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letteratura …
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- LETTRES DE MON MOULIN (153)
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By Alphonse Daudet -
Finished in 1976
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- Voyage au bout de la nuit (437)
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By Louis-Ferdinand Celine -
Finished on Nov 13, 2010 




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- Balzac et la Petite Tailleuse chinoise (116)
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By Dai Sijie -
Finished on Jul 11, 2010 




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- Dictionnaire amoureux de Naples (5)
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By Jean-Noël Schifano -
Finished on Aug 12, 2010 




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- Bibliomania (88)
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By Gustave Flaubert -
Finished on Jun 12, 2010
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3 people find this helpful -
Confesso la mia ignoranza:nemmeno sapevo che Flaubert avesse scritto questo racconto. Non è male, soprattutto se si considera che è stato scritto da un quindicenne.
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Jun 13, 2010 |
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- De l'inconvénient d'être né (28)
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By Émile Michel Cioran -
Finished on Feb 6, 2010 




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2 people find this helpful 



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Già il titolo non promette sorrisi o amenità . Devo dire che temevo di trovarmi di fronte ad un mattone. Invece il testo si legge agevolmente e, come dice l'autore, non portando avanti una storia ma essendo un insieme di riflessioni sull'argomento, si può cominciare a leggere da una pagina qualsiasi ... (
continue ) -
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Feb 6, 2010 |
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- L'educazione sentimentale (3860)
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By Gustave Flaubert -
Finished
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- Marguerite Yourcenar: Les yeux ouverts (9)
- Entretiens avec Matthieu Galey
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By Marguerite Yourcenar, Matthieu Galey -
Finished
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- Come l'acqua che scorre (986)
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By Marguerite Yourcenar -
Finished 




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- Choix de poésies lyriques (1)
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By Victor Hugo -
Finished 




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- Fabliaux et Contes choisis du Moyen Age (2)
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By Anonyme -
Finished
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- Fables choisies (10)
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By Jean de La Fontaine -
Finished 




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- Horace (23)
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By Corneille -
Finished
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- Les Caracteres (4)
- (Petits Classiques Larousse)
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By Jean De La-bruyere -
Finished 




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- Andromaque (84)
- (Petits Classiques Larousse Texte Integral)
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By Alain Viala, Jean Racine -
Finished
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Voyage au bout de la nuit
Ci ho messo mezzo secolo a decidermi ad affrontare la lettura del Voyage. A darmi la spinta è stata la mia vicina anobiiana Catia, che ringrazio perché senza di lei avrei perso la lettura di un testo che mi è sembrato eccezionale. Per superare l'angoscia che mi danno i testi con un numero assai con ... (continue)
Ci ho messo mezzo secolo a decidermi ad affrontare la lettura del Voyage. A darmi la spinta è stata la mia vicina anobiiana Catia, che ringrazio perché senza di lei avrei perso la lettura di un testo che mi è sembrato eccezionale. Per superare l'angoscia che mi danno i testi con un numero assai consistente di pagine, mi sono messa a tradurre, pagina dopo pagina, il voyage in italiano.Questa forzata lentezza mi ha predisposta a riflettere su quanto andavo traducendo ed a capire,ovviamente nei limiti delle mie capacità , il messaggio che Céline intendeva inviare al lettore e, nello stesso tempo, mi costringeva a cercare in me stessa i come ed i perché di tante realtà che oggi come allora, fanno parte della vita di ogni essere umano. Certo che Céline deve avere sofferto molto per raggiungere, ancora giovane, una visione della realtà umana, civile, morale, economica e sociale così lucidamente spassionata. Non l'ho trovato pessimista, ma di certo il protagonista di questo Voyage, che è poi Céline stesso, vede se stesso ed il prossimo senza il minimo filtro di una qualsiasi illusione o passione. Nessun essere umano da lui descritto rientra in un cliché di bontà o di cattiveria assoluta, dal parigino al primitivo della foresta africana all'americano già schiavo di una industrializzazione che distrugge l'individualità e costringe ad una esistenza priva di entusiasmo in cui l'unico valore è la produzione ed il guadagno. Il giovane che all'inizio , spinto da ideali indotti, corre ad arruolarsi volontario, vede subito cadere tutte le sue illusioni e comprende l'immane stupidità della guerra che costringe gli individui ad ammazzarsi senza una motivazione personale od emotiva perché ciò avvenga. Ogni personaggio che trovi in questo romanzo è proprio come noi stessi e le persone che conosciamo, in una luce obiettivamente impietosa, dove i meno miserabili sono due emarginati: Alcide, un sergente dell'esercito coloniale francese, utilizzato in una zona sperduta nella foresta equatoriale, che quasi si vergogna del suo sacrificio per provvedere all'educazione di una nipotina mai conosciuta rimasta orfana in Francia e che forse mai conoscerà e Molly, una giovane prostituta americana dal cuore grande e gentile. Tutti gli altri, compreso il protagonista, sono dominati dalle proprie debolezze e dai propri egoismi. Certo, chi è giovane e pieno ancora di illusioni troverà forse deprimente questa lettura. Io, che per fortuna ho ormai raggiunto un'età in cui le interpretazioni romantiche della realtà e le tentazioni di ogni genere hanno perso ogni fascino ai miei occhi, ho apprezzato moltissimo quest'opera che secondo me è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Ho anche tentato di leggerne la versione pubblicata in italiano: onestamente non mi è piaciuta, con tutto il rispetto per l'illustre traduttore.