"Piccola, non essere ingenua. Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare. Qui la chiamiamo l'arte di arrangiarsi. E io voglio diventare un maestro in quest'arte." (pag 51)
Dispersivo. Piacevolmente inutile. La sottile ir
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"Piccola, non essere ingenua. Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare. Qui la chiamiamo l'arte di arrangiarsi. E io voglio diventare un maestro in quest'arte." (pag 51)
Dispersivo. Piacevolmente inutile. La sottile ironia fancazzista di Cinasky mi ha conquistato ancora. Tanto che mi accingo a proseguire nelle letture notturne con "Panino al Prosciutto".
Non ha inizio, non ha fine. Non ha mete. Lo scrivere di Bukowsky procede di pari passo con la sua visione della vita. Alla giornata. Ma l'ironia che trapela in alcuni passi rende questo libro incredibilmente piacevole. L'ho iniziato a leggere storcendo la testa. L'ho finito andando subito a recupera
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Non ha inizio, non ha fine. Non ha mete. Lo scrivere di Bukowsky procede di pari passo con la sua visione della vita. Alla giornata. Ma l'ironia che trapela in alcuni passi rende questo libro incredibilmente piacevole. L'ho iniziato a leggere storcendo la testa. L'ho finito andando subito a recuperare gli altri libri in cui Chinasky è il protagonista. Consigliato soprattutto a chi, dentro, è un po' "on the road".
A breve, a distanza di dieci anni dalla prima lettura, mi immergerò di nuovo in quello che considero il capolavoro di Follett. Ricordo che ero all'università e non riuscivo a staccarmi dal libro, al tempo. La seconda rilettura, per Follett, è rischiosa, perchè gioca molto del suo scrivere sul
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A breve, a distanza di dieci anni dalla prima lettura, mi immergerò di nuovo in quello che considero il capolavoro di Follett. Ricordo che ero all'università e non riuscivo a staccarmi dal libro, al tempo. La seconda rilettura, per Follett, è rischiosa, perchè gioca molto del suo scrivere sul colpo di scena. E io ho buona memoria. Ma credo che anche questa volta lo divorerò. Di Follett, se c'è un libro degno di essere davvero letto, sicuramente è questo.
Ho appena finito di rileggere una fortuna pericolosa, discreto l'intreccio (sempre che uno sia disposto a credere alla facilità con cui i personaggi, in un contesto storico così rigido, vadano dalle stelle alle stalle o viceversa con una facilità assurda). Follett gioca molto sui colpi di scena, e n
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Ho appena finito di rileggere una fortuna pericolosa, discreto l'intreccio (sempre che uno sia disposto a credere alla facilità con cui i personaggi, in un contesto storico così rigido, vadano dalle stelle alle stalle o viceversa con una facilità assurda). Follett gioca molto sui colpi di scena, e ne esce spesso vincente in una prima lettura. In una seconda lettura perde molta efficacia. Dopo "I pilastri della terra", "Una fortuna pericolosoa" a mio avviso resta il suo miglior libro.
E' sempre Licalzi, e il sorriso questo libro te lo strappa. Ma non va oltre. Parte malissimo, secondo me. Dando troppi presupposti al suo personaggio. Abbassandolo a chichè di se stesso. Poi si ritrova... la storia degli amori passati di Zandardi, l'ho trovata "mia"... e spesso mi ha fatto ridere. I
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E' sempre Licalzi, e il sorriso questo libro te lo strappa. Ma non va oltre. Parte malissimo, secondo me. Dando troppi presupposti al suo personaggio. Abbassandolo a chichè di se stesso. Poi si ritrova... la storia degli amori passati di Zandardi, l'ho trovata "mia"... e spesso mi ha fatto ridere. Il seguito del "privilegio di essere un guru" è un po' l'annacquamento del primo. Commerciale. Per quanto simpatico, una parziale delusione.
