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Fahrenheit 451
***This comment contains spoilers! ***
Il mio primo approccio con questo libro avvenne diversi anni fa, grazie ad un amico più grande che me lo prestò. Ero troppo giovane, probabilmente, per capirlo appieno, così non riuscii a cogliere la finezza del messaggio di Bradbury; ne apprezzai comunque la prosa ricca di ossimori, evocativa, effi ... (continue)
Il mio primo approccio con questo libro avvenne diversi anni fa, grazie ad un amico più grande che me lo prestò. Ero troppo giovane, probabilmente, per capirlo appieno, così non riuscii a cogliere la finezza del messaggio di Bradbury; ne apprezzai comunque la prosa ricca di ossimori, evocativa, efficace e introspettiva.
Rileggendolo in questi due giorni - quasi in preda allo stesso febbrile furore di Montag, il protagonista - mi sono trovato a confermare l'impressione avuta a suo tempo riguardo alla prosa (dieci e lode, Ray, complimenti) e ho potuto comprendere appieno l'avvertimento dello scrittore statunitense.
Non fu il Governo (che nel romanzo appare sempre distante, impersonale, e si materializza solo attraverso i corpi repressivi dei Vigili del Fuoco e della Polizia) a rubare la cultura alla gente; fu la gente stessa a lasciarsi depredare del libero pensiero. E il male non è la tecnologia in sé, ma l'uso distorto che ne fanno le masse intorpidite; i libri, come dice Bradbury, non sono che un veicolo, esattamente come la televisione e la radio (e Internet). Quel che conta è il messaggio.
Come tutte le grandi opere (ad esempio 1984, di cui questo romanzo è il figlio naturale), Fahrenheit 451 è attuale: mi guardo intorno, e sono spaventato da come si stia sempre più realizzando l'incubo descritto in queste pagine, almeno in Italia. E sarà attuale per sempre, un costante monito a non lasciarci derubare delle nostre menti e della nostra capacità di giudizio.
Se mai dovesse nascere un corpo di Pirofili, questo sarà il primo libro che nasconderò.