Una sera eravamo seduti al Moskowitz di New York, verso il Lower East Side. Ricordo che stavamo bevendo del vino di rapa, doveva quindi essere durante il proibizionismo. Un giovanotto dallo sguardo intenso, bruno e pallido, si alza da un tavolo accanto e si avvicina al nostro: piomba sulla
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Una sera eravamo seduti al Moskowitz di New York, verso il Lower East Side. Ricordo che stavamo bevendo del vino di rapa, doveva quindi essere durante il proibizionismo. Un giovanotto dallo sguardo intenso, bruno e pallido, si alza da un tavolo accanto e si avvicina al nostro: piomba sulla sedia di fronte e dice di essere uno studente liceale dell'ultimo anno. Mi guarda di sbieco da sotto gli occhiali: «L'ho osservata per tutta la sera», mi dice. «Per Bacco!». «Vorrei sapere da lei perché non si comporta come uno scrittore». «E come si deve comportare uno scrittore?». «Lo sa benissimo, meglio di me, come si deve comportare uno scrittore». Tentando di essere cordiale: «Mettiamo che io lo sappia, ma lei può essere certo che io voglia comportarmi come uno scrittore?». Da dietro le lenti mi fulminò. Brancolava in cerca di parole. Balzò in piedi; «Permetta che le dica una cosa», sputò fuori in un fiato, «non è un piacere conoscerla».
Tempi migliori
Una sera eravamo seduti al Moskowitz di New York, verso il Lower East Side. Ricordo che stavamo bevendo del vino di rapa, doveva quindi essere durante il proibizionismo.continue)
Un giovanotto dallo sguardo intenso, bruno e pallido, si alza da un tavolo accanto e si avvicina al nostro: piomba sulla ... (
Una sera eravamo seduti al Moskowitz di New York, verso il Lower East Side. Ricordo che stavamo bevendo del vino di rapa, doveva quindi essere durante il proibizionismo.
Un giovanotto dallo sguardo intenso, bruno e pallido, si alza da un tavolo accanto e si avvicina al nostro: piomba sulla sedia di fronte e dice di essere uno studente liceale dell'ultimo anno. Mi guarda di sbieco da sotto gli occhiali:
«L'ho osservata per tutta la sera», mi dice.
«Per Bacco!».
«Vorrei sapere da lei perché non si comporta come uno scrittore».
«E come si deve comportare uno scrittore?».
«Lo sa benissimo, meglio di me, come si deve
comportare uno scrittore».
Tentando di essere cordiale: «Mettiamo che io lo sappia, ma lei può essere certo che io voglia comportarmi come uno scrittore?».
Da dietro le lenti mi fulminò. Brancolava in cerca di parole. Balzò in piedi; «Permetta che le dica una cosa», sputò fuori in un fiato, «non è un piacere conoscerla».