Gli arancini sono quella specialità siciliana che non smette mai di stupirti. Il primo assaggio è sempre come se fosse la prima volta, ogni morso successivo ha un sapore diverso. E a differenza del supplì romano che è pur sempre una succulente bontà, ha il pregio di non finire mai troppo presto, è s
... (continue)
Gli arancini sono quella specialità siciliana che non smette mai di stupirti. Il primo assaggio è sempre come se fosse la prima volta, ogni morso successivo ha un sapore diverso. E a differenza del supplì romano che è pur sempre una succulente bontà, ha il pregio di non finire mai troppo presto, è sostanzioso, ricco, mette di buonumore. Un po’ come i racconti di Montalbano, perché Camilleri ci sa fare e da buon sornione alla fine del libro ti fa trovare anche la sua personale ricetta.
Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini na poco di fette di salame e si da tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia canticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signi-ruzzu, si mangiano!
Tre stelline per lo stile ma almeno cinque per la protagonista. Anche se il film con Renée Zellweger, Colin Firth e Hugh Grant è decisamente superiore al romanzo - mai cast fu più azzeccato - che vanta anche un finale migliore, memorabile il discorsetto di Darcy : "nonostante tua madre e tutto quel
... (continue)
Tre stelline per lo stile ma almeno cinque per la protagonista. Anche se il film con Renée Zellweger, Colin Firth e Hugh Grant è decisamente superiore al romanzo - mai cast fu più azzeccato - che vanta anche un finale migliore, memorabile il discorsetto di Darcy : "nonostante tua madre e tutto quello che ti scappa dalla bocca, mi piaci da morire così come sei..". Ecco, dopo tutte queste premesse, non mi aspettavo che il libro mi avrebbe divertito altrettanto. Ci riesce invece, forse perché Bridget Jones è l’anima buffa di tutte noi.
Essere una donna è peggio che essere un contadino... è un continuo potare e spruzzare antiparassitari: ci sono le gambe da depilare, le ascelle da rasare, le sopracciglia da strappare [..]. L'intero processo è così armonico che ti basta trascurarlo per qualche giorno perché vada tutto in vacca. A volte mi chiedo come sarei se lasciassi fare alla natura: con una barba folta e i baffi a manubrio da ciascun ginocchio in giù, le sopracciglia a cespuglio incolto [..]. C'è da meravigliarsi se le donne non si sentono sicure di sé?
E' stata la rilettura più intensa finora, se escludiamo gli ultimi capitoli del IV°, forse perchè ricordavo poco di questo capitolo, ma soprattutto per la scomparsa del mio personaggio preferito. Ma andiamo per ordine.
E' stata la rilettura più intensa finora, se escludiamo gli ultimi capitoli del IV°, forse perchè ricordavo poco di questo capitolo, ma soprattutto per la scomparsa del mio personaggio preferito. Ma andiamo per ordine.
La lotta tra Mangiamorte e l'Esercito di Silente. Neville che tira fuori tutto il suo coraggio (e ne ha veramente tanto!) mi fa un'immensa tenerezza. Ginny sarà pure il personaggio figo della saga, ma cade al primo colpo, poco ci importa perchè abbiamo Luna, sempre pronta ad aiutare gli altri nei momenti di difficoltà. Mitica, adorabile Luna! [Giuro che ho provato tutta la compassione di Harry quando la rivede a scuola alla ricerca degli oggetti che le hanno preso. Come si può trattarla male? Lei che nei momenti difficili se ne sta buona e tranquilla, dandoti un pò di serenità? E' la prima volta che mi incaponisco così per un personaggio!]
Il momento più drammatico : “una parte di lui si rese conto che fino ad allora Sirius non lo aveva mai fatto aspettare… Sirius aveva rischiato tutto, sempre, per vederlo, per aiutarlo… se non era riapparso quando Harry aveva urlato il suo nome come se la sua vita ne dipendesse, la sola spiegazione possibile era che non poteva… che era davvero…” Una delle mie parti preferite, straziante ma allo stesso tempo bella.
Bellatrix, il personaggio più odiato del libro, è l’immagine della malvagità, basta pensare a come si è comporta con Neville, eppure è una debole, nel suo modo di rapportarsi con Voldermort.
Silente, non mi ha deluso neanche questa volta. Finalmente si è mostrato umano anche lui. “Sappiamo entrambi che ci sono altri modi per distruggere un uomo, Tom. Ammetto che non mi darebbe soddisfazione toglierti soltanto la vita…”
“l’uno dovrà morire per mano dell’altro, perché nessuno dei due può vivere se l‘altro sopravvive…” La profezia, terribile rivelazione fatta dalla Cooman..! Anche se c’era da aspettarselo che dovesse finire così, la vera rivelazione è il dubbio su chi fosse il prescelto. E Voldermort ha scelto il “mezzosangue” come lui.
