Questi sono signori racconti. Non perché siano solo 7 in un libro di medio peso, e quindi piuttosto corposi, ma perché fanno tutti esattamente il mestiere per cui sono stati creati come racconti. E cioè: essere tondo, chiusi, finiti, portano un messaggio e si appoggiano su un'idea. Per dirlo in un a
... (continue)
Questi sono signori racconti. Non perché siano solo 7 in un libro di medio peso, e quindi piuttosto corposi, ma perché fanno tutti esattamente il mestiere per cui sono stati creati come racconti. E cioè: essere tondo, chiusi, finiti, portano un messaggio e si appoggiano su un'idea. Per dirlo in un altro modo: quando mettete mele, cioccolato, farina lievito, vanillina, burro, albumi montati a neve in una teglia imburrata e poi la mettete in forno per 45 minuti, vi aspettate che ne esca una torta; e ci rimanete male se invece tornano fuori soltanto gli ingredienti mescolati e riscaldati. Ecco, i sette racconti di Kundera sono altrettante torte o muffin se preferite, cotti, non bruciati, morbidi, leggeri e digeribili a qualunque ora.
Al Caffè letterario del Salone del libro di Torino 2013, hanno allestito la zona dibattiti (sponsorizzata dalla cioccolateria artigianale Gobino) con dei pannelli arancioni, sui quali è riprodotto un breve racconto. Questo:
L'ultimo cioccolatino
Ovvio che abbia i baffi, un paio di baffetti sottili
... (continue)
Al Caffè letterario del Salone del libro di Torino 2013, hanno allestito la zona dibattiti (sponsorizzata dalla cioccolateria artigianale Gobino) con dei pannelli arancioni, sui quali è riprodotto un breve racconto. Questo:
L'ultimo cioccolatino
Ovvio che abbia i baffi, un paio di baffetti sottili e curati, come non si usano più. Sarebbe un uomo interessante anche senza. Forse di più. Fatto sta che ha questi baffi. E con quella bocca, che sta sotto quei baffi, mi pone la domanda che aspetto. - Un giandujotto - è la mia risposta. Non fa una piega (troppo facile dire che non fa un baffo) e si allontana. Io sorrido per la facile vittoria. Ma dura poco. Non passano cinque minuti che è già di ritorno. Si ferma di fronte a me e apre una confezione. Prende con i guanti un involto di stagnola di un colore indefinito e meraviglioso e me lo mostra. Non posso crederci: è un giandujotto. Devo accettarlo. Con lo sguardo, Baffetti mi chiede il permesso di appoggiarlo sulla mia lingua. Accordato. Il gianduja si scioglie immediatamente, provocandomi una dolorosa felicità. Quanto dura il piacere? Poco. Avrei dovuto chiedere un sigaro. I sigari prolungano la vita. Invece, ho chiesto un giandujotto, pensando che non ne avrebbe trovato uno. Sento gli ordini. Mi viene da alzare una mano come a scuola, per dire ancora qualcosa, per fermare tutto, ma ho le mani legate dietro la schiena. Già. I fucili dei legionari sono già puntati. Quattro in piedi e quattro in ginocchio. Perché ho rifiutato la benda e non ho chiesto un sigaro? Cerco sul palato ancora un po' di piacere. Posso averne un altro? No eh? Amen.
Maigret si sarà pure divertito, ma io no. L'indagine che Maigret segue da casa - perché ufficialente sarebbe in vacanza - è appassionante come Maurizio Lupi seduto sul bidet. Non vedi l'ora che finisca e liberi il cesso.
Provate a scrivere Philip Roth su Google. E cercate tra le immagini. La faccia di Roth vi ricorderà che dovete morire. Serio! Sembra un torinese a cui hanno appena diagnosticato una parodontite devastante. Serio! Incazzoso! Se fosse il padre della ragazza che vi piace, lascereste perdere la tipa. E
... (continue)
Provate a scrivere Philip Roth su Google. E cercate tra le immagini. La faccia di Roth vi ricorderà che dovete morire. Serio! Sembra un torinese a cui hanno appena diagnosticato una parodontite devastante. Serio! Incazzoso! Se fosse il padre della ragazza che vi piace, lascereste perdere la tipa. E di corsa. Ecco, mi chiedo, è possibile che l'uomo a cui appartiene questa faccia con questa espressione (che potrebbe essere un obiettivo sostenibile per Alfano, per dire) sia lo stesso uomo che racconta di come trascorreva le giornate a frullarsi il battacchio in bagno, infilandolo dappertutto, compreso nel pezzo di fegato conservato in frigorifero? Che lo spremeva continuamente, "prima dei pasti, dopo i pasti e durante i pasti"? No, direste, non può essere la stessa persona. Con quella faccia, piuttosto è uno che te lo taglierebbe il coso. Eppure... Il fatto è che il racconto delle avventure sessuali di Portnoy (da solo o in compagnia) si protrae per tutto il libro e per tutto il libro è difficile leggere, perché la pancia su cui il libro è appoggiato salta su e giù e se salta su e giù è perché si sghignazza e si ride. Perché si ride? Perché Roth- Portnoy racconta quello che tutti abbiamo fatto a quell'età (oddio, spero che sia così) utilizzando gli stessi stratagemmi, calzini sporchi compresi, vivendo le stesse angosce, gli stessi patemi, raccontando le stesse balle. Un libro utilissimo per chi ha figli maschi in età (io tre). Non chiedete mai loro, quando sono chiusi in bagno da un po', se si sentono bene. Si sentono benissimo.
