Imprevedibile e originale come sempre. Non lo so se Dan Fante abbia avuto davvero così tanti problemi con l'alcol, ma se è tutto vero, mi stupisco del fatto che sia ancora vivo. La storia non è molto complessa; narra le vicende di Bruno Dante e del suo lavoro di autista, e quindi dei relativi proble
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Imprevedibile e originale come sempre. Non lo so se Dan Fante abbia avuto davvero così tanti problemi con l'alcol, ma se è tutto vero, mi stupisco del fatto che sia ancora vivo. La storia non è molto complessa; narra le vicende di Bruno Dante e del suo lavoro di autista, e quindi dei relativi problemi dovuti all'abuso di alcol. Quindi Bruno dovrà frequentare (prima costretto dal suo capo e poi dalla legge) gli alcolisti anonimi, per cui prova un profondo odio. In tutto ciò, Bruno sta scrivendo una raccolta di racconti; il suo obiettivo è quello di riuscire ad ottenerne la pubblicazione. Nel corso della storia entrerà in contatto con numerosi personaggi, alcuni grotteschi e altri... grotteschi comunque, ma sicuramente più positivi dei primi. Le sfuriate e gli eccessi di ira di Bruno sono irresistibili, e poi il libro è scritto davvero bene. Bel libro, davvero.
Sicuramente è difficile stabilire quante stelle dare a questo libro, perchè ci sono alcuni racconti belli e altri terribilmente brutti. Credo sia inutile dire che il racconto di Stephen King non ha prezzo. Ma su questo non c'erano dubbi. Poi c'è il racconto di Edward Bryant, ovvero Un triste ultimo
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Sicuramente è difficile stabilire quante stelle dare a questo libro, perchè ci sono alcuni racconti belli e altri terribilmente brutti. Credo sia inutile dire che il racconto di Stephen King non ha prezzo. Ma su questo non c'erano dubbi. Poi c'è il racconto di Edward Bryant, ovvero Un triste ultimo amore allo Snack dei dannati, che comincia bene, si evolve bene e poi ha un finale patetico e stupido che brucia tutto il resto. Che peccato, perchè i personaggi erano davvero ben delineati. Bryant crea tutto un'impianto narrativo funzionante, e poi fa crollare tutto nel finale. Per non parlare del racconto di Glen Vasey (Scelte), che onestamente non ho capito, perchè è scritto coi piedi, e ha un inizio che non ha niente a che vedere col resto (almeno io non c'ho trovato nessun nesso). I primi due racconti sono piacevoli, ma niente di che. Forse il primo, Fioritura, è un pò più gradevole. Ma La Mensa di Richard Laymon lascia un pò a desiderare. Meno di Zombi, di Douglas E. Winter, è scritto con un gergo da strada e uno stile che sa di vecchio, uno stile che non funziona per niente in una storia di morti viventi. Poi basta, dopo questo racconto non sono riuscito più ad andare avanti. Insomma, la raccolta mi ha deluso moltissimo.
Il libro, davvero minuscolo, non è altro che un racconto che appartiene ad una raccolta di racconti di Dan Fante mai pubblicata in Italia. Per carità, davvero carino questo Mae West, però non riesco a capirne la funzionalità. Cioè, è un racconto prelevato da una raccolta, messo lì, isolato e deconte
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Il libro, davvero minuscolo, non è altro che un racconto che appartiene ad una raccolta di racconti di Dan Fante mai pubblicata in Italia. Per carità, davvero carino questo Mae West, però non riesco a capirne la funzionalità. Cioè, è un racconto prelevato da una raccolta, messo lì, isolato e decontestualizzato, ma a che scopo? Non vado pazzo per questo genere di operazioni, perchè è come prendere una canzone di un concept album rock e ascoltarla distrattamente, senza ascoltare il resto del disco. Presto ci si renderà conto che non ha senso. Quindi, a questo punto, o sei costretto ad andarti a leggere il libro originale (in inglese!), oppure sei costretto a tenerti questo racconto nella tua libreria, non come una raccolta di racconti di Dan Fante, ma semplicemente come pezzo isolato di un'opera più grossa e complessa. Più o meno come avere un piede o una mano di una statua di Bernini (e il resto della statua dov'è?!).
Un viaggio in Sicilia, un percorso che prima sembra un ritratto di un'isola incantata, con i suoi contadini, la sua gente semplice e le sue campagne, ma che poi diventa una critica disincantata delle condizioni precarie del lavoro e della vita. Quelle che prima sembravano case semplici, verso la fin
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Un viaggio in Sicilia, un percorso che prima sembra un ritratto di un'isola incantata, con i suoi contadini, la sua gente semplice e le sue campagne, ma che poi diventa una critica disincantata delle condizioni precarie del lavoro e della vita. Quelle che prima sembravano case semplici, verso la fine del romanzo iniziano ad apparire case fatiscenti. Il libro (e quindi l'autore) prende coscienza nel corso del tempo della realtà feudale di una regione a pezzi. Come se in principio non se ne rendesse conto, perchè è troppo grande lo spettacolo dei paesaggi siculi (d'altronde Levi è anche un pittore), ma poi il suo sguardo diventa più critico. E allora, quella parola che in principio era così misteriosamente omessa, e cioè la parola "Mafia", diventa sempre più frequente dopo la seconda metà del libro. Bello, davvero molto bello. Ma d'altronde, stiamo pur sempre parlando di Carlo Levi.