La conclusione. E’ stato un po’ crudele che Harry scoprisse solo alla fine quale fosse il regalo di Sirius, lo specchietto.. Quante grane in meno e Sirius sarebbe ancora lì a parlare con lui.. Mi piace che sia stata Luna a tirarlo su di morale.
Come sempre c’è il viaggio in treno a regalarci un po’ di serenità, di normalità.. Ron a Ginny : “Basta che tu scelga… meglio… la prossima volta.” Così dicendo, lanciò a Harry una strana occhiata furtiva. ^-^
Nel corso del Gdl si era parlato di una sorta di femminismo della Rowling, perchè nei suoi libri i personaggi più forti o meglio risolutivi, di supporto ai protagonisti sono sempre le donne. Vedi Hermione, Luna e prossimamente la madre di Draco. Non voglio fare la retorica, ma forse la Rowling - da sempre attenta ai temi sociali - ha semplicemente colto la palla al balzo di prendersi una rinvincita. Mi viene in mente un esempio.. Ho letto da qualche parte che quando pubblicò il primo libro, l'editore le consiglio di firmarsi con le iniziali, così a prima vista non si sarebbe colto che l'autore era una donna...! Insomma si è presa questa rivincita di far emergere i personaggi femminili e ci è riuscita senza scardinare le gerarchie a cui siamo abituati, il protagonista, infatti, è un ragazzo e il personaggio più saggio e benvoluto da tutti è un uomo (e la McGranitt, che potrebbe essere considerata altrettanto in gamba, all'inizio viene descritta come severa e arcigna, salvo poi farci vedere che non è detto che se una eccelle nello studio ed è ligia al dovere, debba essere per forza una bacchettona!).
*La frase. Racchiude la forza di Harry, una forza che Voldermort non ha. L’amore. Originale è la descrizione che ne fa Silente a pag. 780 : Nell’Ufficio Misteri c’è una stanza che viene tenuta sempre chiusa..... Ho scelto questa frase a definizione di questo capitolo perché mi piace pensare che la decisione giusta non venga presa con la testa con la ragione, ma che sia una questione d’istinto, di cuore, appunto.
C’era lo sciopero dei giornalieri e dei famigli da spesa. E quando decisero anche di diminuire il mangime alle bestie per ridurre la produzione del latte, don Camillo ne poté più. Cercò di andare a bloccare Peppone e gli altri ma capì che era inutile farli ragionare.
C’era lo sciopero dei giornalieri e dei famigli da spesa. E quando decisero anche di diminuire il mangime alle bestie per ridurre la produzione del latte, don Camillo ne poté più. Cercò di andare a bloccare Peppone e gli altri ma capì che era inutile farli ragionare.
<<Non ti crucciare, Don Camillo>> sussurrò il Cristo.
<<Lo so che il vedere uomini che lasciano deperire la grazia di Dio è per te peccato mortale perché sai che io sono sceso a cavallo per raccogliere una briciola di pane. Ma bisogna perdonarli perché non lo fanno per offendere Dio. Essi cercano affannosamente la giustizia in terra perché non hanno più fede nella giustizia divina, e ricercano affannosamente i beni della terra perché non hanno fede nella ricompensa divina. E perciò credono soltanto a quello che si tocca e si vede, e le macchine volanti sono per essi gli angeli infernali di questo Inferno terrestre che essi tentano invano di far diventare un Paradiso. E’ la troppa cultura che porta alla ignoranza, perché se la cultura non è sorretta dalla fede, a un certo punto l’uomo vede soltanto la matematica delle cose. E l’armonia di questa matematica diventa il suo Dio, e dimentica che è Dio che ha creato questa matematica e questa armonia. Ma il tuo Dio non è fatto di numeri, Don Camillo, e nel cielo del tuo Paradiso volano gli angeli del bene. Il progresso fa diventare sempre più piccolo il mondo per gli uomini : un giorno, quando le macchine correranno a cento miglia al minuto, il mondo sembrerà agli uomini microscopico, e allora l’uomo si troverà come un passero sul pomolo di un altissimo pennone e si affaccerà sull’infinito, e nell’infinito ritroverà Dio e la fede nella vera vita. E odierà le macchine che hanno ridotto il mondo a una manciata di numeri e le distruggerà con le sue stesse mani. Ma ci vorrà del tempo ancora, don Camillo. Quindi rassicurati : la tua bicicletta e il tuo motorino non corrono per ora alcun pericolo.>>
Il Cristo sorrise, e don Camillo lo ringraziò di averlo messo al mondo.