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"Piccola, non essere ingenua. Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare. Qui la chiamiamo l'arte di arrangiarsi. E io voglio diventare un maestro in quest'arte." (pag 51)
Dispersivo. Piacevolmente inutile. La sottile ir ... (continue)
"Piccola, non essere ingenua. Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare. Qui la chiamiamo l'arte di arrangiarsi. E io voglio diventare un maestro in quest'arte." (pag 51)
Dispersivo. Piacevolmente inutile. La sottile ironia fancazzista di Cinasky mi ha conquistato ancora. Tanto che mi accingo a proseguire nelle letture notturne con "Panino al Prosciutto".
Factotum
Non ha inizio, non ha fine. Non ha mete. Lo scrivere di Bukowsky procede di pari passo con la sua visione della vita. Alla giornata. Ma l'ironia che trapela in alcuni passi rende questo libro incredibilmente piacevole. L'ho iniziato a leggere storcendo la testa. L'ho finito andando subito a recupera ... (continue)
Non ha inizio, non ha fine. Non ha mete. Lo scrivere di Bukowsky procede di pari passo con la sua visione della vita. Alla giornata. Ma l'ironia che trapela in alcuni passi rende questo libro incredibilmente piacevole. L'ho iniziato a leggere storcendo la testa. L'ho finito andando subito a recuperare gli altri libri in cui Chinasky è il protagonista.
Consigliato soprattutto a chi, dentro, è un po' "on the road".
I pilastri della terra (doppia o dati mancanti)
A breve, a distanza di dieci anni dalla prima lettura, mi immergerò di nuovo in quello che considero il capolavoro di Follett.continue)
Ricordo che ero all'università e non riuscivo a staccarmi dal libro, al tempo. La seconda rilettura, per Follett, è rischiosa, perchè gioca molto del suo scrivere sul ... (
A breve, a distanza di dieci anni dalla prima lettura, mi immergerò di nuovo in quello che considero il capolavoro di Follett.
Ricordo che ero all'università e non riuscivo a staccarmi dal libro, al tempo. La seconda rilettura, per Follett, è rischiosa, perchè gioca molto del suo scrivere sul colpo di scena. E io ho buona memoria. Ma credo che anche questa volta lo divorerò. Di Follett, se c'è un libro degno di essere davvero letto, sicuramente è questo.
Una fortuna pericolosa
Ho appena finito di rileggere una fortuna pericolosa, discreto l'intreccio (sempre che uno sia disposto a credere alla facilità con cui i personaggi, in un contesto storico così rigido, vadano dalle stelle alle stalle o viceversa con una facilità assurda). Follett gioca molto sui colpi di scena, e n ... (continue)
Ho appena finito di rileggere una fortuna pericolosa, discreto l'intreccio (sempre che uno sia disposto a credere alla facilità con cui i personaggi, in un contesto storico così rigido, vadano dalle stelle alle stalle o viceversa con una facilità assurda). Follett gioca molto sui colpi di scena, e ne esce spesso vincente in una prima lettura. In una seconda lettura perde molta efficacia. Dopo "I pilastri della terra", "Una fortuna pericolosoa" a mio avviso resta il suo miglior libro.
Vorrei che fosse lei
E' sempre Licalzi, e il sorriso questo libro te lo strappa. Ma non va oltre. Parte malissimo, secondo me. Dando troppi presupposti al suo personaggio. Abbassandolo a chichè di se stesso. Poi si ritrova... la storia degli amori passati di Zandardi, l'ho trovata "mia"... e spesso mi ha fatto ridere. I ... (continue)
E' sempre Licalzi, e il sorriso questo libro te lo strappa. Ma non va oltre. Parte malissimo, secondo me. Dando troppi presupposti al suo personaggio. Abbassandolo a chichè di se stesso. Poi si ritrova... la storia degli amori passati di Zandardi, l'ho trovata "mia"... e spesso mi ha fatto ridere. Il seguito del "privilegio di essere un guru" è un po' l'annacquamento del primo. Commerciale. Per quanto simpatico, una parziale delusione.