Impossibile non fare un confronto con i precedenti romanzi di Ford, soprattutto se si è freschi di lettura. E, rispetto a quelli, questo Canada ne esce battuto. Se nella trilogia di Frank Bascombe, Ford spaziava a 360 gradi nella sua vita, rimescolando anche la nostra e dipingendo un'America in cui
... (continue)
Impossibile non fare un confronto con i precedenti romanzi di Ford, soprattutto se si è freschi di lettura. E, rispetto a quelli, questo Canada ne esce battuto. Se nella trilogia di Frank Bascombe, Ford spaziava a 360 gradi nella sua vita, rimescolando anche la nostra e dipingendo un'America in cui non viene voglia di vivere, qui chiude parecchio l'angolo e racconta una storia che in fondo è piuttosto piccola e ci dice che anche il Canada, in fin dei conti non è quel gran posto. La storia è originale, ma non decolla mai del tutto, come certi uccelli, visti nei documentari, che prendono una gran rincorsa, si staccano dall'acqua ma poi planano pochi metri più in là. Ford ha dimostrato in passato di saper tenere attaccati i suoi lettori alle pagine dei suoi libri senza creare tensione e quasi senza trama, creandosi così un bel credito. Oggi, certo, se ne è speso un bel po'.
Amori ridicoli
Questi sono signori racconti. Non perché siano solo 7 in un libro di medio peso, e quindi piuttosto corposi, ma perché fanno tutti esattamente il mestiere per cui sono stati creati come racconti. E cioè: essere tondo, chiusi, finiti, portano un messaggio e si appoggiano su un'idea.continue)
Per dirlo in un a ... (
Questi sono signori racconti. Non perché siano solo 7 in un libro di medio peso, e quindi piuttosto corposi, ma perché fanno tutti esattamente il mestiere per cui sono stati creati come racconti. E cioè: essere tondo, chiusi, finiti, portano un messaggio e si appoggiano su un'idea.
Per dirlo in un altro modo: quando mettete mele, cioccolato, farina lievito, vanillina, burro, albumi montati a neve in una teglia imburrata e poi la mettete in forno per 45 minuti, vi aspettate che ne esca una torta; e ci rimanete male se invece tornano fuori soltanto gli ingredienti mescolati e riscaldati.
Ecco, i sette racconti di Kundera sono altrettante torte o muffin se preferite, cotti, non bruciati, morbidi, leggeri e digeribili a qualunque ora.
Salone di maggio
7 people find this helpful
L'ultimo cioccolatinoAl Caffè letterario del Salone del libro di Torino 2013, hanno allestito la zona dibattiti (sponsorizzata dalla cioccolateria artigianale Gobino) con dei pannelli arancioni, sui quali è riprodotto un breve racconto. Questo:
L'ultimo cioccolatino
Ovvio che abbia i baffi, un paio di baffetti sottili ... (continue)
Al Caffè letterario del Salone del libro di Torino 2013, hanno allestito la zona dibattiti (sponsorizzata dalla cioccolateria artigianale Gobino) con dei pannelli arancioni, sui quali è riprodotto un breve racconto. Questo:
L'ultimo cioccolatino
Ovvio che abbia i baffi, un paio di baffetti sottili e curati, come non si usano più. Sarebbe un uomo interessante anche senza. Forse di più. Fatto sta che ha questi baffi. E con quella bocca, che sta sotto quei baffi, mi pone la domanda che aspetto.
- Un giandujotto - è la mia risposta.
Non fa una piega (troppo facile dire che non fa un baffo) e si allontana. Io sorrido per la facile vittoria. Ma dura poco. Non passano cinque minuti che è già di ritorno. Si ferma di fronte a me e apre una confezione. Prende con i guanti un involto di stagnola di un colore indefinito e meraviglioso e me lo mostra.
