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All books
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- L'osteria di Brema (1)
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By Primo Levi -
Finished on Jan 1, 2011 




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- Le Beatrici (2066)
- Monologhi teatrali e poesie varie
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By Stefano Benni -
Finished on Jan 29, 2011 




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59 people find this helpful 



“Fior di prugnola/Le mie poesie me le scrivo da sola.” sottotitolo: "sono un libriccino, costo caruccio, ma li valgo tutti..." -
http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3157139#new_… [La pubblicazione (pp. 92, in-8°) riproduce il testo di uno spettacolo teatrale andato in scena dall'11 al 15 maggio 2010 al Teatro dell’Archivolto di Genova. “Costruito su base laboratoriale”, è stato realizzato da un cast di cinque ... (
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Jan 29, 2011 |
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- Incontro a Praga (15)
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By Anna Seghers -
Finished on Feb 12, 2011 




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- Dove lei non è (167)
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By Roland Barthes -
Finished on Jan 27, 2011 




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32 people find this helpful 



"Abito la mia tristezza" -
“All’indomani della morte di sua madre, il 25 ottobre 1977, Roland Barthes comincia un “Journal de deuil”, un Diario di lutto. Scrive a penna, talvolta a matita, su schede che lui stesso prepara a partire da fogli di carta standard tagliati in quattro.” (V, Introduzione)
330 schede in tutto ... (continue ) -
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Feb 10, 2011 |
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- Perturbamento (1014)
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By Thomas Bernhard -
Finished on Feb 9, 2011 




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- La voce a te dovuta (1581)
- Poema
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By Pedro Salinas -
Finished on Jan 24, 2011 




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45 people find this helpful 



Detrás, mas allá. -
E’ nuovo, e sempre sconosciuto. Visionario e folgorante, ad ogni rilettura. L’amore di Salinas è oltre. Oltre l’espressione dell’inesprimibile. Esiste e si rigenera, continuamente, superando i confini delle immagini e le griglie delle metafore perfette. Travalica la materia, riplasma la sostanza e l ... (
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Jan 26, 2011 |
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- Non sono venuto a far discorsi (105)
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By Gabriel Garcia Marquez -
Finished on Jan 19, 2011 




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Non sono venuto a far discorsi
24 people find this helpful 



"Non siamo scrittori per nostro merito, ma per la disgrazia di non poter essere altro." -
Questa raccolta, curata da Cristóbal Pera, presenta 22 discorsi, disposti cronologicamente, pronunciati in pubblico da Márquez fra il 1944 e il 2007, in situazioni e contesti diversi. Interessano, nel loro insieme, 60 anni di vita e di attività intensa di uno scrittore fondamentale, una delle voci ... (
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Jan 22, 2011 |
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- Il muro invisibile (1233)
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By Harry Bernstein -
Finished on Jan 22, 2011 




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25 people find this helpful 



Irgendwann fällt jede Mauer / Prima o poi ogni muro cade. -
"Non voglio che tu vada in casa di cristiani.”
“Perché no?”
“Non voglio che tu vada in casa di cristiani.”
“Oh, mamma!” si lamentò. “Mamma, mamma, che cosa c’è di sbagliato in questo? Perché non posso andare in una casa di cristiani?”
“Perché tu sei ebrea, ecco perché.”(84)Mi piace, Bernstei ... (
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Feb 6, 2011 |
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- L'isola del tesoro (9472)
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By Robert Louis Stevenson -
Finished on Jan 31, 2011 




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- Catalogo generale delle edizioni Einaudi dalla fondazione della Casa editrice al 1° gennaio 1956 (3)
- Catalogo ragionato delle collezioni e dei volumi con cenni storici e programmatici. Indici per mater…
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By AA.VV. -
Reference 




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- Segni sul muro (86)
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By Maria Bellonci -
Finished 




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Rilega-
re per hobby -
- Rilegare per hobby (3)
- con 232 disegni originali di Romano Ronda e 5 tavole fuori testo
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By Elio Tonegato -
Finished 




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Rilega-
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- Il soccombente (2353)
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By Thomas Bernhard -
Finished on Jan 12, 2010 




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- Il bambino cattivo (19)
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By Ennio Flaiano -
Finished on Jan 4, 2011 




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22 people find this helpful 



“Il padre leggeva il giornale, e non si accorse di nulla.” -
Un inedito, di chiara ispirazione autobiografica. Cinquanta pagine, uno scheiwillerino prezioso, poco più di una plaquette. Il racconto, in un primo tempo, era stato intitolato “L’inganno” e, successivamente, “Il bambino”. Il titolo definitivo assegnato, invece, è lo stesso di un quadro -estremament ... (
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Jan 5, 2011 |
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- Uomini di mais (121)
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By Miguel Ángel Asturias -
Finished 




