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Non c'è silenzio che non abbia fine
Ho appena chiuso questo volumone di circa 800 pagine, che ho letteralmente divorato, trascorrendo notti insonni. Ho vissuto 24 ore al giorno immersa nella jungla amazzonica con Ingrid Bétancourt, non riuscivo a lasciarla, mi sentivo in colpa per essere nel mio letto sotto il piumone, al riparo da og ... (continue)
Ho appena chiuso questo volumone di circa 800 pagine, che ho letteralmente divorato, trascorrendo notti insonni. Ho vissuto 24 ore al giorno immersa nella jungla amazzonica con Ingrid Bétancourt, non riuscivo a lasciarla, mi sentivo in colpa per essere nel mio letto sotto il piumone, al riparo da ogni avversità. Ora che ho finito di leggere i suoi ricordi, mi sono tuffata in Rete per raccogliere più notizie possibili sul dopo-liberazione e lì, puntualmente, ho visto avverarsi i miei timori: le sue sofferenze sono continuate.
Sono andata alla ricerca delle nuove vite dei suoi compagni di sventura.
E’ stato peggio di quanto mi potessi aspettare.
Mentre seguivo il corso della storia del suo rapimento, mi ripromettevo di cercare e leggere la biografia scritta da una delle sue compagne. Visto che sono state rapite insieme e che lavoravano insieme, mi aveva sorpreso che di questa compagna Ingrid parlasse così poco. Mi sono detta “ci sarà un’altra verità”.
Ora non sono più così sicura di volerla leggere, mentre sono certa di volermi tuffare negli altri due libri di memorie scritti dalla Bétancourt. Almeno io, non la voglio tradire.