Non è facile commentare un libro così: per chi non è esperto di semiotica la visione dell’autore è piuttosto ardua da adottare. Essendo, però, soprattutto un viaggio attraverso varie tappe letterarie popolate di figure attinenti al vario modo di intendere la stupidità nel corso dai secoli (dal perso
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Non è facile commentare un libro così: per chi non è esperto di semiotica la visione dell’autore è piuttosto ardua da adottare. Essendo, però, soprattutto un viaggio attraverso varie tappe letterarie popolate di figure attinenti al vario modo di intendere la stupidità nel corso dai secoli (dal personaggio mitico di Giufà della tradizione arabo-sicula al rapporto internet-stupidità secondo Eco) alla fine quelle che rimangono sono una serie di suggestioni che spingono a cercare testi non ancora letti o a riprendere dagli scaffali pagine già note. Come quelle di Sciascia: «È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia cretino. Ma di intelligenti c’è stata sempre penuria; e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l’olio e il vino dei contadini». …… «Dei cretini intelligentissimi. Sembra impossibile: ma ce ne sono». ……. «Intorno al 1963 si è verificato in Italia un evento insospettabile e forse ancora, se non da pochi, sospettato. Nasceva e cominciava ad ascendere il cretino di sinistra: ma mimetizzato nel discorso intelligente, nel discorso problematico e capillare. Si credeva che i cretini nascessero soltanto a destra, e perciò l’evento non ha trovato registrazione. Tra non molto, forse, saremo costretti a celebrarne l’Epifania».
...Si è proprio un tuffo negli anni settanta questo libro, per gli argomenti trattati (l'omosessualità, il terrorismo) e per come li tratta. Questa eccessiva facilità di collocazione temporale sarebbe un aspetto negativo, ai miei occhi, se la struttura del testo e la sua efficacia non superassero qu
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...Si è proprio un tuffo negli anni settanta questo libro, per gli argomenti trattati (l'omosessualità, il terrorismo) e per come li tratta. Questa eccessiva facilità di collocazione temporale sarebbe un aspetto negativo, ai miei occhi, se la struttura del testo e la sua efficacia non superassero questo handicap. Il dialogo serrato (una splendida sceneggiatura, mancano solo le note di regia..) tra i due protagonisti ha il grande merito di svelare progressivamente le rispettive personalità e di mostrare, un po' alla volta, il tipo di rapporto che si crea fra i due, dall'iniziale diffidenza al progressivo coinvolgimento.
Libro tenero e carnale, in certi passaggi addirittura quasi provocatorio, scritto in una lingua magnifica, impreziosita da tanti termini dialettali. Fiaba moderna, che rimanda per certi versi a Giambattista Basile, in cui il principe azzurro prende le fattezze un semplice contadino. Il più bel libro
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Libro tenero e carnale, in certi passaggi addirittura quasi provocatorio, scritto in una lingua magnifica, impreziosita da tanti termini dialettali. Fiaba moderna, che rimanda per certi versi a Giambattista Basile, in cui il principe azzurro prende le fattezze un semplice contadino. Il più bel libro letto in questo anno. Un regalo inaspettato che tra i tanti meriti mostra una capacità non comune di descrivere un trapasso nella sua sconvolgente normalità.
...quello mio (reale) prevalente durante la lettura della prima parte del libro è stato un mal di testa leggero ma tenace causato dall'impegno a tenere desta un'attenzione che scivolava via al primo stimolo esterno.. E' stata faticosa la lettura di un testo incapace di sviluppare adeguatamente la bu
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...quello mio (reale) prevalente durante la lettura della prima parte del libro è stato un mal di testa leggero ma tenace causato dall'impegno a tenere desta un'attenzione che scivolava via al primo stimolo esterno.. E' stata faticosa la lettura di un testo incapace di sviluppare adeguatamente la buona (ma non esattamente nuova, basti pensare al film "Terapia e pallottole") idea iniziale di porre la spietatezza (di un assassino, nel caso del film un mafioso) alla mercé della debolezza (sia essa causata da ipocondria o, nel film, attacchi di panico). Testo ripetitivo, pretenzioso, strappa qualche sorriso e si riprende un po' nella seconda parte (o ero io sollevato dall'idea di essere sul punto di finirlo?) ma nell'insieme decisamente deludente. PS: Come rimedio al mal di testa mi bastava leggere qualche riga di "Ninfa plebea", alta letteratura al confronto..
Potrò sembrare cinico e insensibile ma non sono riuscito ad amare questo libro. Troppo elementare nella scrittura (sembra un libro per ragazzi), troppo volutamente edificante, troppo smaccatamente ottimista e ingenuo e con un finale veramente scontato. Se penso che in quegli anni in America scriveva
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Potrò sembrare cinico e insensibile ma non sono riuscito ad amare questo libro. Troppo elementare nella scrittura (sembra un libro per ragazzi), troppo volutamente edificante, troppo smaccatamente ottimista e ingenuo e con un finale veramente scontato. Se penso che in quegli anni in America scrivevano, per esempio, Steinbeck, Dos Passos, Faulkner, Tennessee Wllliams, portatori di ben altra complessità di sguardo e di analisi, allora la delusione diventa cocente. Per riprendermi mi sono letto un paio di pagine a caso del Faust di Goethe (mi è capitato il dialogo tra Mefistofele e lo studente), testo tedesco a fronte incluso…
Stupidità
Non è facile commentare un libro così: per chi non è esperto di semiotica la visione dell’autore è piuttosto ardua da adottare.continue)
Essendo, però, soprattutto un viaggio attraverso varie tappe letterarie popolate di figure attinenti al vario modo di intendere la stupidità nel corso dai secoli (dal perso ... (
Non è facile commentare un libro così: per chi non è esperto di semiotica la visione dell’autore è piuttosto ardua da adottare.
