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- Messaggeri dell'oscurità (1704)
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By Alicia Giménez-Bartlett -
Reading since Oct 25, 2012
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- La versione di Barney (15128)
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By Mordecai Richler -
Finished 




Finished (re-read) on Oct 23, 2012 




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- Al limite della notte (564)
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By Michael Cunningham -
Finished on Oct 5, 2012 




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- Non ti meriti nulla (73)
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By Alexander Maksik -
Finished on Jul 30, 2012 




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- Il conte di Montecristo (9857)
- (due volumi)
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By Alexandre Dumas (padre) -
Finished 




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Finished (re-read) on Jul 8, 2012 




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- Amore immortale (429)
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By Cate Tiernan -
Finished on Nov 25, 2010 




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- Paradiso perduto (741)
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By Henry Miller -
Finished on Apr 12, 2010 




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- L'orda del vento (411)
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By Alain Damasio -
Finished on Mar 23, 2010 




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- Infinite Jest (4249)
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By David Foster Wallace -
Finished on Sep 19, 2007 




Finished (re-read) on Apr 7, 2008 




Finished (re-read) on Mar 15, 2010 




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- Amleto (12226)
- Nella traduzione di Cesare Garboli
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By William Shakespeare -
Finished on Feb 12, 2010 




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- Dance dance dance (7537)
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By Haruki Murakami -
Finished on Jan 25, 2010 




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- Enrico IV (360)
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By William Shakespeare -
Finished 




Finished (re-read) on Mar 28, 2009 




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- La morte di Ivan Il'Ic e altri racconti (124)
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By Leo Tolstoy -
Finished 




Finished (re-read) on Dec 5, 2008 




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- Don Chisciotte della Mancia (6894)
- 2 volumi in cofanetto
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By Miguel de Cervantes Saavedra -
Finished in May 2008 




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- La cognizione del dolore (3224)
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By Carlo Emilio Gadda -
Finished 