Ho letto questo libro giusto perchè seguo la serie televisiva, e visto il prezzo (che per quanto mi riguarda considero eccessivo, ben 19 €) c'ho pensato un pò prima di comprarlo. E l'impressione che ne ho avuto è che è un bel romanzo dedicato al tema dei morti viventi, ma è scritto veramente male. M
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Ho letto questo libro giusto perchè seguo la serie televisiva, e visto il prezzo (che per quanto mi riguarda considero eccessivo, ben 19 €) c'ho pensato un pò prima di comprarlo. E l'impressione che ne ho avuto è che è un bel romanzo dedicato al tema dei morti viventi, ma è scritto veramente male. Ma d'altronde non si può pretendere da un libro fantasy/horror uno stile raffinato alla Moravia. I dialoghi spesso sono scritti in modo patetico. Le descrizioni delle scene le ho trovate spesso confuse. Però è un libro che ti prende. Nel senso che vorresti che non finisse mai (come d'altronde è il telefilm). Gli scenari apocalittici sono descritti in modo davvero credibile. E poi, se hai seguito tutta la vicenda del Governatore di The Walking Dead, leggere queste pagine è ancora più piacevole.
Il rapporto con il padre è un tema piuttosto ricorrente nella letteratura. In questo romanzo, che oserei definire epico, il tema viene affrontato in modo dissacrante ma a tratti affettuoso. Dan è consapevole della grandezza dei romanzi del padre. Pur non avendo avuto con lui un legame molto solido,
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Il rapporto con il padre è un tema piuttosto ricorrente nella letteratura. In questo romanzo, che oserei definire epico, il tema viene affrontato in modo dissacrante ma a tratti affettuoso. Dan è consapevole della grandezza dei romanzi del padre. Pur non avendo avuto con lui un legame molto solido, ha nei suoi confronti una sorta di ammirazione. Angeli a Pezzi è un romanzo molto difficile da trovare, ma se riesci a metterci le mani sopra, la tua libreria avrà l'onore di avere tra i vari libelli un volumetto che merita davvero. Prima ho definito questo romanzo "epico" perchè Bruno, il protagonista, l'alter ego di Dan Fante, realizza un viaggio alla ricerca del suo estro, conoscendo personaggi allucinanti e spesso ridicoli. Combatte contro i fantasmi del passato, una lotta individuale che lo porta a bere parecchio. Imbarca compagni di viaggio, tra cui un Bull Terrier vecchio e malandato, con cui condividerà il suo viaggio attraverso un'america insana. Ah, dimenticavo... il romanzo è molto scorrevole e spesso le metafore sono molto colorite e originali. E in alcune scene mi son dovuto trattenere dal ridere, mentre leggevo il libro sull'autobus, altrimenti rischiavo di essere preso per pazzo.
Poteva andare peggio. Sì certo, l'autore lo ammette all'inizio che è tutto inventato, e che le storie raccontate all'interno del romanzo, e che girano attorno alla storica band dei Pink Floyd, sono tutte inventate. Ma questa ossessione nei confronti di Syd Barrett ritorna troppe volte. Insomma, abbi
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Poteva andare peggio. Sì certo, l'autore lo ammette all'inizio che è tutto inventato, e che le storie raccontate all'interno del romanzo, e che girano attorno alla storica band dei Pink Floyd, sono tutte inventate. Ma questa ossessione nei confronti di Syd Barrett ritorna troppe volte. Insomma, abbiamo capito che sei un fedelissimo Barrettiano, ma inventarsi tutte quelle favole sulla figura quasi magica del nostro bel favoliere, mi sembra un pò troppo. Sì, lo ammetto, sono un Watersiano, e sono di quelli che credono che la discografia post Barrett sia decisamente migliore. Comunque, tutto sommato, un libro che fa piacere leggere. Si legge in un paio di giorni, soprattutto se sei un fanatico dei Floyd. Se sei uno che la band la conosce appena o se sei uno che ogni tanto mette un loro dischetto nello stereo (giusto per farsi compagnia) allora questo libro, non so fino a che punto abbia senso. Però, per chi ama davvero i Pink Floyd, è comunque un libro che va letto. Se non altro perchè all'interno ci sono delle chiavi di lettura di alcuni dischi davvero molto originali. E questo è davvero bello. Fa sempre piacere leggere qualche nuova interpretazione, dal momento che la materia in questione è infinita.
Imprevedibile e originale come sempre. Non lo so se Dan Fante abbia avuto davvero così tanti problemi con l'alcol, ma se è tutto vero, mi stupisco del fatto che sia ancora vivo. La storia non è molto complessa; narra le vicende di Bruno Dante e del suo lavoro di autista, e quindi dei relativi proble ... (continue)
Imprevedibile e originale come sempre. Non lo so se Dan Fante abbia avuto davvero così tanti problemi con l'alcol, ma se è tutto vero, mi stupisco del fatto che sia ancora vivo. La storia non è molto complessa; narra le vicende di Bruno Dante e del suo lavoro di autista, e quindi dei relativi problemi dovuti all'abuso di alcol. Quindi Bruno dovrà frequentare (prima costretto dal suo capo e poi dalla legge) gli alcolisti anonimi, per cui prova un profondo odio. In tutto ciò, Bruno sta scrivendo una raccolta di racconti; il suo obiettivo è quello di riuscire ad ottenerne la pubblicazione. Nel corso della storia entrerà in contatto con numerosi personaggi, alcuni grotteschi e altri... grotteschi comunque, ma sicuramente più positivi dei primi. Le sfuriate e gli eccessi di ira di Bruno sono irresistibili, e poi il libro è scritto davvero bene. Bel libro, davvero.