incastonate su per il collo di chi legge. "Lyndon" è il the best of: Wallace raggiunge vette spropo
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...ed è anche il primo libro letto grazie ai miei vagabondaggi sulle librerie di anobii. Non conoscevo ancora Wallace e ho iniziato da qui. Sono stupefatta, alcuni racconti sono perle: reali, lucide e incastonate su per il collo di chi legge. "Lyndon" è il the best of: Wallace raggiunge vette spropositate quando tenta di spiegare che "l'amore è soltanto una parola, congiunge cose che sono separate. Io e Lyndon siamo d'accordo sul fatto che quello che c'è fra noi non si può più chiamare propriamente amore. Perchè abbiamo smesso molto tempo fa di essere abbastanza separati perchè ci sia un amore a coprire una distanza". Non può che piacermi immensamente qualcuno che riesce in modo eccellente a mettere per iscritto ciò che io non sarei mai in grado di spiegare nemmeno a gesti!
"Giorni felici" è un monologo intriso di umana e quotidiana follia domestica e asociale. L'ho anche visto a teatro: Winnie e i suoi sproloqui, la sola cosa sensata e sensibile sullo sfondo di una platea incivile e incolta. Questa è una pièce la cui trama è la stessa scenografia con cui deve essere a
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"Giorni felici" è un monologo intriso di umana e quotidiana follia domestica e asociale. L'ho anche visto a teatro: Winnie e i suoi sproloqui, la sola cosa sensata e sensibile sullo sfondo di una platea incivile e incolta. Questa è una pièce la cui trama è la stessa scenografia con cui deve essere allestita: un deserto arido e finito in cui è sotterrata una donna dalla vita in giù che parla da sola con la sua borsa e i suoi oggetti. E' una condizione spirituale, psicologica, è una metafora del mondo in cui "sopravviviamo": la trama siamo noi! La trama è il novecento! E' il distacco, il vuoto che ci ha lasciato scoperti nell'allontanarci dai ritmi naturali della vita e del tempo, soli con il nostro io vago ed inquieto a rimbombare tra vie e domande...e a rendere i nostri giorni felici basterà come a Winnie il solo sapere che c'è qualcuno a sentirci, che pure non ascolta nulla di quello che diciamo?
Se un libro ti fa, non sorridere, ma proprio ridere da sola la mattina alle 8.00 mentre sei sull'autobus diretta al lavoro, beh allora è proprio un libro bello!
Il canzoniere (1900-1954)
"So che per quanto alla mia vita hai tolto,
e per te stessa dovrei odiarti.
Ma poi altro che un bacio non so darti
quando t'ascolto."
Quattro righe da quattro stelle ciascuna...
Figuriamoci tutta la raccolta!
Non c'è che dire: anobianamente BELLO.
Madame Butterfly
"Un piccolo cervello frivolo e ignaro"...non mi discosterei troppo dalle parole con cui lo stesso autore definisce la protagonista...
La ragazza dai capelli strani
...ed è anche il primo libro letto grazie ai miei vagabondaggi sulle librerie di anobii. Non conoscevo ancora Wallace e ho iniziato da qui. Sono stupefatta, alcuni racconti sono perle: reali, lucide e incastonate su per il collo di chi legge. "Lyndon" è il the best of: Wallace raggiunge vette spropo ... (continue)
...ed è anche il primo libro letto grazie ai miei vagabondaggi sulle librerie di anobii. Non conoscevo ancora Wallace e ho iniziato da qui. Sono stupefatta, alcuni racconti sono perle: reali, lucide e incastonate su per il collo di chi legge. "Lyndon" è il the best of: Wallace raggiunge vette spropositate quando tenta di spiegare che "l'amore è soltanto una parola, congiunge cose che sono separate. Io e Lyndon siamo d'accordo sul fatto che quello che c'è fra noi non si può più chiamare propriamente amore. Perchè abbiamo smesso molto tempo fa di essere abbastanza separati perchè ci sia un amore a coprire una distanza".
Non può che piacermi immensamente qualcuno che riesce in modo eccellente a mettere per iscritto ciò che io non sarei mai in grado di spiegare nemmeno a gesti!
Giorni felici
"Giorni felici" è un monologo intriso di umana e quotidiana follia domestica e asociale. L'ho anche visto a teatro: Winnie e i suoi sproloqui, la sola cosa sensata e sensibile sullo sfondo di una platea incivile e incolta. Questa è una pièce la cui trama è la stessa scenografia con cui deve essere a ... (continue)
"Giorni felici" è un monologo intriso di umana e quotidiana follia domestica e asociale. L'ho anche visto a teatro: Winnie e i suoi sproloqui, la sola cosa sensata e sensibile sullo sfondo di una platea incivile e incolta. Questa è una pièce la cui trama è la stessa scenografia con cui deve essere allestita: un deserto arido e finito in cui è sotterrata una donna dalla vita in giù che parla da sola con la sua borsa e i suoi oggetti. E' una condizione spirituale, psicologica, è una metafora del mondo in cui "sopravviviamo": la trama siamo noi! La trama è il novecento! E' il distacco, il vuoto che ci ha lasciato scoperti nell'allontanarci dai ritmi naturali della vita e del tempo, soli con il nostro io vago ed inquieto a rimbombare tra vie e domande...e a rendere i nostri giorni felici basterà come a Winnie il solo sapere che c'è qualcuno a sentirci, che pure non ascolta nulla di quello che diciamo?
Me parlare bello un giorno
Se un libro ti fa, non sorridere, ma proprio ridere da sola la mattina alle 8.00 mentre sei sull'autobus diretta al lavoro, beh allora è proprio un libro bello!