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fantasia
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- Il re della pioggia (1543)
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By Saul Bellow -
Finished on Dec 27, 2009
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ciao! arrivo quo dalla tua recensione a Caproni: è uno dei miei poeti preferiti dai tempi del liceo! bella libreria!
grazie per i complimenti!
hai letto un sacco di classici e leggere i tuoi commenti mi ha fatto venire voglia di leggere un classico mastodontico dopo del quale la maggior parte delle altre letture appasiranno...buone letture!
ciao, cerco da tempo e su tutta la rete l'epistolario completo di lou salome con rilke (ed. La Tartaruga), ma è andato fuori catalogo. Sei disposto a vendermelo?
Ciao, grazie per la visita, che ricambio volentieri :-)
un saluto! Ale
Anche la tua librerie è interessante. :) Stavo pensando anche io di prendere qualche opera di Moravia. Quando leggerai Gli indifferenti sarei curiosa di conoscere il tuo giudizio in proposito. :)
Il re della pioggia
Il re della pioggiaNella seconda metà del 2009 mi sono appassionato ai libri di un grande autore americano, Saul Bellow (1915-2005), premio Nobel per la letteratura nel 1976. L’ultimo volume che ho letto, in ordine di tempo, è Il re della pioggia, pubblicato nel 1959; ho già parlato di un libro di Bellow,Il dono di Hu ... (continue)
Nella seconda metà del 2009 mi sono appassionato ai libri di un grande autore americano, Saul Bellow (1915-2005), premio Nobel per la letteratura nel 1976. L’ultimo volume che ho letto, in ordine di tempo, è Il re della pioggia, pubblicato nel 1959; ho già parlato di un libro di Bellow,Il dono di Humboldt, in questo post. I libri che finora ho letto di Bellow (ai due citati va aggiunto il suo capolavoro, Herzog) danno l’impressione di un autore coltissimo, raffinato, e che è intento, allorché descrive le proprie elucubrazioni esistenziali, a svelare le angosce e le paure dell’uomo moderno, smascherandone pregiudizi e meschinità.
Il re della pioggia è però in apparenza un testo diverso dagli altri: in esso infatti, quantomeno a un primo livello di lettura, predomina l’azione ed esiste un certo pathos, mentre la vicenda raccontata (la storia di un benestante americano, Eugenie Henderson, che per superare la sua crisi esistenziale fa un viaggio in Africa entrando casualmente in contatto con due tribù locali), può sembrare una specie di storia fantastica. Per la verità, il testo di Bellow non è solo un racconto d’azione: in esso è evidente la metafora che lega il viaggio in Africa del protagonista, che va alla ricerca di se stesso, all’idea in base alla quale quando ci si smarrisce è impossibile pensare di ritrovare se stessi nel proprio ambiente sociale e geografico.
Leggi il resto su... http://poesiaescrittura.blogspot.com/2010/01/una-recens…