Raccontare la storia della Città per eccellenza attraverso le vicende dei personaggi che l'hanno vissuta. In questo saggio dei Segreti (vedi gli altri su Roma, Parigi e Londra), Augias riesce a far bene due cose :
- parlare di New York senza cadere nei soliti luoghi comuni e stracita
... (continue)
Raccontare la storia della Città per eccellenza attraverso le vicende dei personaggi che l'hanno vissuta. In questo saggio dei Segreti (vedi gli altri su Roma, Parigi e Londra), Augias riesce a far bene due cose :
- parlare di New York senza cadere nei soliti luoghi comuni e stracitati della città, ma soprattutto senza commenti pervertiti (è stato un grande sforzo per lui);
- tracciare in poche pagine alcune biografie ricche e significative, qualcuna memorabile.
Come quella di Dorothy Parker che partecipa alla Tavola Rotonda al Algonquin Hotel, dei suoi amanti, gli scritti e gli ultimi giorni. E poi, le melodie di Gershiwn e di Irving Berlin, i giorni newyorchesi di Marilyn con Arthur Miller, le tele di Basquiat e l'amore sfortunato di Edgar Allan Poe. E ancora Melville, Edith Wharton, Keith Haring, Walt Whitman...
Il capitolo da non perdere è quello sullo spionaggio inglese della Seconda Guerra Mondiale. Cosa c'entra con New York? Bè è una di quelle digressioni azzeccate e interessanti che non gustano mai.
E per finire, il libro e il film consigliati dallo stesso Augias sono Ragtime di E. L. Doctorow e C'era una volta in America. Perché...
Se si viaggia solo con il corpo e non con la mente, non c'è quasi luogo al mondo che meriti il costo e i disagi d'uno spostamento.
Gli arancini di Montalbano
Gli arancini sono quella specialità siciliana che non smette mai di stupirti. Il primo assaggio è sempre come se fosse la prima volta, ogni morso successivo ha un sapore diverso. E a differenza del supplì romano che è pur sempre una succulente bontà, ha il pregio di non finire mai troppo presto, è s ... (continue)
Gli arancini sono quella specialità siciliana che non smette mai di stupirti. Il primo assaggio è sempre come se fosse la prima volta, ogni morso successivo ha un sapore diverso. E a differenza del supplì romano che è pur sempre una succulente bontà, ha il pregio di non finire mai troppo presto, è sostanzioso, ricco, mette di buonumore. Un po’ come i racconti di Montalbano, perché Camilleri ci sa fare e da buon sornione alla fine del libro ti fa trovare anche la sua personale ricetta.
Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini na poco di fette di salame e si da tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia canticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d’ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signi-ruzzu, si mangiano!
Il diario di Bridget Jones
Tre stelline per lo stile ma almeno cinque per la protagonista. Anche se il film con Renée Zellweger, Colin Firth e Hugh Grant è decisamente superiore al romanzo - mai cast fu più azzeccato - che vanta anche un finale migliore, memorabile il discorsetto di Darcy : "nonostante tua madre e tutto quel ... (continue)
Tre stelline per lo stile ma almeno cinque per la protagonista. Anche se il film con Renée Zellweger, Colin Firth e Hugh Grant è decisamente superiore al romanzo - mai cast fu più azzeccato - che vanta anche un finale migliore, memorabile il discorsetto di Darcy : "nonostante tua madre e tutto quello che ti scappa dalla bocca, mi piaci da morire così come sei..". Ecco, dopo tutte queste premesse, non mi aspettavo che il libro mi avrebbe divertito altrettanto. Ci riesce invece, forse perché Bridget Jones è l’anima buffa di tutte noi.
Essere una donna è peggio che essere un contadino... è un continuo potare e spruzzare antiparassitari: ci sono le gambe da depilare, le ascelle da rasare, le sopracciglia da strappare [..]. L'intero processo è così armonico che ti basta trascurarlo per qualche giorno perché vada tutto in vacca.
A volte mi chiedo come sarei se lasciassi fare alla natura: con una barba folta e i baffi a manubrio da ciascun ginocchio in giù, le sopracciglia a cespuglio incolto [..]. C'è da meravigliarsi se le donne non si sentono sicure di sé?