Non posso crederci: è un giandujotto.
Devo accettarlo. Con lo sguardo, Baffetti mi chiede il permesso di appoggiarlo sulla mia lingua.
Accordato.
Il gianduja si scioglie immediatamente, provocandomi una dolorosa felicità.
Quanto dura il piacere? Poco. Avrei dovuto chiedere un sigaro. I sigari prolungano la vita. Invece, ho chiesto un giandujotto, pensando che non ne avrebbe trovato uno.
Sento gli ordini. Mi viene da alzare una mano come a scuola, per dire ancora qualcosa, per fermare tutto, ma ho le mani legate dietro la schiena. Già.
I fucili dei legionari sono già puntati. Quattro in piedi e quattro in ginocchio. Perché ho rifiutato la benda e non ho chiesto un sigaro?
Cerco sul palato ancora un po' di piacere.
Posso averne un altro?
No eh?
Amen.
ac :)
Maigret si diverte
Maigret si sarà pure divertito, ma io no. L'indagine che Maigret segue da casa - perché ufficialente sarebbe in vacanza - è appassionante come Maurizio Lupi seduto sul bidet. Non vedi l'ora che finisca e liberi il cesso.
Lamento di Portnoy
Provate a scrivere Philip Roth su Google. E cercate tra le immagini. La faccia di Roth vi ricorderà che dovete morire. Serio! Sembra un torinese a cui hanno appena diagnosticato una parodontite devastante. Serio! Incazzoso! Se fosse il padre della ragazza che vi piace, lascereste perdere la tipa. E ... (continue)
Provate a scrivere Philip Roth su Google. E cercate tra le immagini. La faccia di Roth vi ricorderà che dovete morire. Serio! Sembra un torinese a cui hanno appena diagnosticato una parodontite devastante. Serio! Incazzoso! Se fosse il padre della ragazza che vi piace, lascereste perdere la tipa. E di corsa.
Ecco, mi chiedo, è possibile che l'uomo a cui appartiene questa faccia con questa espressione (che potrebbe essere un obiettivo sostenibile per Alfano, per dire) sia lo stesso uomo che racconta di come trascorreva le giornate a frullarsi il battacchio in bagno, infilandolo dappertutto, compreso nel pezzo di fegato conservato in frigorifero? Che lo spremeva continuamente, "prima dei pasti, dopo i pasti e durante i pasti"?
No, direste, non può essere la stessa persona. Con quella faccia, piuttosto è uno che te lo taglierebbe il coso. Eppure...
Il fatto è che il racconto delle avventure sessuali di Portnoy (da solo o in compagnia) si protrae per tutto il libro e per tutto il libro è difficile leggere, perché la pancia su cui il libro è appoggiato salta su e giù e se salta su e giù è perché si sghignazza e si ride.
Perché si ride? Perché Roth- Portnoy racconta quello che tutti abbiamo fatto a quell'età (oddio, spero che sia così) utilizzando gli stessi stratagemmi, calzini sporchi compresi, vivendo le stesse angosce, gli stessi patemi, raccontando le stesse balle.
Un libro utilissimo per chi ha figli maschi in età (io tre). Non chiedete mai loro, quando sono chiusi in bagno da un po', se si sentono bene. Si sentono benissimo.
Canada
Impossibile non fare un confronto con i precedenti romanzi di Ford, soprattutto se si è freschi di lettura. E, rispetto a quelli, questo Canada ne esce battuto. Se nella trilogia di Frank Bascombe, Ford spaziava a 360 gradi nella sua vita, rimescolando anche la nostra e dipingendo un'America in cui ... (continue)
Impossibile non fare un confronto con i precedenti romanzi di Ford, soprattutto se si è freschi di lettura. E, rispetto a quelli, questo Canada ne esce battuto. Se nella trilogia di Frank Bascombe, Ford spaziava a 360 gradi nella sua vita, rimescolando anche la nostra e dipingendo un'America in cui non viene voglia di vivere, qui chiude parecchio l'angolo e racconta una storia che in fondo è piuttosto piccola e ci dice che anche il Canada, in fin dei conti non è quel gran posto.
La storia è originale, ma non decolla mai del tutto, come certi uccelli, visti nei documentari, che prendono una gran rincorsa, si staccano dall'acqua ma poi planano pochi metri più in là.
Ford ha dimostrato in passato di saper tenere attaccati i suoi lettori alle pagine dei suoi libri senza creare tensione e quasi senza trama, creandosi così un bel credito. Oggi, certo, se ne è speso un bel po'.