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Una delusione -
Un racconto mirato alla riproposizione di due esistenze diverse; un camoscio e un cacciatore. Entrambi arrivati alla fine della loro vita e stanchi, ormai, delle vittorie quotidiane che hanno costellato e scandito le loro giornate. Il camoscio viene presentato come un animale regale, un vero esempio ... (
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Jun 30, 2011 |
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La montagna incantata
L'inesorabile scorrere del tempo nel sanatorio è accompagnato dalla conoscenza di personaggi che, alla stregua di un mosaico, danno vivacità e colore alla narrazione. Ogni personaggio che entra in relazione con Hans ha in sè un qualcosa, un tratto distintivo e unico, della mentalità borhese dell'epo ... (continue)
L'inesorabile scorrere del tempo nel sanatorio è accompagnato dalla conoscenza di personaggi che, alla stregua di un mosaico, danno vivacità e colore alla narrazione. Ogni personaggio che entra in relazione con Hans ha in sè un qualcosa, un tratto distintivo e unico, della mentalità borhese dell'epoca... pregi, ma soprattutto, contraddizioni! Nelle lunghe, interminabili e sempre identiche giornate lassù il lettore può leggere e, quasi vivere di persona, la Belle Epoque....e può, altresì, assistere allo sfaldamento e disfatta che ne producono il tramonto. E' proprio il tempo, inteso e trattato con le migliori accezioni filosofiche, il vero protagonista del romanzo. Un qualcosa che si dilata a dismisura ma che, infondo, rischia di segregare l'uomo statico nel pantano.
E' anche il romanzo delle contraddizioni: la salute e la malattia, il colto e l'incolto (i Russi), le Scienze Tecniche (Hans) e quelle Umane (Settembrini)...ma la contraddizione più vera, la denuncia che si palesa nelle ultime pagine è la vita e la morte.
La morte arriva, infatti, dirompente su tutti. Si abbatte sul sanatorio così come si abbatte sull'Europa intera: è la I Guerra Mondiale. C'è un passaggio del testo che mi ha colpita moltissimo sia per la bellezza stilstica che per il contenuto altamente provocatorio;
T. Mann prova a descrivere l'approssimarsi del male come qualcosa che interrompe uno stato di quiete e pace e che aleggia nell'aria, nell'atmosfera:
"...Poi venne il sereno. C'era un freddo puro, limpido... (...) Da per tutto un luccichio cristallino, un folgorio di diamanti. I boschi erano candidi e neri, le zone del cielo lontane dalla luna, buie e trapunte di stelle. Ombre nette, precise, intense, che sembravano più reali e tangibili delle cose stesse, erano proiettate dalle case, dagli alberi, dai pali del telegrafo sul palo scintillante. Un paio d'ore dopo si arrivava alle sette, otto gradi sotto zero. Il mondo pareva stretto in una purità glaciale, la sua naturale sporchezza ricoperta e irrigidita nel sogno d'una fantastica magia mortale."
Non ci è dato sapere se il nostro protagonista è riuscito a sopravvivere alla guerra dopo avere preso il fucile ed essersi arruolato come moltissimi suoi compagni. La sola amara considerazione, nonchè certezza, è che l'umanità giace in una sorta di delirio tremens e il singolo individuo, nella sua ermeticità, è vero che non può imporre da sè proprie leggi o dettami per cambiare le cose, ma è chiamato, in vista di un imperativo morale, a dare il proprio contributo....
Così come il giovane Hans, così come avrebbe voluto fare suo cugino milite divorato dalla tubercolosi... e così come promette di fare Settembrini..stimolando con i suoi bellissimi discorsi di etica e morale la sua, da sempre, letterata Italia. Splendido.