Harry Potter e l'Ordine della Fenice
***This comment contains spoilers! ***
"E' stato il tuo cuore a salvarti!"*
E' stata la rilettura più intensa finora, se escludiamo gli ultimi capitoli del IV°, forse perchè ricordavo poco di questo capitolo, ma soprattutto per la scomparsa del mio personaggio preferito. Ma andiamo per ordine.
La lotta tra Mangiamorte e l'Eserc ... (continue)
"E' stato il tuo cuore a salvarti!"*
E' stata la rilettura più intensa finora, se escludiamo gli ultimi capitoli del IV°, forse perchè ricordavo poco di questo capitolo, ma soprattutto per la scomparsa del mio personaggio preferito. Ma andiamo per ordine.
La lotta tra Mangiamorte e l'Esercito di Silente. Neville che tira fuori tutto il suo coraggio (e ne ha veramente tanto!) mi fa un'immensa tenerezza. Ginny sarà pure il personaggio figo della saga, ma cade al primo colpo, poco ci importa perchè abbiamo Luna, sempre pronta ad aiutare gli altri nei momenti di difficoltà. Mitica, adorabile Luna! [Giuro che ho provato tutta la compassione di Harry quando la rivede a scuola alla ricerca degli oggetti che le hanno preso. Come si può trattarla male? Lei che nei momenti difficili se ne sta buona e tranquilla, dandoti un pò di serenità? E' la prima volta che mi incaponisco così per un personaggio!]
Il momento più drammatico : “una parte di lui si rese conto che fino ad allora Sirius non lo aveva mai fatto aspettare… Sirius aveva rischiato tutto, sempre, per vederlo, per aiutarlo… se non era riapparso quando Harry aveva urlato il suo nome come se la sua vita ne dipendesse, la sola spiegazione possibile era che non poteva… che era davvero…” Una delle mie parti preferite, straziante ma allo stesso tempo bella.
Bellatrix, il personaggio più odiato del libro, è l’immagine della malvagità, basta pensare a come si è comporta con Neville, eppure è una debole, nel suo modo di rapportarsi con Voldermort.
Silente, non mi ha deluso neanche questa volta. Finalmente si è mostrato umano anche lui. “Sappiamo entrambi che ci sono altri modi per distruggere un uomo, Tom. Ammetto che non mi darebbe soddisfazione toglierti soltanto la vita…”
“l’uno dovrà morire per mano dell’altro, perché nessuno dei due può vivere se l‘altro sopravvive…” La profezia, terribile rivelazione fatta dalla Cooman..! Anche se c’era da aspettarselo che dovesse finire così, la vera rivelazione è il dubbio su chi fosse il prescelto. E Voldermort ha scelto il “mezzosangue” come lui.
La conclusione. E’ stato un po’ crudele che Harry scoprisse solo alla fine quale fosse il regalo di Sirius, lo specchietto.. Quante grane in meno e Sirius sarebbe ancora lì a parlare con lui.. Mi piace che sia stata Luna a tirarlo su di morale.
Come sempre c’è il viaggio in treno a regalarci un po’ di serenità, di normalità.. Ron a Ginny : “Basta che tu scelga… meglio… la prossima volta.” Così dicendo, lanciò a Harry una strana occhiata furtiva. ^-^
Nel corso del Gdl si era parlato di una sorta di femminismo della Rowling, perchè nei suoi libri i personaggi più forti o meglio risolutivi, di supporto ai protagonisti sono sempre le donne. Vedi Hermione, Luna e prossimamente la madre di Draco.
Non voglio fare la retorica, ma forse la Rowling - da sempre attenta ai temi sociali - ha semplicemente colto la palla al balzo di prendersi una rinvincita.
Mi viene in mente un esempio..
Ho letto da qualche parte che quando pubblicò il primo libro, l'editore le consiglio di firmarsi con le iniziali, così a prima vista non si sarebbe colto che l'autore era una donna...!
Insomma si è presa questa rivincita di far emergere i personaggi femminili e ci è riuscita senza scardinare le gerarchie a cui siamo abituati, il protagonista, infatti, è un ragazzo e il personaggio più saggio e benvoluto da tutti è un uomo (e la McGranitt, che potrebbe essere considerata altrettanto in gamba, all'inizio viene descritta come severa e arcigna, salvo poi farci vedere che non è detto che se una eccelle nello studio ed è ligia al dovere, debba essere per forza una bacchettona!).
*La frase. Racchiude la forza di Harry, una forza che Voldermort non ha. L’amore. Originale è la descrizione che ne fa Silente a pag. 780 : Nell’Ufficio Misteri c’è una stanza che viene tenuta sempre chiusa.....
