Le pagine sono bibliche, le frasi luci accecanti che scaldano i cuori. E se la mente si ritrova a ripensare a sè stessa, essa si rispecchia come in un lago limpido all'interno di questo libro. Non è filosofia, nè religione, non è estraniarsi dal mondo ma sentire di farne parte. La bellezza di questo
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Le pagine sono bibliche, le frasi luci accecanti che scaldano i cuori. E se la mente si ritrova a ripensare a sè stessa, essa si rispecchia come in un lago limpido all'interno di questo libro. Non è filosofia, nè religione, non è estraniarsi dal mondo ma sentire di farne parte. La bellezza di questo libro - e di questo scrittore - sta nella lucida umanità delle sue affermazioni, e nella maestria nelle similitudini che Gibran ha dimostrato di saper utilizzare. E' un libro che scuoterà le cime più irte dei vostri rami, come pure le vostre radici più profonde.
La Famiglia. In italiano, non in americano. Non la Famiglia Mafiosa, ma quella degli emigranti italiani in america, è descritta nelle pagine di questo scorrevolissimo libro. E come in un processo di denigrazione ma anche di comprensione delle dinamiche familiari, il protagonista si avventura, volevo
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La Famiglia. In italiano, non in americano. Non la Famiglia Mafiosa, ma quella degli emigranti italiani in america, è descritta nelle pagine di questo scorrevolissimo libro. E come in un processo di denigrazione ma anche di comprensione delle dinamiche familiari, il protagonista si avventura, volevo-non volendo, nel suo passato, in cui dovrà rievocare sentimenti di dipendenza e rancori mai sopiti, ma soltanto messi da parte. L'odio farà posto mai alla presa di coscienza?
Cunningham racconta con leggerezza ed eleganza tre vicende, col filo conduttore del romanzo di Virginia Woolf "La signora Dalloway". Dentro, una serie di vite e di personaggi legati dal minimo comun denominatore della sofferenza. Ma una sofferenza da cui, appunto soffrendo, forse si può anche uscir
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Cunningham racconta con leggerezza ed eleganza tre vicende, col filo conduttore del romanzo di Virginia Woolf "La signora Dalloway". Dentro, una serie di vite e di personaggi legati dal minimo comun denominatore della sofferenza. Ma una sofferenza da cui, appunto soffrendo, forse si può anche uscire. Non sempre, ognuno con le proprie uscite di sicurezza.
Saramago chiede al lettore lo sforzo di pensarsi come Altro-Da-Sé, per un momento immaginare a un altro Sé con le stesse caratteristiche (perfino gli stessi nei) ma che vivono in altre parti del mondo. Cosa lega tali persone? Un macroscopico caso genetico? L'unione delle anime? O cos'altro? E cosa f
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Saramago chiede al lettore lo sforzo di pensarsi come Altro-Da-Sé, per un momento immaginare a un altro Sé con le stesse caratteristiche (perfino gli stessi nei) ma che vivono in altre parti del mondo. Cosa lega tali persone? Un macroscopico caso genetico? L'unione delle anime? O cos'altro? E cosa fare quando si troveranno l'uno di fronte all'altro?
Ok, tutti lo conoscono, è un libro che può aprirti tutti gli orizzonti possibili, in un climax ascendente di prove che non pare mai finire. "Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri" disse l'Anziano. "Io mi sono recato in ogni luogo possibile e immaginabi
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Ok, tutti lo conoscono, è un libro che può aprirti tutti gli orizzonti possibili, in un climax ascendente di prove che non pare mai finire. "Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri" disse l'Anziano. "Io mi sono recato in ogni luogo possibile e immaginabile, in ogni dove e in ogni quando." Lanciò uno sguardo al mare, all'orizzonte. "E' buffo. Quei gabbiani che non hanno una mèta ideale e che viaggiano solo per viaggiare, non arivano da nessuna parte, e vanno piano. Quelli invece che aspirano alla perfezione, anche senza intraprendere alcun viaggio, arrivano ovunque, e in un baleno..." Certo, fa pensare ai propri limiti anche in modo negativo, nel senso che si rischia di pensare a sé stessi come a degli incapaci solo perché non si è riusciti a migliorare subito ciò che si voleva fare, o anche dopo anni di sacrifici. Il messaggio Non ha semplicemente a che fare col tempo, con gli usi e costumi di ciascuno. E' un voler andare oltre, migliorarsi, tentare sempre di perfezionare, in qualunque epoca ci si trovi, quello che si sta facendo. Un enorme volo a planare nella ricerca del volo perfetto. Che non esiste, ma che va tuttavia ricercato.
forse il più noioso libro di Marquez, il titolo intrigante e il nome dell'autore doveva portare ben altro che questo noiosissimo Harmony. Ecco l'ho detto. Ma dov'è il Marquez de L'Amore ai tempi del colera? Dove quello de Dell'Amore e d'altri demoni? Questo sembra uno scontato libricino d'un ve
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forse il più noioso libro di Marquez, il titolo intrigante e il nome dell'autore doveva portare ben altro che questo noiosissimo Harmony. Ecco l'ho detto. Ma dov'è il Marquez de L'Amore ai tempi del colera? Dove quello de Dell'Amore e d'altri demoni? Questo sembra uno scontato libricino d'un vecchio che s'innamora della giovinezza. Tema usato, ma ancora scavabile. qui più scavi e più ti ingolfi da bile. Da mettere sotto la gamba del tavolo se è storto.
