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- I segreti di Milano (26)
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By Giovanni Testori -
Reading since Mar 27, 2013
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- Chi ha fatto quel film? (81)
- Conversazioni con i grandi di Hollywood
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By Peter Bogdanovich -
Reading since Jan 9, 2012
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- Fotoelaborazione: creatività e tecnica (66)
- I segreti della camera oscura digitale
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By Seán Duggan, Katrin Eismann -
Reading since Dec 24, 2008
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- L'estate di Montebuio (79)
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By Danilo Arona -
Finished on Mar 26, 2013 




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- Il sogno di un hippie (65)
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By Neil Young -
Finished on Feb 27, 2013 




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- La nuova Hollywood (62)
- Dalla rinascita degli anni Sessanta all'era del blockbuster
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By Geoff King -
Finished on Feb 5, 2013 




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- La Fotografia (124)
- Una storia culturale e visuale
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By Graham Clarke -
Finished on Jan 9, 2013 




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- Gli obiettivi per la foto digitale (1)
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By Maurizio Capobussi -
Finished on Jan 6, 2013 




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- Terra di nessuno (242)
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By Eraldo Baldini -
Finished on Dec 20, 2012 




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- London Orbital (35)
- A piedi attorno alla metropoli
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By Iain Sinclair -
Finished on Dec 19, 2012 




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- Il cielo sopra Ibraima (71)
- Come gli immigrati giudicano gli italiani
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By Giuseppe Cecconi, Penda Thiam -
Finished on Dec 9, 2012 




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- Il tempo è un bastardo (1747)
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By Jennifer Egan -
Finished on Dec 9, 2012 




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- 1Q84 (3190)
- Libro 3: Ottobre-dicembre
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By Haruki Murakami -
Finished on Nov 29, 2012 




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- Sul pianeta perduto (124)
- Romanzi a fumetti Bonelli n. 8
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By Paolo Bacilieri, Antonio Serra -
Finished on Nov 10, 2012 




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- American Indie 1981-1991 (97)
- Dieci anni di rock underground
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By Michael Azerrad -
Finished on Oct 27, 2012 




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1Q84
1Q84 (preso nella sua totalità) è il primo libro che leggo di Murakami. Al di là della trama affascinante ma un po' irrisolta, la cosa che più mi ha lasciato sconcertato e che, in ultima analisi ha smorzato in parte gli entusiasmi, è lo stile di scrittura di Murakami, capace di passaggi poetici ed e ... (continue)
1Q84 (preso nella sua totalità) è il primo libro che leggo di Murakami. Al di là della trama affascinante ma un po' irrisolta, la cosa che più mi ha lasciato sconcertato e che, in ultima analisi ha smorzato in parte gli entusiasmi, è lo stile di scrittura di Murakami, capace di passaggi poetici ed evocativi, così come di banalità a dir poco imbarazzanti. E poi quante didascaliche ripetizioni, accumulate l'una sulle altre! Capisco che la trama era piuttosto complicata, ma a volte la sensazione è stata quella di sentirsi trattato come un deficiente, tramite ripetitivi "riassuntini esplicativi" davvero inutili a mio parere. Che il suo editor si fosse addormentato? Una buona opera in definitiva ma, per me, ben lontano dall'essere quel capolavoro tanto osannato.