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Infinite Jest
- Che cos'è Infinite Jest? - chiede un passante.
È forse l'opera più importante di David Foster Wallace, quella che l'ha consacrato dopo La scopa del sistema e ha portato molti a dire che era qualcosa di più di talento, virtuosismo e ottime premesse.
Ma non basta.
- Che cos'è Infinite Jest? - chied ... (continue)
- Che cos'è Infinite Jest? - chiede un passante.
È forse l'opera più importante di David Foster Wallace, quella che l'ha consacrato dopo La scopa del sistema e ha portato molti a dire che era qualcosa di più di talento, virtuosismo e ottime premesse.
Ma non basta.
- Che cos'è Infinite Jest? - chiede un fisico.
È quel libro di 1434 pagine che ne contiene 125 di note. È alto circa 6 cm e se lo porti con te sulla bilancia ti fa pesare due chili in più.
- Che cos'è Infinite Jest? - chiede un professore.
Un manuale di sociologia che ti dice tutto sulla società moderna e postmoderna, ti racconta i fenomeni di dipendenza, necessità e ossessione a tutti i livelli (paranoie per avere vicino alcune persone, per assumere una determinata sostanza, alcolici, dipendenza da programmi televisivi).
Qualcosa che riesce a spiegarti cosa siano l'alienazione e l'assenza di coscienza.
Un piccolo manuale di chimica per abusare al meglio di farmaci legali.
Un manuale molto originale di pedagogia tennistica.
- Che cos'è Infinite Jest? - chiede un lettore e - Di cosa parla esattamente? -
Diciamo che a grandi linee è:
1)La storia di Hal Incandenza, prodigio 17enne della Enfienld Tennis Academy e della sua stravagantissima famiglia: un padre altissimo autore di film d'avanguardia, una madre canadese fissata con la grammatica, un fratello maggiore talento del football e latinlover sempre insoddisfatto dalle sue conquista e uno minore deforme e catatonico, anche lui appassionato di cinema.
2)I colloqui e gli intrighi tra i servizi segreti Americani e Canadesi per procurarsi la copia Master di Infinite Jest (e sì, Infinite Jest è anche un film!) che è stato girato da James Incandenza, cioè il padre di Hal. Il film, se visto, ha il notevole effetto di dare completa dipendenza e portare lo spettatore ad uno stato vegetativo davanti al monitor, fino, nei peggiori casi, alla morte.
Questo è il potere dell'Intrattenimento e di Intrattenimento si sente parlare spesso nei colloqui tra un canadese in sedia a rotelle e un americano travestito da donna, dalle parti di Tucson, AZ.
3)Ordinarie storie di Dipendenza e personaggi strampalati che finiscono tutti quanti a curarsi nella casa di cura della Ennet House, vicina, nella geografia di Infinite, alla Enfield Tennis Academy (ETA per gli amici).
Questo solo a grandi linee. Poi i collegamenti e i possibili paralleli nel libro si sprecano e i tre quadri si mescolano in continuazione. Wallace ha detto che voleva continuamente creare aspettative per poi deluderle, si può dire che c'è riuscito.
L'ipertrofico romanzo pullula di personaggi minori ma perfettamente distinguibili: i molti membri della Ennet, un sacco di giovani tennisti che sono affetti anche dai problemi degli studenti normali - all'ETA non solo si gioca ma si studia anche: separatismo canadese, fisica, matematica pura, ottica e tutto cioè che ha a che fare con traiettorie e curve… per abituare i giocatori a inventare traiettorie per i loro colpi - o tutte le burocrazie e gli insondabili livelli dei servizi segreti Canadesi e US.
Troppi per ricordarli tutti. Ogni quadro ha poi dei sottoquadri, flashback, rituali: l'Eschaton per i giocatori dell'ETA - in pratica risiko giocato attivamente sul maggior numero di campi da tennis possibile e integrato con matematica pura, combattimento atomico e diplomazia -, la paura dei membri Canadesi degli AFL (assassini della sedia a rotelle), delle colline scoscese, le paranoie di Lenz coi gatti o il velo di madame Psychosis / Joelle van Dyne.
Il romanzo crea un mondo che finisce col darvi dipendenza. La cartuccia che tutti cercano e compare qua e la nel libro la state in realtà sfogliando voi tra le vostre mani!
Per quello che riguarda la scrittura, in 1400 e passa pagine DFW ha tutto il tempo per farne di tutti i colori. Lessico confuso con un sacco di ripetizioni e linguaggio basso per i personaggi di strada; stranissime accozzaglie slang/tecniche per i tennisti, specie quando parlano di scuola (Pemulius, Hal, Lord); deliri filosofici o sui massimi sistemi (Marathe, Hal che parla con Mario); linguaggio da competizione tennistica, telecronache di incontri, fenomenologie dei passanti o dell'attesa a rete dopo una demivolè di rovescio troppo corta (i tennisti adoreranno alcune descrizioni degli scambi o di passanti e volee che scendono all'improvviso sulla riga quando sembravano fuori); periodi che vanno avanti per pagine per descrivere una vorticante rapina in sedia a rotelle e tante, tante, tante altre invenzioni.
Chiedete e vi sarà dato! DFW ci fa quello che vuole con la sua scrittura!
Anche nell'organizzazione ci sa fare: oltre alla già citata divisione in quadri, abbiamo note e note alle note che si susseguono in tutto il romanzo e integrano e completano con elenchi di film, trascrizioni di dialoghi, telefonate, indicazioni farmaceutiche sugli effetti di Sostanze, spiegazioni matematiche del teorema del valore minimo, commenti irriverenti a quanto scritto, etc etc etc.
Forse è vero che questo libro è il Male o l'espressione della genialità malvagia, virtuosa, caotica e non so che altri aggettivi mettere, però so che è un libro che letto o meno fa la differenza e, soprattutto, aiuta a capirci tanto di più in quello che ha scritto Wallace e anche altri suoi colleghi (quelli di Dave Eggers e della sua McSweeney's, per intenderci).
Davvero grandioso.