Lo sguardo disincantato, cinico ma mai perso anche quando chi agisce prova degli impulsi ribelli all'apatia e prova a vivere, la sete di ricerca del protagonista, le ambientazioni, le disillusioni dell'amore, le cicliche "mutazioni metafisiche" che modificano la storia, l'introspettività nelle descr
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Lo sguardo disincantato, cinico ma mai perso anche quando chi agisce prova degli impulsi ribelli all'apatia e prova a vivere, la sete di ricerca del protagonista, le ambientazioni, le disillusioni dell'amore, le cicliche "mutazioni metafisiche" che modificano la storia, l'introspettività nelle descrizioni dei personaggi e certe volte di intere nazioni come fossero un essere vivente anch'esse.. Per tutti questi (e forse altri) motivi ho trovato magnifica la lettura di questo disincantato libro, forse il più brillante in assoluto di Houellebecq. Lo consiglio vivamente. E consiglio altrettanto vivamente di leggere SOLO il libro: il film non c'entra niente col senso che Houellebecq ha voluto dare alla storia.
Occhi secchi per carne cruda, pronta a essere macellata. Un sottile vento del deserto, mosso dallo sparo del protagonista, ti porta lentamente dentro una situazione che è come un pugno in faccia, da lì una serie di eventi, dove sogni e speranze dell'uomo di farla franca si scontrano con la crudezza
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Occhi secchi per carne cruda, pronta a essere macellata. Un sottile vento del deserto, mosso dallo sparo del protagonista, ti porta lentamente dentro una situazione che è come un pugno in faccia, da lì una serie di eventi, dove sogni e speranze dell'uomo di farla franca si scontrano con la crudezza della realtà. Dallo sguardo disinibito e rieccheggiante valori in cui forse non crede più neppure lui, l'ultimo capolavoro di Cormac Mc Carthy. Sempre più caustico. Come una spina nel fianco.
Saramago, nel suo libro forse più bello e triste (insieme a Cecità), scava nel passato mai indagato della figura di Gesù di Nazareth, donando descrizioni di pensieri e passioni di una delle figure più controverse e importanti della nostra storia. L'ho letto da agnostico, e lo sono rimasto. L'unica c
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Saramago, nel suo libro forse più bello e triste (insieme a Cecità), scava nel passato mai indagato della figura di Gesù di Nazareth, donando descrizioni di pensieri e passioni di una delle figure più controverse e importanti della nostra storia. L'ho letto da agnostico, e lo sono rimasto. L'unica cosa in cui forse non mi sono trovato a condividere, come Visione beninteso della cosa, è stata la figura di un Dio imperscrutabile persino dal figlio stesso e quasi distante dal mondo delle persone. Sicuramente la voglia di smitizzazione era tanta, e in parte era fondamentale per scrostare i santi dalle pareti delle chiese e renderli prima di tutto uomini a tutti gli effetti; forse serviva anche questo metro di valutazione delle opere divine, chissà. Di certo, vedere che fine fa Giuseppe, troppo dimenticato dagli antichi testi ecclesiastici, è toccante, umanamente toccante prima di tutto. Mi sono avvicinato di più alla figura del Cristo così, comunque, che in un anno di lezioni di catechismo che feci a mio tempo per prendermi la prima comunione.
Per elogiare un libro del genere (che in Francia creò tanto Rumors per frasi a sfondo razzista qui contenute, nel processo che coinvolse a suo tempo anche Oriana Fallaci) bisogna rifarsi al senso depressivo dell'esistenza che mafifesta Houellebecq, in un viaggio non solo nell'itinerante mondo dei vi
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Per elogiare un libro del genere (che in Francia creò tanto Rumors per frasi a sfondo razzista qui contenute, nel processo che coinvolse a suo tempo anche Oriana Fallaci) bisogna rifarsi al senso depressivo dell'esistenza che mafifesta Houellebecq, in un viaggio non solo nell'itinerante mondo dei viaggi stessi - difatti non è un Saggio sul turismo sessuale, come specificato nella quarta di copertina da Josyane Savigneau- quanto nel variegato mondo di persone che Usufruiscono e di persone che Creano le condizioni dell'usufrutto, dove anche il sesso appare come materia di scambio, e dove viene nobilitato soltanto nel rapporto d'amore tra i due protagonisti. Ma è soprattutto l'occhio che Houellebecq usa, il Giudizio che latente o meno viene espresso dai gesti e dalle parole dei personaggi, dagli ambienti che vanno a frequentare e dalle varianti sul sesso affrontate; tutto crea un'aria malinconica e vigile insieme, uno sguardo arreso di persone che vorrebbero salvare il mondo, ma che si trovano invece ad accettarlo e tuttavia a scansarlo, ultimo gesto per tentare di nobilitare il proprio animo dalle volgari dinamiche del quotidiano di tutti.
spettacolare... il primo vero romanzo di psicoanalisi, come due anni fa è stato definito dagli americani (gliel'hanno tradotto dopo cent'anni, forse la traduzione più lunga mai attesa da un libro!!)
Almustafa l'Eletto e le persone comuni
Le pagine sono bibliche, le frasi luci accecanti che scaldano i cuori. E se la mente si ritrova a ripensare a sè stessa, essa si rispecchia come in un lago limpido all'interno di questo libro. Non è filosofia, nè religione, non è estraniarsi dal mondo ma sentire di farne parte. La bellezza di questo ... (continue)
Le pagine sono bibliche, le frasi luci accecanti che scaldano i cuori. E se la mente si ritrova a ripensare a sè stessa, essa si rispecchia come in un lago limpido all'interno di questo libro. Non è filosofia, nè religione, non è estraniarsi dal mondo ma sentire di farne parte. La bellezza di questo libro - e di questo scrittore - sta nella lucida umanità delle sue affermazioni, e nella maestria nelle similitudini che Gibran ha dimostrato di saper utilizzare. E' un libro che scuoterà le cime più irte dei vostri rami, come pure le vostre radici più profonde.