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By Alice Munro -
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- Ad occhi chiusi (6962)
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By Gianrico Carofiglio -
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- Non c'è niente che fa male così (60)
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By Amabile Giusti -
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- Il tempo che vorrei (8775)
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By Fabio Volo -
Finished on Dec 29, 2009 




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- Lo spazio bianco (1468)
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By Valeria Parrella -
Finished on Aug 22, 2009 




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- Una storia semplice (5230)
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By Leonardo Sciascia -
Finished in Jun 2009 




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- Manager in cucina. Ricette per la felicità in azienda (9)
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By Andrea Ceriani -
Finished in Jun 2009 




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- Solo andata (598)
- Righe che vanno troppo spesso a capo
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By Erri De Luca -
Finished in 2008 




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- Il giorno in più (12094)
- Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti
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By Fabio Volo -
Finished in 2008 




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- Il profumo del pane alla lavanda (1524)
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By Sarah Addison Allen -
Finished in Dec 2008 




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- Io, società a responsabilità illimitata. Strumenti per fare la grande differenza (53)
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By Sebastiano Zanolli -
Finished in Dec 2008 




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- L'amore mi perseguita (1100)
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By Federica Bosco -
Finished in Dec 2008 




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- Mi piaci da morire (1892)
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By Federica Bosco -
Finished in Oct 2008 




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- La solitudine dei numeri primi (38212)
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By Paolo Giordano -
Finished in Aug 2008 




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- Donne dagli occhi grandi (1473)
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By Ángeles Mastretta -
Finished in Nov 2007 




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La solitudine dei numeri primi
"La solitudine dei numeri primi": ovvero come costruirsi una carriera parallela e vivere felice.continue)
Dieci e lode per l'operazione di marketing e il coraggio; 6+ per la scrittura.
Titolo e copertina sono stati azzeccati dagli esperti: promettono più di quel che mantengono.
Dolente di dir ... (
"La solitudine dei numeri primi": ovvero come costruirsi una carriera parallela e vivere felice.
Dieci e lode per l'operazione di marketing e il coraggio; 6+ per la scrittura.
Titolo e copertina sono stati azzeccati dagli esperti: promettono più di quel che mantengono.
Dolente di dirlo ma il libro non mi ha affatto entusiasmato.
Sebbene sia pesante all'inizio, si lascia leggere perché per un esordiente di 26 anni non è scritto malaccio.
La scuola Holden deve avergli insegnato qualcosa ...
Io l'ho diluito in una settimana circa.
Paolo Giordano aveva un'idea brillante tra le mani ma non l'ha saputa plasmare.
Qua e là ci sono metafore e similitudini carine tra la vita e la matematica ma nulla più. Affronta temi duri ma non certo nuovi, come il bullismo, l'anoressia, il disagio mentale e la malattia.
La trama è esile e talora poco verosimile.
Manca la caratterizzazione di ambiente e personaggi.
Solo i grandi scrittori riescono a costruire romanzi su pochi elementi.
I suoi derelitti rimangono fredde pedine su di una scacchiera.
Mi reputo abbastanza sensibile ma per me questo testo manca di pathos, umanità o disumanità, compassione ed empatia.
Tra le sue pagine si respira solo l'asetticità di un laboratorio. A meno che non fosse questo l'effetto ricercato da Giordano.
Secondo me il ragazzo deve ancora "farsi le ossa", se vuole fare sul serio.
Lo attendo al varco con una 2° opera che possa dirsi matura.
Dovrà sudare perché è sempre una fregatura, vincere premi ai primi tentativi... conto in banca che sorride a parte … ;-)