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L'osteria di Brema
“Sono ignorante in fatto di poesia: conosco male le teorie della poetica, leggo poca poesia altrui, e neppure credo che questi miei versi siano eccellenti […] Sono un uomo che crede poco alla poesia e tuttavia la pratica. Qualche ragione c’è. […] Ho l’impressione che la poesia in generale stia diven ... (continue)
“Sono ignorante in fatto di poesia: conosco male le teorie della poetica, leggo poca poesia altrui, e neppure credo che questi miei versi siano eccellenti […] Sono un uomo che crede poco alla poesia e tuttavia la pratica. Qualche ragione c’è. […] Ho l’impressione che la poesia in generale stia diventando uno strumento portentoso di contatto umano.” (“Corriere della sera”, 28/10/84, 3; intervista di Giulio Nascimbeni.)
“Io sono un poeta saltuario: a conti fatti nella mia vita ho scritto poco più di una poesia all’anno, anche se ci sono periodi in cui mi viene spontaneo scrivere in versi. Ma è un’attività che non ha nulla a che fare con nessuna altra attività mentale da me conosciuta. E’ una cosa completamente diversa: è come un fungo che cresce in una notte, ci si sveglia al mattino con una poesia in mente o perlomeno il nocciolo di essa. Poi è un lavoro di lunghe varianti e continue correzioni.” (“L’Espresso”, 26/04/87, 31; art. di Roberto di Caro. Questa citazione e la precedente sono tratte da Anna C. Pellegrini, Primo Levi: "L’osteria di Brema", tesi di laurea, Università degli Studi di Urbino, Fac. di Lettere e Filosofia, Anno Accademico 1991-’92, 2)
Le parole del “poeta saltuario” non le racconterò, non serve. Memoria, amori, assenze, nostalgie. Verità, testimonianza. Non serve. I versi semplici e difficili di Primo Levi restano qui, dentro di noi. Cantano e raccontano per tutti cercando di abbracciarsi, con amore, all’esistenza.
“APPRODO
Felice l’uomo cha ha raggiunto il porto,
Che lascia dietro sé mari e tempeste,
I cui sogni sono morti o mai nati;
E siede e beve all’osteria di Brema,
Presso al camino, ed ha buona pace.
[…]
Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
E riposa al margine del cammino.
Non teme, né spera, né aspetta,
Ma guarda fisso il sole che tramonta.”
(10 settembre 1964; 51.)
“AVIGLIANA
Guai a chi spreca la luna piena
Che viene solo una volta al mese.
Accidenti a questo paese,
A questa stupida luna piena
Che splende placida e serena
Proprio come se tu fossi con me.
[…]
Le lucciole le ho lasciate stare
(ce n’era molte per tutto il sentiero):
Non perché ti somigliano nel nome,
Ma son bestiole così miti e care
Che fanno svaporare ogni pensiero.
E se un giorno ci vorremo lasciare,
E se un giorno ci vorremo sposare,
Spero che venga di giugno, quel giorno,
E ci sian lucciole tutto intorno
Come stasera, che tu non sei qui.”
(20 giugno 1946; 37-38.)
“CANTARE
…Ma quando poi cominciammo a cantare
Le buone nostre canzoni insensate,
Allora avvenne che tutte le cose
Furono ancora com’erano state.
Un giorno non fu che un giorno:
Sette fanno una settimana.
Cosa cattiva ci parve uccidere;
Morire, una cosa lontana.
E i mesi passano piuttosto rapidi,
Ma davanti ne abbiamo tanti!
Fummo di nuovo soltanto giovani:
Non martiri, non infami, non santi.
Questo ed altro ci veniva in mente
Mentre continuavamo a cantare;
Ma erano cose come le nuvole,
E difficili da spiegare.”
(3 gennaio 1946; 13.)
CONGEDO
Si è fatto tardi, cari;
Così non accetterò da voi pane né vino,
Ma soltanto qualche ora di silenzio,
I racconti di Pietro il pescatore,
I profumi muschiati di questo lago,
L’odore antico dei sarmenti bruciati,
Lo squittire pettegolo dei gabbiani,
L’oro gratis dei licheni sui coppi,
E un letto, per dormirci solo.
In cambio, vi lascerò versi nebbich come questi,
Fatti per essere letti da cinque o sette lettori:
Poi andremo, ciascuno dietro alla sua cura,
Poiché, come dicevo, si è fatto tardi.”
(Anguillara, 28 dicembre 1974; 61.)
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[Al Primo e all’Ultimo. Un sogno e un brindisi di Capodanno.
Che l’osteria rimanga aperta fino a tardi, Primo, e il vino sia come dev’essere: di quello buono, che si faccia bere. Il caminetto è acceso, fammi un po’ di posto sulla panca. Fammi sedere. Così, bene. Cantiamo. Cantiamo quella canzone bella, della strega, oppure quella delle lucciole di giugno, delle Lucie che mancano. Poi, se avremo voglia di silenzio, il pescatore Pietro racconterà una storia, di quelle che soltanto lui conosce e ancora le ricorda, per fortuna. Prima dell’alba ci saluteremo, baci e abbracci. Come fra giovani, in pace di memoria.
A te, Primo, questo primo giro: onore al nome.
All’"Ultimo" di Birkenau, adesso: all’Uomo semplicemente, caparbiamente umano, che mi ferì il cuore, da ragazzo.
A un anno lungo un attimo, che è la durata giusta.
E alla faccia della nostalgia, quando è vigliacca. Che non ci freghi mai.]