Essendo, però, soprattutto un viaggio attraverso varie tappe letterarie popolate di figure attinenti al vario modo di intendere la stupidità nel corso dai secoli (dal personaggio mitico di Giufà della tradizione arabo-sicula al rapporto internet-stupidità secondo Eco) alla fine quelle che rimangono sono una serie di suggestioni che spingono a cercare testi non ancora letti o a riprendere dagli scaffali pagine già note.
Come quelle di Sciascia:
«È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia cretino. Ma di intelligenti c’è stata sempre penuria; e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l’olio e il vino dei contadini». …… «Dei cretini intelligentissimi. Sembra impossibile: ma ce ne sono». ……. «Intorno al 1963 si è verificato in Italia un evento insospettabile e forse ancora, se non da pochi, sospettato. Nasceva e cominciava ad ascendere il cretino di sinistra: ma mimetizzato nel discorso intelligente, nel discorso problematico e capillare. Si credeva che i cretini nascessero soltanto a destra, e perciò l’evento non ha trovato registrazione. Tra non molto, forse, saremo costretti a celebrarne l’Epifania».
Il bacio della donna ragno
...Si è proprio un tuffo negli anni settanta questo libro, per gli argomenti trattati (l'omosessualità, il terrorismo) e per come li tratta.continue)
Questa eccessiva facilità di collocazione temporale sarebbe un aspetto negativo, ai miei occhi, se la struttura del testo e la sua efficacia non superassero qu ... (
...Si è proprio un tuffo negli anni settanta questo libro, per gli argomenti trattati (l'omosessualità, il terrorismo) e per come li tratta.
Questa eccessiva facilità di collocazione temporale sarebbe un aspetto negativo, ai miei occhi, se la struttura del testo e la sua efficacia non superassero questo handicap.
Il dialogo serrato (una splendida sceneggiatura, mancano solo le note di regia..) tra i due protagonisti ha il grande merito di svelare progressivamente le rispettive personalità e di mostrare, un po' alla volta, il tipo di rapporto che si crea fra i due, dall'iniziale diffidenza al progressivo coinvolgimento.
Ninfa plebea
Libro tenero e carnale, in certi passaggi addirittura quasi provocatorio, scritto in una lingua magnifica, impreziosita da tanti termini dialettali. Fiaba moderna, che rimanda per certi versi a Giambattista Basile, in cui il principe azzurro prende le fattezze un semplice contadino. Il più bel libro ... (continue)
Libro tenero e carnale, in certi passaggi addirittura quasi provocatorio, scritto in una lingua magnifica, impreziosita da tanti termini dialettali. Fiaba moderna, che rimanda per certi versi a Giambattista Basile, in cui il principe azzurro prende le fattezze un semplice contadino. Il più bel libro letto in questo anno. Un regalo inaspettato che tra i tanti meriti mostra una capacità non comune di descrivere un trapasso nella sua sconvolgente normalità.
L'assassino ipocondriaco
...quello mio (reale) prevalente durante la lettura della prima parte del libro è stato un mal di testa leggero ma tenace causato dall'impegno a tenere desta un'attenzione che scivolava via al primo stimolo esterno..continue)
E' stata faticosa la lettura di un testo incapace di sviluppare adeguatamente la bu ... (
...quello mio (reale) prevalente durante la lettura della prima parte del libro è stato un mal di testa leggero ma tenace causato dall'impegno a tenere desta un'attenzione che scivolava via al primo stimolo esterno..
E' stata faticosa la lettura di un testo incapace di sviluppare adeguatamente la buona (ma non esattamente nuova, basti pensare al film "Terapia e pallottole") idea iniziale di porre la spietatezza (di un assassino, nel caso del film un mafioso) alla mercé della debolezza (sia essa causata da ipocondria o, nel film, attacchi di panico).
Testo ripetitivo, pretenzioso, strappa qualche sorriso e si riprende un po' nella seconda parte (o ero io sollevato dall'idea di essere sul punto di finirlo?) ma nell'insieme decisamente deludente.
PS: Come rimedio al mal di testa mi bastava leggere qualche riga di "Ninfa plebea", alta letteratura al confronto..
La commedia umana
Potrò sembrare cinico e insensibile ma non sono riuscito ad amare questo libro. Troppo elementare nella scrittura (sembra un libro per ragazzi), troppo volutamente edificante, troppo smaccatamente ottimista e ingenuo e con un finale veramente scontato. Se penso che in quegli anni in America scriveva ... (continue)
Potrò sembrare cinico e insensibile ma non sono riuscito ad amare questo libro. Troppo elementare nella scrittura (sembra un libro per ragazzi), troppo volutamente edificante, troppo smaccatamente ottimista e ingenuo e con un finale veramente scontato. Se penso che in quegli anni in America scrivevano, per esempio, Steinbeck, Dos Passos, Faulkner, Tennessee Wllliams, portatori di ben altra complessità di sguardo e di analisi, allora la delusione diventa cocente. Per riprendermi mi sono letto un paio di pagine a caso del Faust di Goethe (mi è capitato il dialogo tra Mefistofele e lo studente), testo tedesco a fronte incluso…