Ho scelto questa frase a definizione di questo capitolo perché mi piace pensare che la decisione giusta non venga presa con la testa con la ragione, ma che sia una questione d’istinto, di cuore, appunto.
Don Camillo
C’era lo sciopero dei giornalieri e dei famigli da spesa. E quando decisero anche di diminuire il mangime alle bestie per ridurre la produzione del latte, don Camillo ne poté più. Cercò di andare a bloccare Peppone e gli altri ma capì che era inutile farli ragionare.
<<Non ti crucciare, D ... (continue)
C’era lo sciopero dei giornalieri e dei famigli da spesa. E quando decisero anche di diminuire il mangime alle bestie per ridurre la produzione del latte, don Camillo ne poté più. Cercò di andare a bloccare Peppone e gli altri ma capì che era inutile farli ragionare.
<<Non ti crucciare, Don Camillo>> sussurrò il Cristo.
<<Lo so che il vedere uomini che lasciano deperire la grazia di Dio è per te peccato mortale perché sai che io sono sceso a cavallo per raccogliere una briciola di pane. Ma bisogna perdonarli perché non lo fanno per offendere Dio. Essi cercano affannosamente la giustizia in terra perché non hanno più fede nella giustizia divina, e ricercano affannosamente i beni della terra perché non hanno fede nella ricompensa divina. E perciò credono soltanto a quello che si tocca e si vede, e le macchine volanti sono per essi gli angeli infernali di questo Inferno terrestre che essi tentano invano di far diventare un Paradiso. E’ la troppa cultura che porta alla ignoranza, perché se la cultura non è sorretta dalla fede, a un certo punto l’uomo vede soltanto la matematica delle cose. E l’armonia di questa matematica diventa il suo Dio, e dimentica che è Dio che ha creato questa matematica e questa armonia. Ma il tuo Dio non è fatto di numeri, Don Camillo, e nel cielo del tuo Paradiso volano gli angeli del bene. Il progresso fa diventare sempre più piccolo il mondo per gli uomini : un giorno, quando le macchine correranno a cento miglia al minuto, il mondo sembrerà agli uomini microscopico, e allora l’uomo si troverà come un passero sul pomolo di un altissimo pennone e si affaccerà sull’infinito, e nell’infinito ritroverà Dio e la fede nella vera vita. E odierà le macchine che hanno ridotto il mondo a una manciata di numeri e le distruggerà con le sue stesse mani. Ma ci vorrà del tempo ancora, don Camillo. Quindi rassicurati : la tua bicicletta e il tuo motorino non corrono per ora alcun pericolo.>>
Il Cristo sorrise, e don Camillo lo ringraziò di averlo messo al mondo.
I segreti di New York
Raccontare la storia della Città per eccellenza attraverso le vicende dei personaggi che l'hanno vissuta. In questo saggio dei Segreti (vedi gli altri su Roma, Parigi e Londra), Augias riesce a far bene due cose :
- parlare di New York senza cadere nei soliti luoghi comuni e stracita ... (continue)
Raccontare la storia della Città per eccellenza attraverso le vicende dei personaggi che l'hanno vissuta. In questo saggio dei Segreti (vedi gli altri su Roma, Parigi e Londra), Augias riesce a far bene due cose :
- parlare di New York senza cadere nei soliti luoghi comuni e stracitati della città, ma soprattutto senza commenti pervertiti (è stato un grande sforzo per lui);
- tracciare in poche pagine alcune biografie ricche e significative, qualcuna memorabile.
Come quella di Dorothy Parker che partecipa alla Tavola Rotonda al Algonquin Hotel, dei suoi amanti, gli scritti e gli ultimi giorni. E poi, le melodie di Gershiwn e di Irving Berlin, i giorni newyorchesi di Marilyn con Arthur Miller, le tele di Basquiat e l'amore sfortunato di Edgar Allan Poe. E ancora Melville, Edith Wharton, Keith Haring, Walt Whitman...
Il capitolo da non perdere è quello sullo spionaggio inglese della Seconda Guerra Mondiale. Cosa c'entra con New York? Bè è una di quelle digressioni azzeccate e interessanti che non gustano mai.
E per finire, il libro e il film consigliati dallo stesso Augias sono Ragtime di E. L. Doctorow e C'era una volta in America. Perché...
Se si viaggia solo con il corpo e non con la mente, non c'è quasi luogo al mondo che meriti il costo e i disagi d'uno spostamento.
Quindi, buon viaggio!