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Dizionario affettivo della lingua italiana
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OGGI (23.06.2012)
Io, oggi, se mi dicono di scegliere una parola, scelgo oggi.
Perché oggi, è un giorno che ho conosciuto delle persone belle, fuori e dentro, che si sono ritrovate per una iniziativa a favore dei terremotati dell'Emilia.
E in questa iniziativa di oggi, c'entravano dei libri e io ho ... (continue ) -
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Jun 24, 2012 |
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- Il fiuto dello squalo (72)
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By Gianni Solla -
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Che poi a me, lo Squalo, mi sembra di averlo proprio conosciuto e, quando sarò vecchia, questa storia, la racconterò ai miei nipoti.
Mi immagino che sarà come quando ricordi le storie dei compagni di scuola, tipo che, ogni tanto, a me torna in mente un mio compagno delle elementari che i temi di it ... (continue ) -
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Jun 27, 2012 |
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Il professionale
Io, dopo le medie, ho fatto l’Istituto Tecnico, che non avevo più voglia di fare matematica e invece è successo che mi sono trovata a fare matematica, fisica e chimica, anche.continue)
E quando frequentavo la prima dell’Istituto Tecnico, in quinta, sempre all’Istituto Tecnico, c’era un ragazzo, bellissimo ch ... (
Io, dopo le medie, ho fatto l’Istituto Tecnico, che non avevo più voglia di fare matematica e invece è successo che mi sono trovata a fare matematica, fisica e chimica, anche.
E quando frequentavo la prima dell’Istituto Tecnico, in quinta, sempre all’Istituto Tecnico, c’era un ragazzo, bellissimo che mi sono innamorata appena l’ho visto, anche se, a ripensarci adesso, credo di avergli parlato solo una volta.
All’Istituto Tecnico, si studiava solo una lingua straniera, francese o inglese, in base a quello che avevi già studiato alle medie, e, quando era il momento di quell’ora lì, la classe si divideva, che se in tutto eravamo circa trenta, a fare francese eravamo sette, questo me lo ricordo proprio bene.
E ad essere così in pochi, in sette, a noi, non ci sembrava neanche di essere a lezione, ci sembrava invece di poter fare quello che ci pareva, e allora il francese non lo studiavamo mai, e, quando c’erano le verifiche, la media dei voti era sul cinque.
E una volta, che avevamo studiato il francese ancora meno del solito, è successo che la media dei voti è scesa dal cinque al quattro, e quella volta la professoressa si arrabbiò tantissimo perchè lei, invece, sosteneva che, proprio perché eravamo pochi, la nostra media doveva essere sul sette, almeno.
E adesso, io, credo che avesse ragione, ma quella volta invece ho alzato la mano e le ho detto che, forse, se andavamo sempre male nelle verifiche, forse, non era colpa nostra perché, forse, era lei che, forse, non sapeva spiegare, forse.
E, forse, non ho usato tutti questi forse, quando gliel’ho detto, perché è successo che lei si è arrabbiata ancora di più e mi ha portata dritta dal preside, e il preside mi ha sospesa per un’ora.
Quando poi sono tornata in classe, avevo tutti gli occhi gonfi e rossi, e continuavo a ripetermi che non dovevo piangere.
Ed è stata quella volta lì che sulla porta della mia aula c’era il ragazzo bellissimo di cui ero innamorata, ed è stata quella volta lì che mi ha parlato e mi ha chiesto se andava tutto bene.
E io, che se fosse stata un’altra volta gli sarei saltata in braccio, invece l’ho guardato malissimo e gli ho detto solo un si freddissimo, che avevo fretta di mettere dentro lo zaino tutto quello che avevo sul banco e poi uscire, che poi, in pratica è successo che sono andata a casa un’ora prima, e fuori era anche una bella giornata di sole.
Che raccontata così, sembra che tutta questa storia, con questo libro di Ugo Cornia non c’entra niente, e invece, non ho detto che, collegato al mio Istituto Tecnico, dall’altra parte dell’atrio di ingresso, c’era un Professionale. Ecco.