Il perchè del libro è l’amicizia fra Sofri e Ferrara, una amicizia che ottunde i sensi di Sofri, infatti questi, con pazienza, scrive, contesta, contrappunta, dialoga, controbatte, esamina le tesi etc etc, mentre una persona lucida manderebbe il Giulianone a quel paese: 2 righe, chiuso il discorso.
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Il perchè del libro è l’amicizia fra Sofri e Ferrara, una amicizia che ottunde i sensi di Sofri, infatti questi, con pazienza, scrive, contesta, contrappunta, dialoga, controbatte, esamina le tesi etc etc, mentre una persona lucida manderebbe il Giulianone a quel paese: 2 righe, chiuso il discorso. Possibilità di aprire una luce nell’isteria del fanatismo che abita il corpo di Ferrara? Nessuna.
Il testo è anche scritto bene, Sofri ne fa un discorso fra maschi per difendere le donne, rovesciando il polemista funambolico che fa un discorso da maschi per annullare le donne. Il gioco è scoperto, eliminare dal femminile anche il governo sul proprio corpo che residua nell’unicità della maternità e dell’aborto, estromettendo le donne con quel gioco di parole che riconduce l’aborto a questione maschile/sociale/comuniatria (ricordate: l’aborto è un omicidio, le donne non sono assassine, lo è la società, gli uomini...), tutto meno che femminile. Da leggere soprattutto l’analisi del testo di Pasolini usato malamente come una clava dal Foglio e la messa a fuoco del problema che riguarda la scelta dell’aborto a fronte di malattie (genetiche o meno) di cui può essere affetto il feto e da qui tutta la polemica sulla ricerca scietifica: l’accusa è che si voglia eliminare l’individuo malato, mentre più propriamente è che che si vuole eliminare la malattia. In appendice scritti di varie persone sul tema dell’aborto (Pasolini, Bobbio, Ginzburg, etc etc)
Ferrara ha più volte dimostrato che dall'arteriosclerosi non si torna indietro, arrendiamoci!
Contro Giuliano
Il perchè del libro è l’amicizia fra Sofri e Ferrara, una amicizia che ottunde i sensi di Sofri, infatti questi, con pazienza, scrive, contesta, contrappunta, dialoga, controbatte, esamina le tesi etc etc, mentre una persona lucida manderebbe il Giulianone a quel paese: 2 righe, chiuso il discorso. ... (continue)
Il perchè del libro è l’amicizia fra Sofri e Ferrara, una amicizia che ottunde i sensi di Sofri, infatti questi, con pazienza, scrive, contesta, contrappunta, dialoga, controbatte, esamina le tesi etc etc, mentre una persona lucida manderebbe il Giulianone a quel paese: 2 righe, chiuso il discorso. Possibilità di aprire una luce nell’isteria del fanatismo che abita il corpo di Ferrara? Nessuna.
Il testo è anche scritto bene, Sofri ne fa un discorso fra maschi per difendere le donne, rovesciando il polemista funambolico che fa un discorso da maschi per annullare le donne. Il gioco è scoperto, eliminare dal femminile anche il governo sul proprio corpo che residua nell’unicità della maternità e dell’aborto, estromettendo le donne con quel gioco di parole che riconduce l’aborto a questione maschile/sociale/comuniatria (ricordate: l’aborto è un omicidio, le donne non sono assassine, lo è la società, gli uomini...), tutto meno che femminile.
Da leggere soprattutto l’analisi del testo di Pasolini usato malamente come una clava dal Foglio e la messa a fuoco del problema che riguarda la scelta dell’aborto a fronte di malattie (genetiche o meno) di cui può essere affetto il feto e da qui tutta la polemica sulla ricerca scietifica: l’accusa è che si voglia eliminare l’individuo malato, mentre più propriamente è che che si vuole eliminare la malattia.
In appendice scritti di varie persone sul tema dell’aborto (Pasolini, Bobbio, Ginzburg, etc etc)
Ferrara ha più volte dimostrato che dall'arteriosclerosi non si torna indietro, arrendiamoci!