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Il caso Toulae-
Fumetti di evasione
La vita è caos, la forma è ordine. Tra questi due stadi, ci siamo solo noi, fratelli. Frate Glioti ha dato il suo contributo, e per questo lo ringraziamo.continue)
La chiarezza dell’opera attesta l’onestà intellettuale e morale dell’autore. Parole precise, argomentazioni rigorose e logiche. Nessuna fantast ... (
La vita è caos, la forma è ordine. Tra questi due stadi, ci siamo solo noi, fratelli. Frate Glioti ha dato il suo contributo, e per questo lo ringraziamo.
La chiarezza dell’opera attesta l’onestà intellettuale e morale dell’autore. Parole precise, argomentazioni rigorose e logiche. Nessuna fantasticheria critica, ma una continua e articolata aderenza all’oggetto: Paz è al centro di ogni pagina e se il discorso se ne diparte, - colorandosi, ad esempio, di Rembrandt o Beato Angelico, - è solo per tornarvi più libero e consapevole, come il figliol prodigo che ritorna a casa per svolgere il proprio dovere, ma solo dopo aver visto il mondo e speso tutto.
Un mucchio d’idee armato fino ai denti, che va a liberare l’angelo Pazienza dall’emiciclo di generiche stronzate in cui s’è ritrovato in questi anni di pissi pissi editoriali e pubblica chiacchiera. Leggetevi le prefazioni delle ultime ineffabili edizioni di Paz, ecco: colà bla bla, qui argomenti. Qui la pagina non sta a mostrare le nuvolette rosa o le nubi nere del Super Genio Pazienza o altri eccetera di cui non ci frega alcunché, qui l’autore insegue a capo basso la storia, la società e l’individuo. Consulta annali, riviste, volantini, approfondisce, circostanzia, spulcia intere biblioteche alla ricerca del dettaglio illuminante. Qui c’è, in ultima analisi, un’ambizione lampante: rendere giustizia all’uomo Pazienza, ma anche a tutta una generazione che è partita in resta contro la Grande Burocrazia, e si è perduta nei suoi corridoi marron. L’eloquio denso e nitido di frate Glioti è un sanpietrino controluce, scagliato in aria con elegante curva e precisa in una crudele giornata di sole, ed è morbido come il cuscino che fino a l’altro ieri ha accolto le nostre zucche sognanti. Sognanti e quindi visionarie e quindi rivoluzionarie.
Ricapitolando: porfido e piume. Che cosa vogliamo di più? E allora, li vogliamo tirare fuori, ‘sti dieci miseri euretti?
Un saluto a tutti.
Roberto Farina